L’Italia dei posti magnifici: le mie impressioni della Cipresseta di Fontegreca
- Postato il 23 agosto 2026
- Ambiente
- Di Il Fatto Quotidiano
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Capita in una calda, caldissima, giornata di mezzo agosto, di questa infelice estate, mentre il mondo sembra andare a pezzi per crisi climatica, scioglimento dei ghiacciai, incendi in tutt’Europa che non si riescono a spegnere, guerre che non si riescono a finire, migranti che non smettono di annegare per salvarsi la vita e sovranisti, post e neo fascisti che danno la caccia al nero, la caccia al palestinese, al sudanese, all’ucraino, che per caso guardando su Google Maps della mia regione, scopra che esiste un paesino che si chiama Fontegreca, abbarbicato sui fianchi del Matese, a mezza strada tra Campania e Molise.
In questo posto sconosciuto certamente ai grandi flussi turistici che si riversano nel bel paese, esiste una “cipresseta” ovvero un grande bosco che sale verso le pendici del monte, attraversato da cascate, torrenti, salti, laghetti che offre una giornata fresca nella indicibile calura. Ci andiamo e troviamo qualcosa di veramente inatteso. Intanto il Paese è veramente suggestivo, lindo e silenzioso.
Il nome richiama una possibile insospettabile origine greca che compare in antichi testi canonici, ma di ciò non c’è traccia fisica. La Grecia semmai la richiama l’amenità assorta del luogo fermo in un tempo ignoto, quasi una Meteora. Senonché scopriamo che il bosco fresco è una vera attrazione organizzata per la zona. Il Comune con il sostegno, poco, della Regione ha affidato a un’associazione di giovani la custodia e la gestione del bosco e degli spazi per picnic che sono stati attrezzati, ma si fanno anche escursioni lunghe con guida.
Giunti in paese, parcheggiamo all’esterno e con una navetta molto efficiente veniamo condotti all’ingresso che è già ad un dislivello significativo e in forte pendenza, attraverso una strada in pietra molto riposa e molto ben tenuta. L’autista ci racconta con entusiasmo che da un anno stanno lavorando per rendere il luogo accogliente, pulito e organizzato. E in effetti incamminandoci nel bosco attraversiamo percorsi attrezzati e ponti sospesi su cascatelle e sui laghetti in un festival di salti d’acqua, sembra la Plitvice jugoslava dei bei tempi andati.
Ci sono tante persone, ma non c’è ressa: avendo pranzato al sacco – i barbecue non sono consentiti – esse si godono il fresco all’ombra dei cipressi foltissimi e con i piedi nell’acqua: anche i bagni non sono permessi per intorbidire. Una situazione veramente rilassante.
Dopo aver terminato il giro ad anello del parco, togliamo anche noi le calzature e ci consentiamo un godimento rigenerativo degli arti in un’acqua bella fresca e limpida. Ci sono molti servizi igienici pulitissimi e non c’è una carta in terra, non un rifiuto. Tutti portano via la loro roba con attenzione a lasciar pulito. Sembra la Svizzera.
Al termine nella postazione d’ingresso ci facciamo raccontare come gestiscono, se pensano di farcela. Sono una quindicina di giovani, molto decisi a fare bene.
A Natale terranno un mercatino di artigianato lungo la strada che sale al parco, immagino anche innevata. Insomma un turismo all’insegna dell’ecologia, del rispetto della natura e degli altri. Intorno tanto verde e acqua, siamo in una delle zone interne dell’Appennino campano più ubertose. Penso che questi saranno i luoghi dove forse potremo rifugiarci, o vivranno i nostri discendenti se la situazione delle nostre città continuerà a deteriorarsi con la velocità e distruttività con cui sta avvenendo ora.
L’associazione si denomina come il posto “cipresseta Fontegreca” gestita dalla cooperativa “Greca”. Se vi capita andateci, merita.
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