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Guida a tutte le mostre da non perdere a Torino nell’autunno 2026

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Guida a tutte le mostre da non perdere a Torino nell’autunno 2026

Dalla GAM al MAO, fino alle sale di Palazzo Madama, la stagione espositiva autunnale dei musei torinesi attraversa epoche, linguaggi e geografie diverse. Si va dalla ricerca radicale e quotidiana di Marisa Merz al confronto tra arte contemporanea e patrimonio asiatico con Song Dong, passando per la moda come chiave di lettura della trasformazione urbana e per il dialogo tra due capolavori di Antonello da Messina. Ecco le mostre da non perdere a Torino nell’autunno 2026.

Marisa Merz, una mostra in tre atti e in tre sedi

Marisa Merz indossa “Scarpette” (part.), Galleria L’Attico, Roma. 1975. Photo Claudio Abate

È uno dei progetti più ambiziosi della stagione torinese Marisa Merz. La danza delle ore, in programma dal 29 ottobre, nato dalla collaborazione tra GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Fondazione Merz (e visibile sino al 4 aprile 2027).
Realizzata in occasione del centenario della nascita di Marisa Merz (Torino, 1926-2019) e curata da Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi e Marianna Vecellio, la mostra si sviluppa attraverso tre sedi e altrettanti capitoli, restituendo la complessità di una ricerca in continua trasformazione. Il progetto riunisce opere note e lavori inediti e approfondisce alcuni dei temi centrali della pratica dell’artista: il rapporto con i materiali e il processo creativo, il tempo quotidiano, la casa intesa come laboratorio e lo spazio come dimensione insieme fisica e metafisica.

Al Castello di Rivoli, il percorso ruota intorno alla ricostruzione dell’installazione E il naufragar m’è dolce in questo mare, presentata da Merz nel 1980 alla galleria Tucci Russo e successivamente alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Alla Fondazione Merz, invece, l’attenzione si concentra sul processo creativo e sulla relazione dell’artista con materiali e oggetti, mentre alla GAM il percorso assume una dimensione più intima e domestica, a partire dal concetto di casa-studio-laboratorio. Qui sarà inoltre nuovamente visibile, dopo il restauro, Living Sculpture (1966), opera appartenente alle collezioni del museo.

Marisa Merz – La danza delle ore
Castello di Rivoli – Museo d’arte contemporanea
Fondazione Merz – Torino
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027
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Giuseppe Caccavale in dialogo con i depositi della GAM

Giuseppe Caccavale, Nell’oltretempo, 2024, matita e acquerello su carta da spolvero. Courtesy l’Artista

Sempre alla GAM, il 29 ottobre inaugura anche L’Intruso. Giuseppe Caccavale. Nell’Oltretempo. Montagne e Gessi dal Deposito della GAM, il progetto che vede l’artista confrontarsi direttamente con il patrimonio del museo.
Visibile sino al 4 aprile 2027 e curato da Chiara Bertola e Virginia Lupo, il progetto nasce nell’ambito della Quinta Risonanza e invita Caccavale a intervenire come una sorta di “intruso” all’interno delle collezioni. L’artista ha esplorato i depositi della GAM selezionando un nucleo di gessi e alcuni dipinti dedicati al paesaggio montano, con particolare attenzione alle montagne che disegnano l’orizzonte di Torino. Il suo intervento si svilupperà direttamente sulle pareti dello Spazio del Contemporaneo attraverso la tecnica dello spolvero, ricorrente nella sua pratica, che trasferisce la scrittura attraverso la polvere e il contatto. La fragilità della traccia diventa così uno strumento per instaurare un dialogo tra la pratica contemporanea dell’artista e le opere custodite nei depositi, creando uno spazio sospeso tra memoria, paesaggio e contemporaneità.
La dimensione collettiva del progetto sarà ulteriormente sottolineata dalla partecipazione di alcuni studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, coinvolti direttamente nella realizzazione dell’intervento.

Nell’oltretempo. Montagne e Gessi dal Deposito della GAM
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027

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Song Dong trasforma il MAO in un dispositivo narrativo

Song Dong, Waste Not, 2005. Installation view, Waste not, Tokyo gallery + BTAP, Beijing, China, 2005. Courtesy of Song Dong and Tokyo Gallery +BTAP

Si passa poi agli spazi del MAO Museo d’Arte Orientale che, dal 23 ottobre, ospitano Song Dong. Soul Out, la prima mostra in Italia dedicata all’artista Song Dong (Pechino, 1966).
Visibile sino al 27 giugno 2027 e curata da Davide Quadrio e Li Zhenhua, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci, l’esposizione è concepita come un progetto site specific che coinvolge l’intero museo, mettendo in relazione le opere dell’artista con le collezioni permanenti e l’architettura storica di Palazzo Mazzonis.
Installazioni, fotografie e video di performance ripercorrono oltre trent’anni di ricerca, restituendo una pratica che intreccia esperienza individuale e storia collettiva, memoria privata e trasformazioni sociali. Tra le opere in mostra c’è anche la monumentale Waste Not, presentata per la prima volta in Italia, che raccoglie oltre 10mila oggetti quotidiani accumulati dalla madre dell’artista e trasformati in una riflessione sulla memoria, sull’accumulo e sui meccanismi della società dei consumi.

Tra gli altri lavori spicca Borrow Light, installazione partecipativa realizzata con centinaia di lampade prestate dagli abitanti di Torino, mentre per la prima volta in Italia sarà presentata anche la performance Eating the City, in cui paesaggi urbani ricreati con biscotti e dolci vengono progressivamente consumati dai visitatori.

Song Dong. Soul Out
MAO Museo d’Arte Orientale
Dal 23 ottobre 2026 al 27 giugno 2027

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Declinazioni Contemporanee #4: quattro artisti rileggono il patrimonio del MAO

Driant Zeneli per Declinazioni Contemporanee #4, MAO Torino, ph. Giorgio Perottino
Driant Zeneli per Declinazioni Contemporanee #4, MAO Torino. Photo Giorgio Perottino

È ancora il MAO a proporre, dal 31 ottobre, la quarta edizione di Declinazioni Contemporanee, il programma di residenze e commissioni site-specific dedicato al rapporto tra arte contemporanea e patrimonio museale.
Gli artisti coinvolti — Driant Zeneli, Gala Porras-Kim, Elif Uras e Dayanita Singh — sono chiamati a interpretare le collezioni del museo attraverso prospettive contemporanee, creando connessioni tra epoche, culture e sistemi di conoscenza differenti. Gli interventi diventano così strumenti per guardare il patrimonio del MAO da un’altra prospettiva, mettendo in discussione categorie, narrazioni e modalità consolidate di osservazione.

Declinazioni Contemporanee #4 —
MAO Museo d’Arte Orientale
Dal 31 ottobre 2026

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Palazzo Madama racconta Torino attraverso il corpo e la moda

Modello della sartoria Nebbia, Torino, certificato dall’Ente Nazionale Moda, 1938 (part) Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
Modello della sartoria Nebbia, Torino, certificato dall’Ente Nazionale Moda, 1938 (part) Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884-1961, così si intitola la mostra a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, Maria Paola Ruffino e Gregorio Thaon di Revel Mazzonis (con la consulenza scientifica di Clelia Arnaldi di Balme) che animerà gli spazi di Palazzo Madama a partire dal 15 ottobre (e fino al 22 febbraio 2027).
La mostra prende le mosse dalla particolare traiettoria di Torino, città che, dopo la perdita del ruolo di capitale del Regno d’Italia nel 1865, ha costruito nuove identità attraverso industria, cultura, arte, moda e innovazione. A raccontare questa trasformazione è il corpo, inteso non soltanto come soggetto della rappresentazione artistica, ma come luogo nel quale si riflettono i cambiamenti sociali, economici e culturali.
Quattro sono le sezioni della mostra, che seguono le trasformazioni della città tra la fine dell’Ottocento e il boom economico. Un ruolo centrale è affidato alla moda, utilizzata come vero e proprio linguaggio per raccontare i cambiamenti della società: oltre quaranta abiti di sartorie torinesi testimoniano la crescita di un settore produttivo prevalentemente femminile che, all’inizio del Novecento, arrivava a occupare circa un quinto della forza lavoro cittadina. A chiudere idealmente il percorso è Italia 61, la grande esposizione organizzata per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia, che porta a Torino milioni di visitatori e consacra l’immagine della città come capitale della modernità.

L’enigma di due sorrisi: Antonello da Messina a Torino

Sempre Palazzo Madama ospita inoltre L’enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino, progetto nato dalla collaborazione con la Fondazione Culturale Mandralisca ETS e dedicato a uno dei più affascinanti enigmi della ritrattistica rinascimentale.
Dal 12 ottobre (al 22 febbraio 2027) per la prima volta saranno messi direttamente a confronto due capolavori di Antonello da Messina: il Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca di Cefalù, celebre come Ignoto marinaio, e il Ritratto d’uomo conservato a Palazzo Madama, noto come Ritratto Trivulzio. Due volti, due sguardi e quel sorriso enigmatico che da secoli continua a interrogare lo spettatore.

Il corpo della città. Moda e Arti tra Liberty e Modernità 1884–1961
L’enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino


Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
Dal 15 ottobre 2026 al 22 febbraio 2027

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L’articolo "Guida a tutte le mostre da non perdere a Torino nell’autunno 2026" è apparso per la prima volta su Artribune®.

Autore
Artribune

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