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Sanna Clown Odv: ecco chi sono i volontari dal camice bianco e dal naso rosso

  • Postato il 21 giugno 2026
  • Magazine
  • Di Il Vostro Giornale
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Sanna Clown Odv: ecco chi sono i volontari dal camice bianco e dal naso rosso

Savona. Continua il nostro viaggio all’interno del mondo del volontariato. Per questa nostra quattordicesima puntata abbiamo intervistato Simona Signoriello, presidente Sanna Clown Savona viviamo in positivo Odv.

Di cosa si occupa la vostra associazione? Qual è la mission e quali attività svolgete? 

“A noi non piace usare paroloni altisonanti, perciò se ci viene chiesto cosa fa la nostra associazione ci piace dire che regala sorrisi. E lo facciamo in posti dove di solito c’è poco da sorridere: parlo di contesti come ospedali, case di riposo o case di cura in genere. Svolgiamo la nostra attività su tutta la provincia di Savona. Visti da fuori siamo una specie di nuvola colorata col naso rosso che passa da una stanza all’altra, sempre nel massimo rispetto della sensibilità di chi incontriamo. Il nostro abbigliamento (abbiamo un camice colorato di verde e giallo sulle maniche e il colletto rosso) è inconfondibile e spezza la monocromaticità degli ambienti dove facciamo attività”.

Come si diventa un clown? 

“Diventare clown della nostra associazione prevede alcuni step formativi inderogabili. Ai più, può sembrare che questa attività si svolga semplicemente indossando il naso rosso e intrecciando qualche palloncino ma la verità è ben diversa. Per prima cosa, i Sanna Clown fanno capo ad un’associazione ben più grande e strutturata, VIP Italia (viviamo in positivo Italia). Questo ci rende uniti a livello Italia anche con tutte le altre vip del territorio e ci offre la possibilità di una formazione specifica e continua. Infatti, come primo passo per intraprendere l’attività, bisogna frequentare il corso base, tenuto da un formatore specializzato riconosciuto da VIP Italia. Durante il corso base si imparano le cose fondamentali: si inizia a dare forma al proprio personaggio clown, si impara a gestire le emozioni… ma non voglio spoilerare troppe cose. Il corso base è magia: si entra “babbani” e si esce col naso e un nome clown cucito (letteralmente!) addosso. Oltre al corso base, vengono effettuati allenamenti ogni due settimane ed un corso specialistico all’anno”.

Che rapporto avete con il territorio? E con Asl2? 

“L’associazione è presente sul territorio da oltre 10 anni e se possiamo “vantare” una storia così lunga è sicuramente anche grazie all’appoggio di Asl2 e di case private che ci hanno sempre accolto con grande entusiasmo. In alcune strutture, gli stessi operatori ci affiancano durante l’attività mettendo a disposizione le loro conoscenze (e rendendo il servizio qualcosa di sicuro e conosciuto per gli ospiti delle strutture). All’ospedale di Savona in particolare, il successo delle nostre attività è dovuto anche alla collaborazione dello staff, medici e primari compresi. Credo che senza l’appoggio dei professionisti che vivono quei contesti h24 non sarebbe possibile svolgere servizio con la stessa efficacia. In fondo, noi entriamo in ambienti dove purtroppo la malattia è presente sempre, ventiquattro ore su ventiquattro sette giorni su sette. Noi “spezziamo” la routine portando leggerezza per qualche ora ma sono sempre gli operatori a dirci se possiamo entrare in determinate stanze o se è meglio evitare, fermo restando la volontà delle persone ricoverate. Un no è un no e quando capita sappiamo fare marcia indietro senza insistere”.

Cosa consiglierebbe ai giovani che vogliono intraprendere questo percorso?

“In buona sostanza, possiamo dire che fare il volontario clown è qualcosa che ti cambia davvero il modo di vedere il mondo. O forse sarebbe meglio dire che ti porta a rivedere il mondo con gli occhi di un bambino: senza cattiveria, senza diversità, solo voglia di ridere e giocare. Consiglierei a chiunque di provare almeno una volta uno dei nostri allenamenti aperti perché spiegare a parole è molto difficile. Essere clown è magia… ma io sono sicuramente di parte!”.

“Buona volontà” è la rubrica di IVG nata per dare voce e volti ai volontari, per far risaltare il valore del volontariato e della partecipazione dei cittadini nel servizio sanitario. Un modo anche per dire grazie agli eroi silenziosi che fanno la differenza. Per rileggere le altre interviste clicca qui .

 

Autore
Il Vostro Giornale

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