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Marino alla guida di FdI nel savonese, il neo-presidente: “Ora uniti”. E avverte: “Il partito non è una corriera per opportunisti”

  • Postato il 28 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Marino alla guida di FdI nel savonese, il neo-presidente: “Ora uniti”. E avverte: “Il partito non è una corriera per opportunisti”

Provincia. I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: 402 a 125. Un punteggio quasi tennistico con cui Filippo Marino si è preso la presidenza provinciale di Fratelli d’Italia. Per lo sfidante Christian De Vecchi, ex primo cittadino di Carcare, la sconfitta è stata netta.

L’onda di Marino ha travolto entrambi i seggi. A Savona il pallottoliere ha segnato 217 a 86 per l’assicuratore ed ex commissario cittadino. A ponente, nel territorio ingauno, 185 voti a 39. Dei 1069 aventi diritto, si è espresso poco meno del 50% (527 votanti).

Marino non è di certo un nome nuovo della politica savonese. Ex consigliere d’opposizione sotto le insegne di Forza Italia prima dell’approdo tra i meloniani, ha incassato il sostegno di uno dei padri nobili del centrodestra ligure, l’ex parlamentare Enrico Nan, ma anche del consigliere comunale ed ex vicesindaco della città della Torretta Massimo Arecco. A comporre la nuova truppa del direttivo provinciale ci saranno anche i fedelissimi (e gli sfidanti) delle liste collegate: Christian Colla, Salvatore Montalbano, Cristina Ligotti, Pino Ragno, Monica Piccirilli, Lorenzo Canepa, Alfredo Remigio e Giuseppe Giordanella, con il consigliere regionale Rocco Invernizzi, l’assessore alassino Franca Giannotta e il presidente provinciale di Gioventù Nazionale Riccardo Boffa dentro di diritto.

“Non ho mai ritenuto il risultato davvero in bilico – spiega Marino ai microfoni di IVG -, anche se un margine così netto forse non me lo aspettavo nemmeno io. Quando incassi un’affermazione del genere acquisti autorevolezza, ma al tempo stesso gli iscritti che ti hanno votato ripongono in te enormi aspettative. Ora la ricetta è una sola: fare attenzione e lavorare in modo serio, continuativo e con metodo”.

Con un 26-27% nei sondaggi nazionali, Fratelli d’Italia resta il motore del centrodestra. Ma se il 2027 guarda già alle elezioni politiche, le sfide immediate per Marino saranno tutte sul territorio. Archiviata la vittoria, per il neo-presidente inizia il lavoro sul campo. Le scadenze incalzano: la tornata per i Comuni della provincia e, soprattutto, gli appuntamenti più caldi del 2027 con Savona, e poi ancora Cairo Montenotte, Loano e Varazze.

“Per quanto riguarda Savona – spiega il presidente provinciale di FdI -, muoverò subito i primi passi: ai primi di settembre chiederò un incontro a tutti i coordinatori provinciali della coalizione. Credo fermamente che la strategia sul capoluogo debba essere condivisa da tutti. Il fatto che un partito vanti una percentuale di consenso superiore alle altre forze non significa che debba prevaricare i partner al tavolo delle decisioni: c’è pari dignità sulle scelte strategiche. Poi, a vittoria ottenuta, si terrà conto sul campo del peso di ciascuno”.

E aggiunge: “A Savona il centrodestra ha concrete possibilità di vittoria, a patto di schierare una squadra realmente competitiva. D’altra parte, la giunta uscente ha commesso errori non da poco e l’amministrazione non ha di certo brillato. Insomma, poche idee e confuse”.

Una delle critiche più ricorrenti a Fratelli d’Italia è quella di essere un partito troppo legato alla figura di Giorgia Meloni. Come si supera questa dipendenza dalla leader e come si costruisce una classe dirigente locale forte e autonoma? Secondo Marino, “Fratelli d’Italia è un partito relativamente giovane, cresciuto in modo imponente grazie alla capacità di un leader nazionale che non ha eguali, riconosciuto per credibilità sia in Italia che all’estero. Quando un partito vive una crescita così esponenziale, ti trovi fisiologicamente a dover costruire una classe dirigente dal nulla. È questo che ha creato la forbice tra i risultati”.

“La classe dirigente – sottolinea – va formata con rigore, senza trasformare il partito in una corriera su cui lasciar salire chiunque. Dico ‘no’ ai migranti della politica, ovvero a quelle solite figure che saltano da una sponda all’altra a ogni giro di giostra. Lavorerò per portare in politica persone nuove, professionisti e persone perbene che finora non ne hanno mai fatto parte e che possono portare un contributo fresco, a prescindere dal ceto o dalla professione. Mi guarderò bene dall’imbarcare chiunque capita”.

E a proposito di formazione dei futuri amministratori del territorio, Marino punta il dito contro la riforma Delrio sulle Province: “Purtroppo questa riforma – voluta dalla sinistra, che storicamente vantava un maggior numero di amministratori – è stata una legge ideologica e miope. Una riforma deleteria per i cittadini, più che per i partiti: oggi i Comuni sono in affanno e non hanno un ente intermedio di riferimento a cui rivolgersi. Spero che in futuro il legislatore ci metta mano”.

Infine, conclude il presidente provinciale di Fratelli d’Italia: “Voglio un partito unito. Tutti gli eletti, nessuno escluso, riceveranno da me una delega o un incarico preciso. Ma ciascuno risponderà in prima persona di ciò che fa e di ciò che non fa. Non mi interessa avere un coordinamento provinciale con quattordici persone sedute attorno a un tavolo solo per fare presenza ogni tanto. La politica si guida con i giusti canoni della passione, ma applicando anche il rigore e la responsabilità tipici di una gestione aziendale”.

Autore
Il Vostro Giornale

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