Sissy Trovato Mazza e Fausto Dardanelli, due morti ancora avvolte nel mistero

  • Postato il 15 marzo 2026
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Sissy Trovato Mazza e Fausto Dardanelli, due morti ancora avvolte nel mistero

I destini paralleli di una poliziotta penitenziaria e un carabiniere: le famiglie respingono l’ipotesi suicidio, da dieci anni la battaglia dei parenti (e non solo) per chiedere che sui casi dei calabresi Trovato Mazza e Dardanelli venga finalmente fatta verità


Due giovani. Due servitori dello Stato morti in circostanze sospette nel 2016. Due famiglie alla ricerca di verità e giustizia.
Fausto Dardanelli, 34 anni, era un giovane appuntato dei carabinieri di stanza in un piccolo paese dell’entroterra della Calabria, Bagaladi in provincia di Reggio Calabria. Il 22 luglio del 2016 uscì dal lavoro e scomparve. Smise di rispondere al telefono, sembrava introvabile. Fu una donna ad insospettirsi vedendo un’auto parcheggiata su una strada di campagna da cui proveniva una musica ad alto volume. Si avvicinò e dentro, chinato e immobile, colpito da due colpi di pistola, c’era Fausto Dardanelli. I suoi occhiali da sole fuori dall’abitacolo dell’auto e tanti altri elementi che sembravano contraddire l’ipotesi del suicidio. Fausto, stranamente, non lo faceva mai, aveva persino la cintura di sicurezza allacciata.

Le indagini, sommarie, furono chiuse in tutta fretta qualche giorno dopo. La sua divisa e le scarpe sparite. Non fu eseguito l’esame stub, né fu disposta l’autopsia. Sarà fatta tre anni dopo per volontà della famiglia che non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio. Fausto aveva appena chiuso una relazione sentimentale tormentata. Ma sua madre Maria Angela Placanica ha sempre escluso che il figlio abbia potuto togliersi la vita per questo. Quattro le richieste di archiviazione avanzate dalla Procura di Reggio Calabria, tutte respinte dal Giudice per le indagini preliminari.

I DUBBI SUL CASO DI SISSY TROVATO MAZZA E FAUSTO DARDANELLI

Il corpo di Maria Teresa Trovato Mazza, per tutti Sissy, 27 anni, di Taurianova in provincia di Reggio Calabria, fu trovato in un lago di sangue nell’ascensore dell’ospedale civile di Venezia, il primo novembre del 2016, dove si era recata per un controllo. Un proiettile della sua Beretta di ordinanza le aveva oltrepassato il cranio portandola al coma per due anni. L’agente penitenziario che lavorava nel carcere della Giudecca dal 2012, infatti, è morta il 12 gennaio del 2019.

La Procura aveva chiesto inizialmente l’archiviazione del caso come suicidio, salvo poi accogliere – mesi più tardi – la deposizione di una detenuta che è stata in seguito condannata in primo grado a 4 anni di reclusione per calunnia. La donna raccontò di aver raccolto le confidenze di Sissy e che all’origine della sua morte c’era un giro di droga e sesso all’interno del penitenziario che aveva provveduto a segnalare ai suoi superiori. Per questo sarebbe stata anche aggredita da un’agente che avrebbe agito su mandato dei vertici del carcere perché Sissy era diventata una presenza scomoda.

La detenuta raccontò anche di aver sentito l’agente indicata, mentre diceva a una collega che alla ventisettenne ci avrebbe pensato lei e di averla vista poi, inginocchiata davanti a Sissy per implorarla di non parlare. Quattro le richieste di archiviazione sul caso, tutte rigettate dal Gip.
La deputata del M5S Stefania Ascari, ha portato all’attenzione della Camera con una interrogazione e una conferenza stampa, sia la vicenda di Sissy Trovato Mazza che di Fausto Dardanelli. E chiede l’istituzione di una Commissione di inchiesta sul fenomeno suicidiario e sulle morti all’interno delle forze dell’ordine, con gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria, per fare luce sui casi sospetti.

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