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25 Aprile, Salis: “Celebrarlo non impedisce di guardare avanti, se dà fastidio ce ne faremo una ragione”

  • Postato il 23 aprile 2026
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  • Di Genova24
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25 Aprile, Salis: “Celebrarlo non impedisce di guardare avanti, se dà fastidio ce ne faremo una ragione”
Generico aprile 2026

Genova. “Io non capisco in che modo sia alternativo celebrare la Resistenza e la Liberazione e guardare avanti. Non è che un’azione ti impedisce l’altra. Ecco, di solito questo tipo di considerazioni vengono da quelli che magari vogliono celebrare anche i morti di Salò oppure ritengono la Resistenza e la Liberazione argomenti divisivi. Noi non lo riteniamo, pensiamo che si possano fare entrambe le cose senza nessun problema. Poi, se a qualcuno questo dà fastidio, ce ne faremo una ragione“.

Così la sindaca di Genova Silvia Salis, a margine dell’incontro a Villa Migone per celebrare la resa del 25 aprile 1945 firmata in quel luogo da Remo Scappini, presidente del Comitato di liberazione nazionale, e dal generale tedesco Gunther Meinhold, unico caso nella storia italiana.

Una risposta chiesta dai cronisti nei confronti di chi ritiene il 25 Aprile “divisivo” e invita a “guarda avanti”, come ha detto poco più tardi il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari.

Presenti all’incontro coi giovani anche Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli contadini e antifascisti fucilati dai repubblichini a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943 per la loro attività partigiana.

 “Io ho grande fiducia nei nostri giovani e penso sia la generazione che da sempre nella storia, quando richiesto, ha avuto più coraggio –  è il messaggio rivolto loro dalla sindaca -. Ora questo coraggio non è richiesto perché siamo un Paese democratico e libero, ma che c’è stata una parte della popolazione, giovane e meno giovane, che ha lottato, ha resistito e ha liberato il Paese”.

Generico aprile 2026

Gli anni passano e sempre meno persone possono raccontare ciò che hanno vissuto in quei momenti. Come fare a trasmettere la memoria ai ragazzi? “Innanzitutto con spirito di verità e con parole adeguate farli partecipare alla ricostruzione di quelli che furono i protagonisti, le dinamiche e l’esito, il valore di quella firma – risponde Giacomo Ronzitti, presidente dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea -. Perché con quella firma si chiude una storia, una storia ventennale di arbitri e di repressione. Si aprì però un’altra pagina. Qui possiamo dire senza ombra di retorica, che si realizzò quel patto tra coloro i quali giunsero poi alla Costituente, perché il Comitato di Liberazione Nazionale raccoglieva figure che appartenevano ad ogni schieramento politico, ad ogni, possiamo dire, tradizione culturale. E quello spirito seppe poi farlo vivere l’Assemblea Costituente. Dunque, parlare con i ragazzi significa anche con loro riflettere, ragionare su quali sono non solo le origini delle nostre libertà, della democrazia, dell’ordinamento della Repubblica, significa anche far comprendere che, pur essendo molto lontano nel tempo, quei valori hanno intatta la loro attualità”.

“La la storia non deve rimanere nei libri, ma deve trasformarsi, ovviamente, in politiche e idee quotidiane che rientrino anche nel futuro delle nuove generazioni. Ecco, credo che questo sia l’aspetto più interessante di questa mattinata: riuscire a trasformare la storia, i valori della Resistenza, in valori attuali e quotidiani”, ha concluso Salis.

Autore
Genova24

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