Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Ho introdotto una serata nel Milanese sull’antimafia: le proposte contro riciclaggio e corruzione

  • Postato il 26 giugno 2026
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
Ho introdotto una serata nel Milanese sull’antimafia: le proposte contro riciclaggio e corruzione

Settimana scorsa ho partecipato all’incontro convocato a Trezzano sul Naviglio e organizzato dal Pd Sud Ovest Milano, dal circolo Pd di Trezzano e dal Dipartimento legalità del Pd, per confrontarsi sul programma amministrativo su base metropolitana per le prossime amministrative. Ho introdotto la serata avanzando delle proposte molto simili, se non identiche, a quelle che negli anni abbiamo già formulato. E questo è un segnale.

Era l’anno 2008, quando in Consiglio Comunale a Milano ci si batteva per ottenere la commissione antimafia. Ora possiamo dire che esistono elementi consolidati di cui andare orgogliosi: la consuetudine dei comuni milanesi di dibattere al proprio interno se istituire commissioni antimafia o meno, per esempio. E i dibattiti che sempre più spesso emergono anche per la costituzione di parte civile nei processi per 416 bis. Le proposte, però, rimangono simili da qualche anno. Milano sul tema sta battendo la fiacca.

Una svolta organizzativa e lessicale necessaria
Bisogna superare la frammentazione terminologica e culturale di “legalità” e “antimafia” per istituire una figura più incisiva: un Assessore con delega alla “Libera e sana concorrenza di mercato”. Questa figura dovrebbe avere il compito di affrontare in modo integrato il contrasto agli interessi criminali, alla corruzione, all’evasione fiscale e, soprattutto, al riciclaggio.

Il contrasto al riciclaggio al centro delle politiche antimafiose
Un dato allarmante è emerso proprio il giorno stesso la conferenza. Nella relazione 2025 dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), l’autorità che si occupa di contrastare il riciclaggio in Italia, nonostante un incremento dell’11,5% delle segnalazioni complessive rispetto all’anno precedente, le comunicazioni provenienti dalle Pubbliche Amministrazioni (comuni, regioni, aziende sanitarie, agenzie pubbliche e aziende partecipate) hanno subito invece una riduzione del 58,8%, passando dalle 1.264 segnalazioni del 2024 alle 521 del 2025.

Milano in questi anni ha avuto un calo e proprio nel 2025 una ripresa. Ma non si vanta di quante segnalazioni invia. Erano 26 le segnalazioni inviate fino al 18 febbraio 2022. Tre all’anno di media dal marzo 2014. Per tre anni, gli anni post Covid, una sola segnalazione. Nel 2025 finalmente si torna a numeri accettabili: 6.

L’abolizione dell’abuso d’ufficio e il potenziamento della prevenzione dei conflitti di interesse
Abolito l’abuso d’ufficio dobbiamo sottolineare l’importanza della prevenzione al conflitto di interesse. In maniera seria e intransigente. Ho rispolverato una vecchia proposta del dipartimento mai applicata del tutto: già durante la campagna elettorale obbligare i propri candidati a dichiarare i potenziali conflitti di interesse che potrebbero sorgere una volta eletti e soprattutto dichiarare durante i mesi che precedono il voto, i flussi dei loro finanziamenti quanto spendono per cosa e per chi, chi svolge un lavoro costante e volontario per il candidato e chi lo aiuta economicamente destinando risorse economiche, poche o molte che siano. Il tutto in diretta, non ex post. In modo da offrire la possibilità all’elettore di utilizzare la propria preferenza al meglio.

Durante il mandato, obbligare gli eletti a tenere costantemente aggiornata la pagina “trasparenza”, relativa ai propri conflitti di interesse e alle fonti di finanziamento e di spesa. Prevedendo sanzioni per chi non si attiene alla prescrizione. Obbligarli a sottoscrivere il Codice etico di Avviso Pubblico molto chiaro ed efficace sul pantouflage e nel perimetrare le relazioni a “rischio”.

La valorizzazione delle White List nella ristorazione
Sappiamo quanto la mafia abbia investito nella ristorazione. Nelle White List della prefettura sono presenti anche le società di catering, mense e ristoranti. È bene che ciascun comune inviti i propri ristoratori a chiedere di far parte di quella lista, certificando l’assenza di tentativi di infiltrazione mafiosa nella propria attività d’impresa. Ciascun comune dovrà poi valorizzare le attività ristorative che possono fregiarsi di quella certificazione. Altrettanto importante è che i comuni, in particolare Milano, convenzionino solamente quei ristoranti iscritti alle White List per l’utilizzo dei buoni pasto consegnati mensilmente ai propri dipendenti. Un meccanismo virtuoso che genererà una piccola grande rivoluzione.

Ultimo ma non ultimo: il governo dei processi su base metropolitana. In attesa che la città metropolitana prenda realmente avvio, anche su questo tema e magari sperimentando proprio su questo tema, si potrebbero, individuando un organo politico a quel livello istituzionale, formare i dirigenti e i cittadini eletti, trasversalizzare risorse e saperi, governare dall’alto – evitando di lasciare soli gli amministratori di fronte a investimenti dubbi e opachi – spostare la linea di confine in un luogo molto più coerente con il livello delle relazioni criminali che si sono sviluppate nel nostro territorio e che l’inchiesta Hydra sta man mano certificando con le prime condanne.

L'articolo Ho introdotto una serata nel Milanese sull’antimafia: le proposte contro riciclaggio e corruzione proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti