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MotoGP, perché Bagnaia è di nuovo in crisi e cosa non sta funzionando con la Ducati

  • Postato il 12 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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MotoGP, perché Bagnaia è di nuovo in crisi e cosa non sta funzionando con la Ducati

Evidentemente, non è neppure questo l’anno di Francesco Bagnaia. È il suo ultimo con la Ducati, e rispetto alla disgraziata stagione precedente in questo 2026 qualche barlume di salvezza dallo sprofondo si è pure visto. Ma non basta per riportarlo a lottare, se non per il titolo, almeno per il podio iridato di fine stagione (poi, mancano una decina di appuntamenti, nulla è scritto ma, anche se Pecco come ci auguriamo potrà tornare competitivo almeno per un GP, si prospetta una seconda metà di stagione di sopravvivenza. Pure questa).

Il problema delle Ducati a Silverstone (ma per Bagnaia ce ne sono stati di più)

A Silverstone Aprilia ha dominato nelle qualifiche, nella Sprint Race e in gara, lasciando alla Ducati un ruolo da comprimaria incapace di poter entrare davvero in partita (ci ha provato in particolare Alex Marquez, quarto nelle due gare, ma non è bastato). In generale, tutto le moto di Borgo Panigale, ufficiali e non, hanno pagato il deterioramento delle gomme, con le pressioni calate come è successo a Marc Marquez alla partenza della Sprint.

Ma chi ha sofferto maggiormente la mancanza di grip, in particolare alla gomma posteriore, è stato Bagnaia. Che in gara è pure caduto all’altezza della Luffield, che già lo scorso anno fu teatro di una medesima dinamica infausta per l’ex campione del mondo.

Il “gravissimo campanello d’allarme” di Bagnaia

Certo, Pecco era pure reduce da un intervento all’avambraccio destro per ovviare ad una sindrome compartimentale e tunnel carpale, cosa che ha reso il suo fine settimana in Gran Bretagna ancora più ostico. Ma quello che lo ha più inquietato non è stata la caduta la cui dinamica è stata da lui giudicata molto strana (ed effettivamente) dopo aver perso l’anteriore in entrata della curva (“Mai successo”), ma appunto il comportamento della moto.

Un dettaglio che fa parte di quelgravissimo campanello d’allarme sentenziato dallo stesso Bagnaia dopo la gara, e che ha visto d’accordo in seguito anche Fabio Di Giannantonio. Il pilota del team VR46 ha infatti ricordato di aver messo in guardia tutti “già dalla seconda gara di quest’anno” che il livello di Ducati non è lo stesso di Aprilia, autrice di un lavoro migliore con la moto durante l’inverno.

Abbiamo messo sottosopra la nostra moto ma dobbiamo trovare qualche novità per migliorarla se vogliamo vincere le gare”, ha dichiarato il romano a Sky Sport, sottolineando inoltre il fatto che la casa di Noale, comunque favorita a Silverstone, in generale si sta distinguendo per l’ottima gestione delle gomme, a differenza delle Ducati.

Tornando al caso di Bagnaia, come scrive su The Race Valentin Khorounzhiy, se con la tormentata GP25 il problema era l’anteriore, con la GP26 il problema, come abbiamo visto, si è spostato al posteriore, e in questo caso si tratta di mancanza di grip. E la cui causa ancora va compresa dai tecnici del team.

Le lamentele di Bagnaia sono fondate

I vertici di Ducati possono bacchettare Bagnaia quanto vogliono sostenendo che si lamenta troppo, ma Pecco non si impunta per capriccio o per carattere forgiato da traumi infantili (tipo un certo pilota di F1 attualmente in attività e sovente polemico). Non lo faceva lo scorso anno quando la GP25 lo ha fatto letteralmente penare mentre vedeva la squadra glorificare il compagno di team Marc Marquez (e anche Casey Stoner, che la sa lunga, ha puntualizzato il fatto che Bagnaia non si era comportato da frignone ma da persona veramente e sinceramente preoccupata per motivi fondati). Non lo fa neppure in questo 2026 in cui si è visto bruciare quel poker di podi in quattro gare di fila dai risultati deludenti nei successivi appuntamenti.

Pecco perciò ha dovuto ancora una volta parlare chiaro e diretto (“Non ho grip dietro, già dalla prima gara di quest’anno. E non sappiamo come fare perché ci sono altri piloti Ducati che invece hanno più aderenza al posteriore”), forse più diretto del solito considerando che questo è il suo ultimo anno alla Ducati prima di approdare in Aprilia. “Non voglio che si ripeta un’altro weekend come a Silverstone”, ha spiegato a Sky Sport il pilota attualmente ottavo in classifica a 97 punti di distanza dalla vetta.

Autore
Virgilio.it

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