Dopo l’attacco di Trump in Venezuela, chi ripeteva ‘c’è un aggressore e un aggredito’ di colpo è diventato afono

  • Postato il 8 gennaio 2026
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 1 Visualizzazioni

di Gian Domenico Malpeli

Da non credere; dopo avere ordinato la distruzione in acque internazionali di non meglio identificate “barche di narcos” con relativa uccisione non solo degli equipaggi, ma anche dei naufraghi, dopo avere imposto un blocco navale a Caracas, sequestrato una petroliera, gli Stati Uniti hanno attaccato con un deliberato atto di guerra un altro Stato sovrano, il Venezuela, causando decine di morti per rapire il Presidente della Repubblica, proclamando su quella nazione una sorta di “protettorato” a tempo indefinito, con l’esplicita e dichiarata intenzione di appropriarsi delle sue riserve petrolifere.

Non soddisfatto, Trump in un delirio di onnipotenza ha inviato un chiaro messaggio in perfetto stile mafioso alla attuale leader venezuelana: “Se non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”. Poi, tanto per gradire, ha minacciato Colombia, Messico, Cuba e Iran, e per finire ci ha informati che presto la Groenlandia diverrà americana, con le buone o con le cattive.

Se la Russia avesse fatto un decimo di quelle azioni, le urla isteriche di Kaja Kallas le avrebbero sentite sino in Australia, e forse avremmo avuto persino l’occasione di vedere Von Der Leyen spettinata dall’agitazione, ma siccome ad agire è stato Trump, tutti quelli che da tre anni a questa parte ci ripetono come un disco rotto “c’è un aggressore e un aggredito” sono improvvisamente diventati afoni. Fanno eccezione i complimenti di Netanyahu, imputato per crimini di guerra e contro l’umanità, e la serva Giorgia Meloni, che si è immediatamente affrettata a giustificare e lodare il comportamento del padrone.

Nel frattempo gli strenui difensori del diritto internazionale – che per dirla alla Tajani “conta sino ad un certo punto”, ovvero sin che fa comodo a noi – i nostri “commandos da divano” si sono trasformati in boy scout, e da bravi lecca…piedi – per non non essere volgari – sono seriamente impegnati in arguti voli pindarici per dimostrare che Donald in fondo è un bravo ragazzo, e che le sue sconsiderate azioni renderanno l’occidente americanocentrico più ricco e prospero, e servono per difendere il nostro “giardino felice” dalla minaccia dei barbari comunisti.

A parte la morte del diritto internazionale, se mai è esistito, quello che ci dovrebbe seriamente preoccupare è che questo è l’ennesimo “dito negli occhi” alla Russia e alla Cina, dopo il colpo di Stato in Siria e il bombardamento dell’Iran, e a rigore di logica c’è il timore che le due potenze, vedendosi sbeffeggiate dal comportamento statunitense, reagiscano in malo modo. E qui la guerra in Ucraina dovrebbe farci riflettere; America Russia e Cina non si attaccheranno reciprocamente sul loro territorio, sarebbe la distruzione assicurata, ma si daranno battaglia in campo neutro, e l’Europa è il terreno ideale.

Disse Henry Kissinger: “Essere nemici degli Stati Uniti può essere pericoloso, ma esserne amici può essere fatale”.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!

L'articolo Dopo l’attacco di Trump in Venezuela, chi ripeteva ‘c’è un aggressore e un aggredito’ di colpo è diventato afono proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti