Dall'ebraico all'arabo, i 6 diversi alfabeti dell'italiano antico
- Postato il 23 giugno 2026
- Cultura
- Di Agi.it
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Dall'ebraico all'arabo, i 6 diversi alfabeti dell'italiano antico
AGI - Ebraico, greco, arabo, armeno, etiopico, siriaco. Oltre ovviamente al latino. Sono i sei diversi alfabeti con cui, nell'Italia medievale e moderna, si scriveva in una scrittura non convenzionalmente legata a quella lingua. Accadeva cioè che le minoranze etniche e religiose ricorressero alle proprie scritture anche per scrivere i volgari locali e l'italiano. Questo fenomeno è noto come "allografia". In Italia erano sei gli alfabeti con cui per secoli è stato scritto l'italiano usato in testi, glosse, traduzioni, anche testi poetici e letterari, dizionari, liriche d'amore, fra cui alcune fra le più antiche testimonianze dei volgari italiani. Un corpus ricchissimo e variegato, che copre un periodo cronologico ampio che va dall'anno 1000 al 1800, anche se la gran parte dei testi si concentra tra '300 e '500. In questo ambito l'Italia è davvero un case study: l'Italia si contraddistingue per una varietà di tradizioni "allografiche" (allografia è infatti la denominazione di questa pratica) che non ha riscontro nel resto dell'Europa occidentale.
"Ciò si spiega per varie ragioni - spiega il professor Daniele Baglioni, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università' Ca' Foscari - la posizione geografica dell'Italia, al centro del Mediterraneo; la presenza duratura di minoranze etnico-religiose e linguistiche che a differenza di quanto è avvenuto in altri Paesi non sono state espulse; l'influenza delle potenze italiane nel Levante e nel Nord Africa, con i contatti fra lingue e scritture che ne sono derivati; il ruolo della Chiesa di Roma, di riferimento per le chiese cattoliche di rito orientale. Questo osservatorio privilegiato consente non solo di confrontare fra loro scritture e tradizioni diverse, ma anche di seguire l'intero "ciclo vitale" delle allografie, dal momento in cui nascono e, molto lentamente, si affermano, fino alla loro progressiva uscita di scena. In altri Paesi europei che vantano tradizioni allografiche quantitativamente assai maggiori, come ad esempio la Spagna, la fase del declino non è osservabile, perché le espulsioni di ebrei e musulmani alla fine del Quattrocento non hanno permesso quel lento processo di integrazione a cui si deve l'obsolescenza di queste pratiche".
Il progetto dell'Università Ca' Foscari
L'European Research Council (ERC) ha annunciato che proprio il progetto dell'Universita' Ca' Foscari di Venezia "ConScrIt - Concurring Scripts. Allography in Italy (1000-1800)" del professor Daniele Baglioni si è aggiudicato il prestigioso finanziamento europeo ERC Advanced Grant (per la call 2025) destinato ai migliori progetti di ricerca europei. È il grant piu' ambito a livello europeo (319 i vincitori) e per l'ateneo è un risultato che non si vedeva dal 2010: 2 milioni e 250mila euro, per un team di 7 persone tra ricercatori e dottorandi e una durata di 5 anni.
Il progetto applica un approccio non ancora tentato (cross-scriptal) che riunisce linguistica e filologia di diverse lingue, supportato dalle discipline umanistiche digitali che prevedono la trascrizione automatica e la traslitterazione in alfabeto latino, anch'essa automatizzata, di un corpus di testi, fra cui spicca la Haggadah di Venezia, nella sua versione giudeo-italiana. Il progetto del professore si è avvalso della preziosa collaborazione del team di ricerca del Venice Centre for Digital and Public Humanities del Dipartimento di Studi Umanistici di Ca' Foscari.
"Il progetto si prefigge - continua ancora Baglioni - di fornire un quadro teorico per l'origine, l'evoluzione e il declino delle tradizioni allografiche, nonché per le loro funzioni, proporre una classificazione unitaria delle strategie di adattamento di una scrittura a una lingua solitamente scritta in un altro sistema di scrittura; creare, infine, il primo thesaurus basato su un corpus allografico 'cross-scriptal'".
"Inoltre - spiega ancora Baglioni - fra i documenti allografici abbiamo alcune delle prime testimonianze dei volgari italiani: le più antiche attestazioni del siciliano e del sardo sono in alfabeto greco, la più antica testimonianza del salentino è in caratteri ebraici. E c'è anche il caso interessantissimo dei testi allografici scritti da stranieri, che offrono preziose attestazioni di quello che oggi chiameremmo italiano L2: ne è un bell'esempio un manuale per la costruzione delle navi, scritto in veneziano ma in alfabeto greco da un greco dell'Oltremare, che è tra le più importanti testimonianze di come dovevano parlare veneziano i greci in eta' rinascimentale". Per la storia non solo della lingua ma anche della cultura, il corpus allografico include testi letterari (in special modo poetici), traduzioni della Bibbia e dei Vangeli, dizionari, trattati scientifici e filosofici, sermoni, preghiere, persino filastrocche, incantesimi e scongiuri, che per il fatto di essere scritti in scritture "altre" sono rimasti ai margini degli studi.
"Dedicare un progetto quinquennale a questi documenti - conclude infine il professor Baglioni - vuol dire farli uscire da margini, renderli fruibili a tutti ed evitare che continuino a essere, per cosi' dire, figli di un Dio minore".
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