Caso bilancio, il centrodestra: “Ora restituite l’Imu ai genovesi”. Terrile: “Senza quei soldi servizi a rischio”
- Postato il 21 aprile 2026
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Genova. Dimezzare l’aliquota Imu sui canoni concordati per “restituire” ai genovesi i soldi riscossi con l’aumento introdotto l’anno scorso, “un’operazione che non era necessaria”. È la proposta avanzata dal centrodestra a Palazzo Tursi in una conferenza stampa che segna una nuova puntata della polemica sul presunto “buco” di bilancio da 50 milioni lamentato dalla giunta Salis al suo insediamento, mentre il rendiconto di gestione presentato ieri in commissione si è chiuso con un avanzo libero di 2,5 milioni al netto degli accantonamenti. Nel frattempo il presidente della Regione Marco Bucci avverte: “Dovremo rivedere alcuni progetti”.
“Quei sacrifici non erano necessari – accusa l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova -. Abbiamo un avanzo disponibile di 47,5 milioni, mentre la manovra Imu ha portato un gettito di 5,3 milioni. È stata un’operazione grave, chiediamo che queste somme vengano restituite. Prepareremo un documento a firma di tutta la minoranza in cui chiediamo il dimezzamento dell’aliquota Imu sui canoni concordati, oggi tornata a 0,78% dopo essere stata portata a 1,06%, per almeno un anno a partire dal 1° gennaio 2027. È un impegno che chiediamo all’amministrazione di prendersi fin da subito, sono coinvolti circa 30mila proprietari di case”.
Il prelievo fiscale sugli immobili affittati a canone concordato, secondo l’opposizione, poteva essere evitato dal momento che il Comune è riuscito comunque ad accantonare 45 milioni: “Stiamo parlando di risorse che l’amministrazione può spendere e che derivano dal bilancio precedente – prosegue Piciocchi -. Ad esempio, in questo bilancio circa 5 milioni sono stati accantonati per la direzione Informatica. Se ne potevano accantonare 2-3, sono assolutamente discrezionali”.
Terrile: “Senza aumento Imu avremmo 19 milioni in meno, accantonamenti necessari per garantire i servizi”
“Se confrontiamo l’avanzo disponibile, quindi compresi gli accantonamenti, partiamo nel 2026 con 13,6 milioni in meno rispetto al 2025. Se non avessimo mai fatto l’operazione Imu, avremmo 19 milioni in meno“. Così replica il vicesindaco Alessandro Terrile a margine del consiglio comunale, dopo aver ricordato in un post che quell’avanzo da 2,5 milioni è “il più basso registrato nella storia recente del Comune di Genova” e che all’insediamento della giunta “il bilancio del Comune non prevedeva risorse stanziate per i principali servizi”.
“Purtroppo la situazione è drammatica, non è vero che esistono denari che possiamo spendere“, chiarisce il vicesindaco. Tra gli accantonamenti ci sono anche 5 milioni per i premi di produzione, 2,4 milioni per i crediti reclamati dalle partecipate (tra cui un milione chiesto dal Porto Antico per Euroflora 2025, già in perdita di 2,7 milioni). “Se avessimo ridotto gli accantonamenti, non avremmo i denari per assicurare i servizi scolastici da giugno in avanti, i servizi sociali da maggio in avanti, perché con la cifra che metti a dicembre non copri tutte le necessità”.
Dunque porte chiuse alla proposta dell’opposizione: “Quando abbiamo portato la modifica dell’Imu (facendo dietrofront sull’aumento per il 2025, ndr), gli uffici non erano favorevoli perché in quel modo avremmo rinunciato a 5 milioni certi mettendo a rischio l’equilibrio di bilancio. E una delle ragioni per cui abbiamo deciso di tornare indietro era che avremmo incassato la tassa sugli imbarchi, che finora non siamo riusciti a prendere. Eppure gli uffici sono gli stessi, non è che li abbiamo cambiati. Questa è la prova del bluff“.
Salis: “E i soldi impegnati per Amt? Eviterei di mettermi in ridicolo”
Anche la sindaca Silvia Salis va al contrattacco: “Per un anno ci hanno raccontato che con Amt ci consegnavano un gioiellino e invece sono 280 milioni di debiti, cosa facciamo per restituirli ai genovesi? Perché noi quest’anno abbiamo impegnato 22 milioni a sorpresa sulla parte corrente. Sapete quante cose ci potevamo fare con quei 22 milioni? Vorrei che questo la città lo sappia, perché quando fanno i loro show sul bilancio, dovrebbero anche dire questo. Eviterei di mettermi in ridicolo con queste conferenze stampa. Un Comune che ha 850 milioni di parte corrente e chiude in attivo di 2 milioni è un Comune che ha tirato il freno a mano gli ultimi mesi per evitare di andare in disavanzo“.
L’opposizione ribadisce: “Non c’era nessun buco”
“Ma non c’era nessun buco“, ripete l’opposizione. “Normali fluttuazioni che si pongono ogni anno quando l’amministrazione deve trovare risorse e fare variazioni”, replica Piciocchi. Il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia fa un altro esempio: “Semmai c’è stato uno sbilanciamento contabile tra entrate e uscite che è comunque fisiologico, come accade nei condomini. È irresponsabile seminare allarmismo quando le risorse in realtà ci sono”.
“Riteniamo eclatante quanto accaduto – ribadisce Ilaria Cavo, capogruppo di Orgoglio Genova-Noi Moderati -. Il buco non c’era, è stato lanciato un falso allarme. Basterebbe la parola ‘scusa’ da parte della sindaca per la narrazione errata degli scorsi mesi. Se ambisce ad avere un ruolo nazionale di rilievo dovrebbe saper leggere il bilancio o almeno comunicarlo in modo corretto”.
“Fin dall’inizio è stata costruita una narrazione tossica – prosegue Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia -. Per 11 mesi la giunta Salis ha provato a screditare il centrodestra e l’operato della giunta precedente. Quello che hanno voluto far passare come un buco molto grave era l’andamento di un bilancio annuale. È sempre avvenuto. Volutamente la giunta Salis si è creata alibi per giustificare un immobilismo che già avevamo previsto da giugno 2025″.
“Un fatto grave – rimarca la capogruppo della Lega Paola Bordilli -: il sindaco della nostra città ha mentito. Questa falsità non riguarda solo noi ma Genova. Deve essere restituito ciò che è stato tolto in nome di un buco che non c’è”. Per Sergio Gambino del gruppo misto “non hanno una strategia programmatica, solo una strategia comunicativa. Si stanno creando un alibi. Stando a quei numeri questa città doveva essere sul baratro”.
“Se si vuole giocare sul buco le difficoltà ci sono sempre state, figuriamoci – ribatte Terrile – però penso che un’amministrazione che arriva e deve trovare in quarantacinque giorni 50 milioni nel bilancio del Comune, facendo scelte anche dolorose, è un’amministrazione che si trova in una situazione di difficoltà. Poi possono dire che il buco non c’era perché nessuno si è portato via i soldi… ma non l’abbiamo mai detto. Sarà normale, basta che alla fine arrivi al dunque. Però un conto è se te lo gestisci tu, un conto è se, passando la palla al nuovo amministratore, gli lasci una situazione in cui, rispetto agli obiettivi per chiudere a fine anno, gli mancano 50 milioni. Non è la stessa cosa. L’allarme che abbiamo lanciato non era ‘vergogna, ladri’, ma ‘dobbiamo trovare 50 milioni nel giro di un mese e mezzo’. Quello è stato fatto”.
Bucci: “Molte cose fatte per aiutare il Comune di Genova, dobbiamo rivederle tutte”
Dalla Regione il presidente Marco Bucci definisce “sorprendenti” le novità sul bilancio e le considera “una buona notizia”, ma “certamente uno si deve chiedere come mai a giugno abbiano detto una cosa che si è rivelata non vera, e questo è un problema grosso”. Poi il monito: “Molte cose sono state intraprese proprio per aiutare il Comune di Genova. Adesso, visto che il Comune di Genova invece è in positivo, bisogna che le rivediamo tutte. Le rivediamo anche con la giunta, perché ci sono altri Comuni che hanno necessità e non hanno 45 milioni di avanzo di bilancio. Adesso dovremo rivedere alcuni progetti, ne parleremo col Comune e vedremo qual è la gestione migliore”.
Dalla “revisione” preannunciata da Bucci sono esclusi però i fondi promessi per Amt: 40 milioni una tantum per rimpolpare il capitale sociale, 110 milioni all’anno, 3 milioni all’anno per la ferrovia Genova-Casella e il fondino di circa 5 milioni complessivi nei prossimi tre anni per i prepensionamenti.