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Centrale 118 Savona, respinto l’odg di Arboscello (PD) per il suo mantenimento: “Ignorate 10 mila firme e un intero territorio”

  • Postato il 30 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Centrale 118 Savona, respinto l’odg di Arboscello (PD) per il suo mantenimento: “Ignorate 10 mila firme e un intero territorio”

Liguria. Con 11 voti a favore (minoranza) e 15 contrari oggi il consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno 383, presentato da Roberto Arboscello (Pd), che impegnava la giunta Bucci a mantenere la completa operatività della centrale operativa del 118 di Savona.

Nel documento si rilevava che, rispetto alla procedura di unificazione i soggetti della complessa catena della emergenza-urgenza, hanno rappresentato in più occasioni le loro preoccupazioni circa possibili disservizi e difficoltà di coordinamento tra prefetture, pubbliche assistenze, Cri e automediche, soprattutto in caso di gravi calamità nella gestione della catena di comando. Il consigliere ha ricordato che il servizio 118 è nato a Savona in coordinamento con i vigili del fuoco nel lontano 1984 e rappresenta un punto operativo strategico.

L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha espresso parere negativo a nome della giunta.

“La bocciatura dell’ordine del giorno conferma che la giunta regionale intende proseguire senza alcun ripensamento sulla strada della chiusura della Centrale operativa del 118 di Savona e del suo accorpamento a Genova. Una scelta grave, che continua a ignorare le preoccupazioni espresse dagli operatori dell’emergenza, dagli amministratori locali e da migliaia di cittadini – ha commentato Arboscello – In questi mesi il territorio si è mobilitato con forza. La petizione che ho promosso per chiedere di mantenere il 118 a Savona ha raccolto oltre 10 mila firme, dimostrando quanto questa decisione sia sentita e quanto sia diffusa la convinzione che smantellare una centrale operativa strategica significhi indebolire il sistema dell’emergenza-urgenza in una provincia con caratteristiche territoriali complesse, fatta di vallate e aree interne che richiedono una conoscenza diretta del territorio. Pensare che software, sistemi di geolocalizzazione e GPS possano sostituire integralmente il patrimonio di esperienza, competenza e professionalità maturato in decenni dagli operatori è una follia. È una soluzione inaccettabile e rappresenta l’ennesima dimostrazione di quanto questa giunta sia lontana dai cittadini, dai territori e dai loro reali bisogni”.

“La giunta ha scelto di confermare un progetto che rischia di creare criticità organizzative e di compromettere l’efficacia dei soccorsi. Continueremo la nostra battaglia dentro e fuori il consiglio regionale perché la centrale operativa del 118 di Savona venga mantenuta e perché il diritto a un servizio di emergenza efficiente e vicino ai cittadini non venga sacrificato sull’altare di una riorganizzazione che il territorio ha già respinto con chiarezza”.

Rocco Invernizzi (FdI) ha chiesto di evitare inutili allarmismi in quanto la riorganizzazione del servizio non comprometterebbe la tempestività degli interventi sul territorio ma, al contrario, raggiunge standard uniformi di qualità e sicurezza: “Nessun passo indietro, nessuna esitazione: la riforma e l’unificazione delle centrali operative del 118 in Liguria devono proseguire secondo il piano predisposto dall’assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò. Parliamo di una svolta storica, attesa da tempo, che dimostra la concretezza dell’azione del centrodestra e la volontà di offrire ai liguri un sistema di emergenza-urgenza moderno, rapido ed efficiente”.

Il cronoprogramma della riforma, avviato con l’integrazione della centrale di Lavagna (Asl 4) con quella di Genova e destinato a coinvolgere progressivamente le Asl 2, 1 e 5 fino alla piena operatività del nuovo modello entro il 1° agosto 2026, rappresenta, secondo Fratelli d’Italia, un percorso serio, graduale e attentamente pianificato: “La visione di lungo periodo portata avanti dall’assessore Nicolò mette al centro la sicurezza dei cittadini e la valorizzazione delle competenze degli operatori. Unificare le centrali non significa depotenziare i territori, ma superare frammentazioni ormai superate, ottimizzare le risorse pubbliche, ridurre gli sprechi e garantire che ogni chiamata di emergenza riceva la risposta più rapida e coordinata possibile, da Ventimiglia a Sarzana”, prosegue Invernizzi.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha rivendicato inoltre “l’approccio graduale scelto dalla Regione, studiato per assicurare continuità del servizio e accompagnare il personale durante tutte le fasi della transizione. “Mentre altri si limitano a sollevare polemiche, noi portiamo avanti una riforma strutturale che rafforza la rete dell’emergenza, integra le tecnologie più avanzate e uniforma gli standard qualitativi su tutto il territorio ligure. La Liguria merita una sanità all’altezza delle sfide del futuro e Fratelli d’Italia, con serietà e pragmatismo, sta dimostrando di saperla costruire”, ha concluso Invernizzi.

Jan Casella (Avs) ha criticato la riorganizzazione del servizio di emergenza e ha chiesto alla giunta di interrompere l’accorpamento del servizio: “L’eliminazione della centrale operativa in provincia di Imperia sta causando grossi problemi ai pazienti, che rischiano ritardi nei tempi di soccorso, e ai lavoratori della sanità pubblica, che si ritrovano a lavorare in condizioni difficili, col pericolo di conseguenze giudiziarie. Crediamo che l’amministrazione regionale debba rivedere la strategia di accentramento del 118 in un’unica sede a Genova, perché nelle operazioni di emergenza è essenziale la conoscenza del territorio da parte degli operatori. Quale è il reale risparmio di questo taglio? Noi riteniamo che qualsiasi ritorno economico sia inaccettabile, quando si peggiora la qualità del servizio e si mette a repentaglio la salute delle persone”.

Stefano Giordano (M5S) ha sostenuto che l’accentramento del 118 non garantisce la qualità della risposta assistenziale. Katia Piccardo (Pd) ha rilevato che nell’imperiese e nel Tigullio sono stati segnalati dagli operatori problemi successivi alla riorganizzazione. Armando Sanna (Pd) ha ribadito i problemi sorti sul territorio dopo l’operazione di accentramento e ha ricordato le recenti accolte di firme contro la riforma. Enrico Ioculano (Pd) ha rilevato che in alcune circostanze non ci sarebbe una perfetta conoscenza del territorio che, invece, è necessaria per garantire la tempestività degli interventi.

Autore
Il Vostro Giornale

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