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Festa dell’Architetto 2026, al Teatro Greco Romano “Catania Phoenix – Antico Futuro”

  • Postato il 21 giugno 2026
  • Magazine
  • Di Paese Italia Press
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Festa dell’Architetto 2026, al Teatro Greco Romano “Catania Phoenix – Antico Futuro”

CATANIA – Architettura, archeologia, memoria urbana e futuro della città s’incontrano nel cuore antico di Catania. Venerdì 26 giugno 2026, il Teatro Greco Romano (via Vittorio Emanuele 266), ospiterà la Festa dell’Architetto 2026, promossa dall’Ordine degli Architetti PPC di Catania e dalla sua Fondazione, con il titolo “Catania Phoenix – Antico Futuro”. Un appuntamento gratuito, su prenotazione, pensato come momento di confronto pubblico sul rapporto tra architettura, patrimonio archeologico, identità urbana e rigenerazione culturale. La scelta del Teatro Greco Romano non è casuale: uno dei luoghi più significativi della città antica diventa spazio vivo di riflessione sul destino di Catania, sulla sua stratificazione storica e sulla necessità di restituire centralità ai luoghi della memoria. La giornata si aprirà alle 17.00 con una visita guidata del Teatro, riservata ai partecipanti previa prenotazione. Alle 17.45 sono previsti i saluti istituzionali con Giuseppe D’Urso, direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci; Enrico Trantino, sindaco di Catania; Enrico Foti, rettore Università degli Studi di Catania; Cataldo Salerno, presidente Università degli Studi di Enna “Kore”; Alessandro Panci, presidente Consiglio Nazionale degli Architetti PPC; Alessandro Amaro, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania; Melania Guerrera, presidente Fondazione Ordine Architetti PPC di Catania. Modera la giornalista Assia La Rosa.

A introdurre i lavori dei panel sarà Gianluca Indelicato, consigliere della Fondazione Ordine degli Architetti PPC di Catania. Si parte con “La città antica. La città sotto la città: paesaggi, architetture e storie di Catania antica”, con gli interventi di Edoardo Tortorici, già ordinario di Topografia Antica dell’Università di Catania, su “Catania tra terra e mare. Mappare il patrimonio archeologico della città antica”; Massimo Cultraro, dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche ISPC, su “La città prima della città. Paesaggi, risorse e insediamenti alle origini di Catania”; Massimo Frasca, già docente di Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia di Unict, su “L’Acropoli abitata. Architettura e quotidianità nella città greco-romana”; Flavia Zisa, docente di Archeologia Classica UniKore, su “Vivere tra le statue: ‘Leda e il Cigno’ al Teatro di Catania”. Il panel è a cura di Flavia Zisa, componente CTS della Fondazione OAPPC Catania.

Alle 19.15 seguirà il secondo panel, “La città ritrovata. Dalla conoscenza alla cura: progetti e cantieri per il patrimonio di Catania”, con Carmelo Russo, ingegnere libero professionista, su “Curare il monumento. Il risanamento del Teatro Antico di Catania”; Giovanna Buda, architetto già dirigente presso il Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, su “Dal Teatro alla Rotonda: due monumenti, un unico cantiere”; Veronica Leone, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, su “Restituire il patrimonio alla comunità. Architettura, identità e spazio pubblico”; Alessandro Panci, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, su “Memoria e progetto nella tutela e valorizzazione dei beni archeologici”.

Le conclusioni saranno affidate a Melania Guerrera, presidente della Fondazione Ordine Architetti PPC di Catania.

L’evento sarà arricchito dalle performance musicali del soprano Sachika Ito e del maestro Davide Sciacca, duo D’Iito, che accompagneranno la serata in un dialogo tra arte, musica e patrimonio. La partecipazione è gratuita e aperta alla cittadinanza, con prenotazione tramite WhatsApp al numero 327 736 9603. Per gli architetti sono previsti 4 CFP deontologiciL’iniziativa è aperta non solo agli architetti, ma a tutti i cittadini interessati a riscoprire il patrimonio archeologico e architettonico di Catania attraverso un dialogo tra memoria, progetto, musica e spazio pubblico.

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