Sanità, Ioculano (PD): “La causa della confusione organizzativa ha un nome: Fratelli d’Italia”
- Postato il 9 ottobre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. “In tanti si chiedono quale logica ispiri la riorganizzazione del sistema sanitario regionale ligure. La domanda è più che pertinente, perché agli occhi di un professionista sanitario le scelte in corso sono incomprensibili. Allora è arrivato il momento di dare la corretta chiave di lettura. I nuovi Piani di organizzazione aziendale sono il tassello che completa un disegno preciso: Fratelli d’Italia sta imprimendo la propria impronta definitiva sulla sanità regionale. Un processo che dura da anni e che con i nuovi POA arriva a compimento”. Così in una nota Enrico Ioculano, consigliere regionale del Pd e vicepresidente commissione Sanità.
“Intorno alla sanità ligure ci sono interessi politici evidenti. Esponenti politici e parlamentari di peso lavorano da tempo per posizionarsi. In almeno un caso, l’obiettivo non è solo incidere sulle politiche sanitarie, cosa legittima, ma costruirsi uno spazio di potere dentro gli equilibri del sistema. La domanda da fare è una sola: dove sono, in tutto questo, la salute dei liguri e i risultati di salute? Un sistema sanitario si costruisce sui bisogni epidemiologici della popolazione, sulle caratteristiche dei territori, sulla qualità delle cure e sui risultati, non sugli equilibri partitici. In discussione non c’è qualche casella o qualche incarico. Parliamo dell’architettura complessiva della sanità ligure: ATS, AOM, dipartimenti, strutture complesse, reti regionali, servizi territoriali. Qui si apre il secondo problema: la responsabilità della componente tecnica”.
“Quando la politica chiede alla struttura tecnica di costruire un modello, compito dei tecnici è anche dire quando quel modello ha criticità, quando non risponde ai bisogni della popolazione, quando indebolisce un territorio, quando manca di personale e risorse, quando è in tensione con l’appropriatezza. Non chiediamo ai tecnici di fare politica. Chiediamo che facciano fino in fondo il loro lavoro tecnico. Il confine tra indirizzo politico e responsabilità tecnica deve restare riconoscibile. Se sparisce, ogni decisione politica può essere rivestita a posteriori da una presunta inevitabilità tecnica. E diventa impossibile stabilire chi ha deciso cosa, e su quali basi”.
“Non è un timore astratto. In questi giorni sette sigle della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria hanno proclamato lo stato di agitazione sui POA. Dopo il confronto in Prefettura hanno detto pubblicamente che l’assetto deriva da precisi indirizzi regionali, contestando lo scarico di responsabilità sulle direzioni generali di ATS e AOM. Non è una semplice vertenza sindacale. Quando questo limite scompare, il problema non riguarda solo chi governa o chi fa opposizione. Riguarda l’autonomia delle istituzioni sanitarie. E riguarda il servizio sanitario pubblico”.
“In conclusione, il non senso con cui viene ridisegnata la sanità ligure, in realtà, una logica ce l’ha. Non è una logica sanitaria, è una logica politica ed è griffata Fratelli d’Italia”.