In missione nei Balcani, poi il tumore: l’ex Tenente Colonnello dell’Aeronautica Nunzio Santucci, per il Tribunale di Velletri è Vittima del Dovere
- Postato il 18 luglio 2026
- Ambiente
- Di Paese Italia Press
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Il Tribunale di Velletri riconosce lo status di vittima del dovere per Nunzio Santucci, ex Tenente Colonnello dell'Aeronautica Militare. Dopo oltre tre decenni di servizio nelle operazioni nei Balcani, l'ufficiale ha sviluppato un tumore successivamente collegato all'esposizione ambientale durante le missioni. La sentenza rappresenta un importante riconoscimento giuridico per i militari colpiti da malattie professionali derivanti da incarichi operativi in zone ad alto rischio.
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Per oltre trent’anni Nunzio Santucci ha servito lo Stato indossando l’uniforme dell’Aeronautica Militare ricoprendo incarichi operativi e di comando. Nella sua lunga carriera ha svolto il ruolo di comandante di compagnia presso il Ministero a Roma fino a guidare il Gruppo Difesa dell’aeroporto di Djakovica, in Kosovo, durante la missione internazionale Joint Guardian. Allora il suo compito era garantire la sicurezza del contingente italiano. Oggi, a distanza di tanti anni, il Tribunale di Velletri riconosce che proprio quelle missioni gli sono costate la salute e che il militare di Albano Laziale, oggi 75enne, è Vittima del Dovere.
La sentenza, definitiva dal 15 luglio, certifica che il suo carcinoma gastrico è conseguenza delle particolari condizioni ambientali e operative affrontate durante le missioni nei Balcani, in territori contaminati da amianto, nanoparticelle di metalli pesanti e residui di munizionamento contenente uranio impoverito.
Il tumore e tre interventi chirurgici – Nel 2013 la diagnosi di carcinoma gastrico ha cambiato radicalmente la sua vita. È stato sottoposto a una gastrectomia subtotale, con l’asportazione di parte dello stomaco. Negli anni successivi ha dovuto affrontare altri due interventi chirurgici per le gravi complicanze della malattia. Oggi continua a convivere con gli esiti della patologia e con il timore che possa ripresentarsi. Un teatro operativo ancora segnato dalla guerra -Uno degli aspetti più significativi della sentenza è la ricostruzione delle condizioni in cui operavano i militari italiani.

I testimoni ascoltati dal Tribunale hanno raccontato un aeroporto ancora devastato dai bombardamenti del 1999, con mezzi militari distrutti, residuati bellici, polveri e terreni sconvolti dalle esplosioni. L’acqua utilizzata dal contingente per l’igiene personale e per cucinare proveniva da falde considerate contaminate. La consulenza tecnica d’ufficio ha definito quel contesto “particolarmente provante ed eccezionale rispetto alle ordinarie condizioni di servizio“, evidenziando che il Kosovo era diffusamente contaminato da nanoparticelle generate dalle esplosioni di materiale bellico contenente uranio impoverito. A Santucci è stato riconosciuto lo Status di Vittima del Dovere e una invalidità permanente complessiva del 65% con il diritto a una speciale elargizione, arretrati maturati e assegni vitalizi che continuerà a percepire per tutta la vita per un valore economico complessivo di circa 300 mila euro, oltre all’inserimento nella graduatoria nazionale delle Vittime del Dovere.

La decisione conferma il principio secondo cui, nei casi di patologie tumorali insorte in militari impiegati in territori contaminati da uranio impoverito e nanoparticelle di minerali pesanti, non serve la dimostrazione di un nesso causale in termini di assoluta certezza scientifica, ma è necessario accertare che il servizio sia stato prestato in aree a rischio con particolari condizioni ambientali e operative, e la patologia contratta. Una volta provate tali circostanze, opera la presunzione del collegamento tra l’esposizione e la malattia, salvo che l’amministrazione fornisca una prova contraria. «Dietro questa sentenza non c’è soltanto un importante principio giuridico. C’è la storia di un ufficiale che ha dedicato oltre trent’anni della propria vita allo Stato e che oggi porta sul proprio corpo le conseguenze di quelle missioni. Il Tribunale ha riconosciuto una verità che per troppo tempo è rimasta senza risposta: Nunzio Santucci si è ammalato servendo il proprio Paese. Questa decisione restituisce dignità a lui e rappresenta un precedente importante per tutti i militari che hanno operato nei Balcani e attendono ancora giustizia» – sottolinea l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto e legale del militare.
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