F1 | Da un team italiano all’inglese Red Bull: Hadjar racconta lo “shock” della promozione
- Postato il 9 agosto 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Dall’ambiente familiare e italiano della Racing Bulls alla struttura britannica della Red Bull: Hadjar racconta cosa è cambiato con la promozione nel team principale
Il passaggio dalla Racing Bulls alla Red Bull non ha significato per Isack Hadjar soltanto cambiare monoposto e ritrovarsi nello stesso box di Max Verstappen. A cambiare è stato anche l’ambiente nel quale il francese lavora durante i weekend di Formula 1.

Nel corso del podcast Red Bull Talking Bull Away Days, Hadjar ha raccontato apertamente le differenze riscontrate tra le due squadre, arrivando a definire il trasferimento un vero “shock culturale”.
“È sicuramente uno shock culturale, diciamo così. Passi da una squadra più familiare, una squadra italiana, a una britannica. È sicuramente diverso”.
Una descrizione che evidenzia soprattutto le differenti identità delle due strutture. Racing Bulls ha sede a Faenza ed è da anni uno dei principali punti di ingresso in Formula 1 per i giovani appartenenti al programma Red Bull.
Racing Bulls ha preparato Hadjar al salto in Red Bull
Lo stesso Hadjar ha sottolineato il ruolo avuto dalla squadra italiana durante la sua crescita e nella preparazione al successivo passaggio nella formazione principale.
“Racing Bulls mi ha aiutato moltissimo durante il mio primo anno. Sono abituati ad avere giovani piloti e a prepararli per il sedile della squadra principale”.
Per questo motivo, nonostante le differenze nell’ambiente di lavoro, Hadjar considera il proprio trasferimento in Red Bull abbastanza naturale.
Il francese appartiene infatti al programma giovani del marchio dal 2021 e negli anni precedenti aveva già avuto diverse occasioni per lavorare con la squadra principale attraverso sessioni di prove libere e test.
“Non è come se fossi passato, per esempio, dalla Mercedes alla Ferrari come Lewis. Sono nel junior team dal 2021. Ho fatto FP1 e test con i giovani piloti”.
Hadjar conosceva già anche alcuni degli uomini con cui avrebbe successivamente lavorato una volta ottenuto il sedile da titolare.
“Sto lavorando con Richard Wood quest’anno, ma la mia prima FP1 con lui risale già a tre anni fa. Per me è abbastanza naturale essere qui”.
La familiarità con la struttura non ha comunque cancellato l’emozione di essere diventato un pilota Red Bull e di dividere il garage con Verstappen.
“Ci sono ancora alcuni momenti in cui devo rendermi conto di quello che sta succedendo. Ogni volta che entro nel garage e salgo sulla macchina sento ancora quell’orgoglio di essere lì, nella squadra campione del mondo e accanto a un compagno così straordinario”.
Hadjar è consapevole di essersi guadagnato questa opportunità, senza nascondere quanto continui a considerarla speciale.
“Ovviamente merito di essere qui, ma allo stesso tempo mi sento anche fortunato ad esserci”, ha concluso il pilota francese.
Seguici anche sui social: Telegram – Instagram – Facebook – Twitter
L'articolo F1 | Da un team italiano all’inglese Red Bull: Hadjar racconta lo “shock” della promozione proviene da F1ingenerale.