L’estrema destra si mobilita dopo la condanna di Le Pen: la solita ipocrisia
- Postato il 2 aprile 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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di Matteo Pagliuso
Il processo di Marine Le Pen, condannata a cinque anni per appropriazione indebita di fondi Ue, la rende ineleggibile alla prossima elezione presidenziale del 2027. Le Pen ha anche detto che c’è stata “una negazione dello Stato di diritto”. Ma davvero è così?
Mi sembra che questa situazione mostri l’ipocrisia di una classe politica. Nel suo programma presidenziale del 2022 il Rassemblement National chiedeva più fermezza nell’applicazione delle sanzioni. Tra l’altro si dimentica che l’ineleggibilità è prevista dalla legge, non è dunque un attacco allo Stato di diritto. Perciò, non si può avere una giustizia ferma con alcuni e clemente con altri. Questo processo ci mostra di nuovo alcune caratteristiche dell’estrema destra quando viene processata.
Per prima cosa noto una mobilitazione internazionale: Le Pen ha ricevuto il sostegno di Salvini, Orban, e altri. Lo stesso sostegno è stato dato a Salvini quando ebbe il processo Open Arms o ancora a Trump per il caso Stormy Daniels. Viene utilizzata sempre la stessa retorica dei giudici “di sinistra” (Salvini li chiamava così) che attaccano dei politici. Ogni volta è lo stesso discorso, i giudici impediscono ai politici di fare la politica per cui sono stati eletti, o, nel caso Le Pen, il discorso è che i giudici vogliono vietare a migliaia di elettori di essere rappresentati alla prossima elezione presidenziale. Sono discorsi in cui si dimentica il quadro legale, non è perché si ha migliaia di elettori che si possono appropriare dei fondi Ue, con tali argomenti si potrebbe giustificare qualunque cosa solo perché si ha degli elettori.
Per tornare alla condannazione di Marine Le Pen, oltre al fatto in sé stesso, penso che questa condanna rafforzerà il Rassemblement National e Jordan Bardella, delfino della Le Pen. Penso che una parte del suo elettorato interpreterà questa sentenza proprio come un attacco diretto alla Le Pen e al suo movimento, consolidando l’idea, già esposta da Bardella, che alcuni vogliono impedire loro di accedere al potere.
Tutti siamo uguali davanti alla legge, trovo normale che la classe politica debba anch’essa accettare che non si ha un’immunità quando si è condannati. Vedo una doppiezza dell’estrema destra, almeno quella francese, quando prima si chiede l’ineleggibilità a vita per quelli condannati per dei fatti commessi durante il loro mandato (Public Sénat, 5 aprile 2013) allora che oggi dichiarano che la condanna fatta a Le Pen è politica. La legge non dev’essere applicata solo quando è favorevole a un campo politico.
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