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Nuovi ma vuoti: ecco gli asili Pnrr di Pescara, costruiti sui parchi e gli orti urbani

  • Postato il 7 giugno 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Nuovi ma vuoti: ecco gli asili Pnrr di Pescara, costruiti sui parchi e gli orti urbani

A guardarlo da dietro l’inferriata, bisogna ammettere che l’asilo costruito in fondo a via Santina Campana, sulle colline di Pescara, è proprio bellino, con i suoi volumi proporzionati, coloratissimi, ben inquadrati dal piccolo giardino. Peccato che a quasi due anni dalla conclusione dei lavori sia ancora completamente spoglio e sbarrato al pubblico, come accade agli altri nidi finanziati dalla Missione 4 del Pnrr nel capoluogo costiero più popoloso d’Abruzzo. Che la misura del Next Generation EU destinata a potenziare i servizi per la prima infanzia presentasse qualche problema lo avevano segnalato in molti: vincolando le risorse all’edificazione materiale degli spazi, senza affrontare il nodo degli arredi e del personale atto a garantirne il funzionamento, non si sarebbe rischiato di disseminare il paese di scatole vuote? Qui a Pescara l’amministrazione giura che i nuovi nidi apriranno a settembre, ma a tre mesi dalla fatidica data non un euro è stato ancora messo a bilancio. Il sospetto, denunciano le opposizioni, è che i nuovi spazi vengano di fatto regalati ai privati: una politica nata per ampliare e rendere più inclusiva l’offerta si tradurrebbe così nel suo opposto, con lo smantellamento del sistema pubblico e il conseguente aumento dei costi.

Nella città adriatica, poi, l’intera vicenda ha assunto una ulteriore sfumatura masochista. In una città cresciuta per trent’anni senza piano regolatore, senza piazze e con pochissimo verde attrezzato, l’amministrazione ha avuto la bella pensata di costruire le strutture di via Santina Campana e di via Fornace Bizzari a scapito di due aree verdi particolarmente utilizzate. “A nulla sono valse le proteste – dice Massimo Palladini, urbanista e presidente della sezione di Italia Nostra – Visto che il comune è indebitato e non ha più la possibilità di programmare spesa propria, sceglie di rincorrere il sistema dei bandi progettando le strutture negli spazi immediatamente disponibili, al fi fuori di una qualsiasi visione complessiva”.

Così, nel caso di via Fornace Bizzarri il nido ha fatto piazza pulita di un giardino attrezzato dagli stessi residenti, mentre in via Santina Campana ha cancellato un sistema di ben quindici orti urbani costati ottantamila euro alla precedente amministrazione. E chi se ne importa se insieme alle zucchine era fiorito anche un nuovo senso di comunità. “Ci si vedeva e ci si prendeva cura insieme dei campi e di tutta l’area verde – racconta Assunta D’Emilio, ex dirigente scolastica, attivista dell’Associazione Radici in Comune. “Poi ci è piombato l’asilo sulla testa, piazzato in una zona abitata prevalentemente da persone anziane e scomodissima da raggiungere. E noi abbiamo perso anche il resto del parchetto, ormai inaccessibile”.

Un vero peccato per una città che non brilla certamente per la dotazione di parchi: con l’eccezione della parte Sud, impreziosita dai 53 ettari dell’ex pineta Davalos (oggi riserva Gabriele d’Annunzio), dappertutto si osserva una penuria di verde attrezzato. A maggior ragione nella famigerata zona Nord Ovest: qui “i metri quadri di verde accessibili si contano sulle dita di un’oca cignoide”, dice Piero Rovigatti, professore di urbanistica all’Università degli Studi di Chieti-Pescara, mentre mi scarrozza nel famigerato quartiere Rancitelli per vedere dal vivo il Parco della Speranza (mai nome fu più azzeccato per un ritaglio di verde chiuso da anni per lavori) e il mezzo ettaro recintato del Parco dell’Infanzia, “l’ultimo intervento di produzione di verde pubblico a Pescara, realizzato venti anni fa dal progetto Urban”. Infaticabile animatore dell’Officina Beni Comuni Urbani, quando l’ho incontrato stava preparando un memorandum per la commissione parlamentare sulla ‘sicurezza e il degrado delle periferie’ in visita a Pescara in quei giorni, dal titolo “cose che la commissione potrebbe osservare”.

Potete leggere la lista a puntate sulla sua pagina facebook: tra i punti portati all’attenzione degli onorevoli c’è anche la vicenda di questo parco oggi teatro di un progetto che coinvolge diverse realtà cittadine: “Nonostante il grande impegno di tanti – dice Rovigatti – il parco dell’Infanzia, affidato in gestione al privato sociale, continua a rimanere spesso chiuso: per garantirne la trasformazione in bene comune almeno nei mesi più caldi, stiamo avviando l’iniziativa ‘E-state al Parco’”. Per la cronaca: il giorno prima della visita della commissione, il servizio giardini aveva finalmente tagliato l’erba.

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Il Fatto Quotidiano

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