Gli alberi ci possono salvare dal riscaldamento globale? Se perdiamo le foreste perdiamo tutto

  • Postato il 28 agosto 2025
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Quest’anno ci è andata abbastanza bene in termini sia di temperature che di incendi boschivi. Non che il riscaldamento globale ci abbia risparmiato, ma, insomma, poteva andare peggio. E’ andata malissimo, invece, in Spagna. Per qualche dettaglio sul disastro che è successo laggiù, potete leggere un post del collega climatologo Antonio Turiel, che ho tradotto in italiano a questo link. Fortunatamente, l’estate volge al termine. Vedremo poi l’anno prossimo e speriamo bene.

Alla fine dei conti, comunque, molti dei disastri ambientali che ci stanno arrivando addosso girano intorno alla questione degli alberi. E su questo sembra che molti di noi abbiano poche idee e molto confuse. Molti pensano che gli alberi siano causa di vari disastri, inclusi gli incendi boschivi e le esondazioni. Su questo argomento, vi potete leggere l’ottimo libro di Linda Maggiori Alberi, fermiamo la mattanza, dove si discute l’atteggiamento di molti amministratori che sembrano pensare che tutti i problemi si possano risolvere con la sega a motore.

Niente alberi, niente incendi, giusto? E forse nemmeno esondazioni. Poi, li bruciamo nelle centrali a biomassa e facciamo anche un po’ di soldini; che problema c’è? Peccato che poi gli argini franano bloccando il letto dei fiumi e il caldo e la siccità aumentano. Un atteggiamento come minimo “schizofrenico,” perché c’è un’altra linea di pensiero che vede invece gli alberi come una soluzione.

Gli alberi assorbono il CO2, giusto? Quindi, basta che ne piantiamo tantissimi e – magia – il problema del riscaldamento globale si risolve. Eh, sì, proprio pensiero magico. Basta fare un po’ di conti e vediamo: per compensare le emissioni umane, dovremmo piantare ogni anno un’area di foresta equivalente a quella che esiste oggi (circa quattro miliardi di ettari). Ben presto, dovremmo cominciare a demolire le case per far posto agli alberi. Non proprio una proposta politicamente accettabile.

Va detto anche che gli alberi hanno una capacità di “sequestro” del carbonio nel suolo in forma di composti detti “recalcitranti” che rimangono fuori dal ciclo atmosferico e quindi non contribuiscono all’effetto serra. Ammesso che ci rimangano davvero a lungo, anche qui i conti sono impietosi. Per far pari con le emissioni, dovremmo piantare alberi ovunque, dalla cima del Monte Bianco al deserto del Sahara. E non rimarrebbe posto per niente altro. Se non si abbattono le emissioni (non gli alberi!!), non ce la possiamo proprio fare.

Questo non vuol dire che gli alberi non possano mitigare il riscaldamento globale. Al contrario, le foreste possono fare moltissimo per aiutarci. Raffreddano l’ambiente locale, filtrano le microparticelle nocive, portano pioggia con il meccanismo della “pompa biotica,” raffreddano l’atmosfera creando nuvole che riflettono la radiazione solare, e tengono fermo il suolo evitando frane e altri problemi causati dall’erosione.

Cosa si può pensare meglio di così? Ah… sì, avete paura che qualcuno si prenda un ramo in testa in un giorno di vento? Può succedere, ma è estremamente raro – si parla di meno di 10 casi mortali all’anno in Italia. In compenso, in Italia nel 2023 ci sono stati oltre 12.000 decessi da bolle di calore, e oltre 50.000 da polveri sottili. Cose che gli alberi possono aiutare a evitare.

Insomma, come dovremmo tutti sapere, i problemi non si risolvono con l’accetta (in questo caso un concetto da intendersi in senso non solo metaforico). Gli alberi non sono un elemento decorativo, non sono una risorsa economica, e non sono nemmeno problemi o soluzioni. Sono parte della biosfera, proprio come noi umani.

Permettetemi di concludere citando ancora Antonio Turiel, “sono le foreste che ci mantengono in vita.” E se perdiamo le foreste, perdiamo tutto.

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Il Fatto Quotidiano

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