“Porto Sotto le Stelle”, Andora nel cuore di Paul Cayard: “Il talento si coltiva in posti come questo. Qui i giovani possono abbracciare il mare”
- Postato il 27 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Andora. “Queste non sono piccole realtà, sono la vera realtà della vela. Porti come quello di Andora, Alassio, Riva del Garda, sono tutti posti del cuore per il nostro sport. Sì, è vero che in luoghi come Porto Cervo ci sono le manifestazioni, però il cuore per lo sviluppo del talento viene da posti come Andora, dove i giovani possono andare in barca e abbracciare il mare e seguire la loro passione”. Con queste parole, piene di affetto per le marine italiane, e in particolare per Andora, Paul Cayard ha battezzato la sua partecipazione alla rassegna “Porto Sotto Le Stelle”, che si è svolta ieri sera (26 giugno), nella suggestiva cornice della banchina centrale del Porto Turistico di Andora.
Una serata indimenticabile, impreziosita dal pubblico delle grandi occasioni e da un’atmosfera carica di emozione, durante la quale il leggendario skipper statunitense, intervistato dal giornalista Fabio Colivicchi, ha ripercorso le tappe della sua vita sportiva, regalando ai presenti i retroscena delle più celebri campagne di America’s Cup e le sue visioni sul futuro di una disciplina in costante mutamento. Il tutto, accompagnato dalle immagini che hanno contraddistinto i momenti migliori della sua incredibile carriera.
L’evento, organizzato dall’AMA (l’Azienda multiservizi Andora che gestisce l’approdo) e dal Comune di Andora, ad ingresso libero, ha visto la partecipazione entusiasta della cittadinanza e di tanti appassionati, accorsi proprio per incontrare l’uomo che nel 1992 fece sognare tutti: al timone del Moro di Venezia armato da Raul Gardini, Cayard conquistò la Louis Vuitton Cup superando in finale New Zealand Challenge, prima di affrontare il Defender America³ a San Diego in un duello epico, ricordato ancora oggi per una storica vittoria di regata per appena tre secondi.
Davanti alla platea di Andora, Cayard ha riflettuto sulla trasformazione della disciplina e sui prossimi impegni internazionali, commentando i fasti passati e le sfide che attendono il mondo della vela: “Sì, la vela, come tutto il mondo, è un po’ in evoluzione e quindi il Moro di Venezia e le Coppa America che ho fatto sono dei bei ricordi, e sono molto contento di aver fatto la Coppa America nell’epoca in cui l’ho fatta, ma oggi è un altra cosa, quasi un altro sport”.
Immancabile anche un passaggio sulla prossima edizione, in programma in Italia, nel Golfo di Napoli: “Per la Coppa America è un grande colpo realizzare questo evento in Italia perché l’Italia è il paese dove oggi sono presenti più fans, più tifosi per la vela in tutto il mondo. Quindi è una grande notizia: a Napoli è tutto bello, il mare, il vento. È buono per la Coppa America e quando ho sentito la notizia sono rimasto molto contento. E poi questa è un’ottima notizia anche per l’Italia e gli italiani che possono ospitare un evento bello, a cui tengono così tanto. E poi non si sa, forse è la volta che vince Luna Rossa”.
L’orgoglio per la presenza di un personaggio come Paul Cayard e per la perfetta riuscita della serata è stato espresso dal sindaco Mauro Demichelis, che ha voluto sottolineare il valore strategico e sportivo dell’iniziativa, frutto di “un lavoro di squadra che ha permesso di raggiungere questo eccezionale livello”.
“Porto Sotto le Stelle è un evento importantissimo, che ormai viene realizzato tutti gli anni, – ha esordito il primo cittadino. – Quest’anno con un’ospite davvero d’eccezione, Paul Cayard. Io credo si possa definire l’evento degli eventi e credo anche che il presidente Fabrizio De Nicola quest’anno si sia superato. Questo evento è un evento di sport, di vela, che parla di mare, che parla di ambiente, che racconta gli sport in acqua, gli sport sul mare, lo sport mondiale. E sono convinto che credo che Paul Cayard possa rappresentare alla perfezione tutto questo”.
Un sentimento di profonda gratitudine e commozione è emerso anche dalle parole del presidente di AMA, Fabrizio De Nicola, che ha visto “coronarsi un percorso di crescita iniziato cinque anni fa” e capace di portare nel porto andorese i nomi più illustri della vela oceanica e olimpica: da Mauro Pelaschier a Caterina Banti, da Giancarlo Pedote ai fratelli Sibello, fino alle narrazioni artistiche di Davide Besana e l’esperienza di Roberto Soldatini.
“Chi l’avrebbe mai detto?, – ha affermato De Nicola. – Cinque anni fa, quando abbiamo iniziato, sembrava solo un sogno. Qualcuno diceva: ‘È un’utopia’. E invece abbiamo portato i più grandi della vela mondiale qua al Porto di Andora. Ricordo Mauro Pelaschier, Caterina Banti, Giancarlo Pedote, gli acquerelli di Davide Besana, i fratelli Sibello di Alassio, Roberto Soldatini. E ora Paul Cayard: è un cerchio che si chiude perché partiamo da quel lontano ’92. Chi lo ha vissuto come me, chi lo ricorda vedendo i video dei tempi: tutta Italia rimase insonne davanti alle veleggiate della Baia di San Diego”.
“Ricordiamo tutti quella storica vittoria per 3 secondi, dopo 2 ore di vela, condotta da Paul Cayard, che è il più italiano degli americani. Una persona di un’umiltà eccezionale, quella che contraddistingue i grandi talenti e i grandi campioni. Siamo onorati di averlo avuto qua nel Porto di Andora. E speriamo che tanti ragazzi siano tornati a casa magari con il desiderio di iscriversi a un circolo velico e di cominciare a fare vela nei nostri porti”, ha concluso.
Il successo della serata, reso possibile dal sostegno del Comune e di numerosi sponsor come OPS Group, Coop Liguria, Rivierauto, Conad Andora, ST&A ecologia e ambiente, Linfa, Macelleria Enzo, e dalla preziosa collaborazione con la FIV e la FIDAPA distretto NORD-OVEST sezione di Albenga, lascia sicuramente ad Andora un ricordo ed un’eredità preziosi.
Gli sguardi dei tanti giovani presenti sulla banchina (accolti anche sul palco da Paul Cayard, che ne ha richiesto la presenza al suo fianco durante l’evento) sono stati la testimonianza più autentica della riuscita dell’appuntamento, nella speranza, come dichiarato da De Nicola, che questo incontro con un mito della vela possa trasformarsi nel primo passo verso una nuova passione, da coltivare proprio nelle marine, come quella di Andora, che Cayard ha definito “i veri luoghi del cuore di questo sport”.



