Pernici e Sibilio in finale col brivido, Kaddari impressiona nei 200, bene Bonora nei 400. Osakue, un altro flop
- Postato il 12 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Il mattino ha l’oro in bocca, e poco importa se per l’oro (inteso come medaglia) bisognerà ripassare nel tardo pomeriggio di Birmingham. Dove al mattino si corrono batterie e semifinali, roba che comunque gli italiani sanno fare bene: Francesco Pernici negli 800 e Dalia Kaddari nei 200 dimostrano di essere scesi dalla parte giusta del letto, trovando una qualificazione importante rispettivamente alla finale e alla semifinale. Ma le buone notizie per i colori azzurri non finiscono qui, con tanti atleti che avanzano nelle rispettive discipline e (per fortuna) poche delusioni.
- Pernici fa la lepre, poi nel finale rischia grosso
- Tris di semifinaliste azzurre nei 200 e nei 400
- Sibilio rischia ma va in finale. Osakue sbaglia troppo
Pernici fa la lepre, poi nel finale rischia grosso
Pernici invero s’è preso i suoi bei rischi: nella sua semifinale degli 800 è partito a razzo, passando per primo a metà gara con 51”44 ma pagando poi dazio nel finale, quando gli avversari si sono rifatti sotto e l’hanno letteralmente sverniciato nel rettilineo d’arrivo.
Alla fine il quinto posto dell’azzurro in 1’43”84 (appena 24 centesimi sopra il suo primato nazionale, recentemente tolto a Fiasconaro) vale comunque un posto tra i ripescati, con l’opportunità dunque di presentarsi al via di una finale dove il pronostico per le medaglie appare apertissimo, e dove Pernici dovrà provare comunque di giocarsi il tutto per tutto, magari scegliendo una tattica di gara differente.
Va da sé che la batteria dell’azzurro s’è rivelata velocissima, con Mark English che ha vinto in 1’43”49, facendo cadere il record dei campionati che durava da ben 48 anni (Olaf Bayer a Praga 1978). Eliminato Giovanni Lazzaro.
Tris di semifinaliste azzurre nei 200 e nei 400
Nei 200 sono addirittura tre le italiane ad aver centrato la qualificazione per le semifinali. E Dalia Kaddari è quella che sembra promettere meglio di tutte: con 23”14 ha abbassato di 5 centesimi la sua miglior prestazione stagionale, nonostante un po’ di vento contrario in rettilineo l’abbia rallentata negli ultimi 50 metri. È comunque una prestazione di valore assoluto, seconda solo a quella dell’ungherese Takacs (22”84).
Con Kaddari si qualificano anche Vittoria Fontana (settimo tempo in 23”23) ed Elena Cambiolo, decima in 23”35. La musica stasera è comunque destinata a cambiare quando entreranno in gioco anche le grandi favorite per l’oro, vedi le britanniche Hunt e Asher-Smith (col rischio di una “fuga” delle padrone di casa nel medagliere, che al momento le vede appena davanti all’Italia).
Tris di azzurre in semifinale anche nei 400, dove oltre ad Anna Polinari (già dentro perché tra le prime 10 del ranking) avanzano anche Alice Mangione (51”96), che ha chiuso al secondo posto la propria batteria, e Alessandra Bonora (51”27), che ha corso più veloce, seppur abbia ottenuto la terza piazza finale nella sua batteria. Un crono di grande rilevanza per la 25enne bresciana, che ha ritoccato di 43 centesimi il proprio personale stabilito in questa stagione a Tomblaine (sesto miglior tempo italiano di tutti i tempi).
Sibilio rischia ma va in finale. Osakue sbaglia troppo
La migliore prestazione stagione sui 400 ostacoli in 48”44 vale la qualificazione alla finale anche per Alessandro Sibilio, seppur soltanto in ottava e ultima corsia. Questo perché i rivali hanno deciso di alzare l’asticella: 47”81 per lo svedese Oscar Edlund, e c’è anche chi, come lo sloveno Matic Ian Gucek, con 48”03 ha realizzato il primato nazionale. Niente da fare per Alessio Sommacal e Giacomo Bertoncelli, che hanno chiuso rispettivamente al settimo e all’ottavo posto nelle rispettive batterie.
Le brutte notizie di gfiornata arrivano però dal disco femminile, dove Daisy Osakue continua a litigare con gli appuntamenti che contano: dopo aver mandato a referto due nulli, nel terzo e ultimo tentativo è arrivato un 57.41 che non è bastato per centrare la qualificazione tra le migliori 12 (e pensare che a giugno aveva lanciato 64.68, ritoccando il suo primato nazionale), consegnandola alla 17esima piazza complessiva. Più indietro Benedetta Benedetti (55.72) ed Emily Conte (52.18), entrambe eliminate.
Stasera dalle 20 appuntamento con le medaglie (si spera) per Sara Fantini nel martello e Ayomide Folorunso nei 400 ostacoli, mentre nel triplo Diaz, Dallavalle e Biasutti sono attesi ai salti di qualificazione per la finale (avanzano i primi 12 o chi salta almeno 16.60).