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PFAS a Borgio Verezzi, la sfida dell’acqua sicura: “Servono soluzioni concrete e durature”

  • Postato il 7 ottobre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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PFAS a Borgio Verezzi, la sfida dell’acqua sicura: “Servono soluzioni concrete e durature”

L’emergenza PFAS a Borgio Verezzi continua a tenere alta l’attenzione della comunità, mentre prosegue il confronto tecnico per individuare una soluzione capace di garantire acqua sicura ai cittadini non soltanto nell’immediato, ma anche nel lungo periodo.

La priorità, ribadita dal sindaco Renato Dacquino, è riportare acqua sicura nelle case attraverso interventi concreti e duraturi. Una posizione già espressa nell’assemblea del 1° ottobre, con l’obiettivo di affrontare l’emergenza guardando contemporaneamente alle necessità di oggi e alle soluzioni strutturali per il futuro.

Nella riunione del 6 ottobre, svoltasi presso Servizi Ambientali con la partecipazione di Acque Pubbliche Savonesi, è stata indicata come prioritaria l’analisi dei sistemi di filtrazione, valutando anche la possibilità di utilizzare impianti già pronti all’uso. Nel frattempo sono stati avviati contatti con operatori specializzati che hanno già affrontato situazioni analoghe.

Sul tavolo restano anche altre ipotesi: l’esclusione del pozzo interessato dalla rete, previa verifica della capacità degli altri pozzi di sostenere il servizio, eventuali collegamenti con acquedotti vicini, l’utilizzo di ulteriori pozzi da sottoporre ai necessari controlli analitici e soluzioni specifiche per la frazione di Verezzi.

“Si tratta, al momento, di possibilità che devono essere valutate sotto il profilo tecnico e dell’efficacia. Servizi Ambientali, viene sottolineato, non può indicare tempi o risultati senza avere elementi concreti a disposizione. L’attesa dei nuovi esiti analitici, tuttavia, non significa che il lavoro sulle possibili soluzioni si sia fermato” afferma il primo cittadino.

“La situazione rappresenta un’emergenza nuova per la comunità di Borgio Verezzi e, proprio per questo, richiede verifiche rigorose e un coordinamento tra tutti gli enti coinvolti. Il confronto proseguirà anche negli incontri già programmati con la Regione il 12 ottobre e in sede provinciale il 15 ottobre, con l’obiettivo di coordinare interventi e competenze”.

Il sindaco ribadisce anche la necessità di mantenere il confronto pubblico su basi concrete, respingendo le definizioni di “favole” o “palliativi” riferite al lavoro finora svolto. “La priorità – sottolinea – è affrontare l’emergenza senza alimentare polemiche che rischiano di oscurare le attività già avviate”.

“Ripristinare la possibilità di utilizzare l’acqua per bere e cucinare non significa, infatti, ignorare gli aspetti sanitari e ambientali della vicenda. Al contrario, si tratta di rispondere a un bisogno immediato dei cittadini continuando contemporaneamente a indagare sulle possibili origini della presenza di PFAS” aggiunge ancora Dacquino.

I due percorsi, secondo l’amministrazione, devono procedere insieme: da una parte rendere sicura l’acqua distribuita, dall’altra comprendere che cosa sia accaduto, individuare le possibili fonti della contaminazione, ricostruirne l’evoluzione e valutare gli eventuali approfondimenti sanitari. Dove ancora non esistono risposte certe, viene ribadita la necessità di dirlo con chiarezza, evitando sia rassicurazioni assolute sia conclusioni anticipate.

Anche l’eventuale collegamento con acquedotti vicini dovrà essere sottoposto a verifiche, perché ogni intervento dovrà essere compatibile con il funzionamento delle reti e garantire la continuità del servizio anche negli altri territori coinvolti. La valutazione tecnica, viene sottolineato, deve servire a trasformare una proposta in una soluzione realmente affidabile.

Sul fronte della gestione del servizio, l’amministrazione comunale chiede a Servizi Ambientali, gestore del servizio idrico integrato, risposte concrete e verificabili, favorendo al tempo stesso la collaborazione tra tutti i soggetti chiamati a intervenire.

La tutela della salute resta l’obiettivo centrale. Per questo, secondo Dacquino, “la critica deve rimanere legittima e il confronto deve continuare, ma partendo da una ricostruzione corretta dei fatti e delle attività già svolte”.

“L’obiettivo finale è superare la fase di approvvigionamento emergenziale e riportare acqua potabile ai rubinetti attraverso interventi concreti e duraturi, garantendo qualità dell’acqua, continuità del servizio, controlli adeguati e soprattutto informazioni chiare e trasparenti ai cittadini” conclude.

Autore
Il Vostro Giornale

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