Vladimir Putin, la congiura al Cremlino dietro le sue parole: fanno fuori lo Zar?
- Postato il 10 maggio 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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Vladimir Putin, la congiura al Cremlino dietro le sue parole: fanno fuori lo Zar?
Sondaggi negativi senza precedenti, segni di stanchezza fisica. E soprattutto il malcontento che monta non solo tra la popolazione, ma anche nel fronte interno, al Cremlino: Vladimir Putin è nel mirino e, forse, non è mai stato così debole, almeno nella "sua" Russia. A dare la cifra del momento attraversato dallo Zar è stata la sua espressione durante la parata per l’anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale: volto teso, atteggiamento insofferente e parole che hanno sorpreso osservatori e diplomatici. "Il conflitto sta per volgere al termine", ha dichiarato lo Zar, aprendo a un possibile cambio di linea dopo oltre quattro anni di guerra.
Sul campo, infatti, lo scenario è molto diverso da quello immaginato da Mosca all’inizio dell’invasione. Il progetto di conquistare rapidamente Kiev e spodestare Volodymyr Zelensky è fallito da tempo. Il fronte si è trasformato in una guerra di logoramento, con l’esercito ucraino capace non solo di resistere, ma anche di contrattaccare in più occasioni, mettendo in seria difficoltà le strategie del Cremlino.
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Intanto, dentro la Russia, aumentano le pressioni. Le sanzioni occidentali continuano a pesare sull’economia, mentre nelle grandi città cresce la preoccupazione per le conseguenze del conflitto. A tutto questo si aggiungono indiscrezioni e tensioni interne ai palazzi del potere, con le voci di un possibile golpe che continuano a circolare attorno alla leadership russa. Sul piano internazionale, poi, Mosca appare sempre più isolata: l’Iran, storico alleato militare, è in forte difficoltà, mentre la Cina mantiene una posizione prudente, evitando un coinvolgimento diretto.
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In questo contesto si inseriscono anche le pressioni diplomatiche di Stati Uniti, Europa e Vaticano. Donald Trump continua a spingere per una soluzione negoziale, mentre da Kiev arrivano segnali di disponibilità a trattare pur senza cedere sui territori occupati. Zelensky, da tempo, sostiene di essere pronto a discutere pur escludendo incontri diretti a Mosca. E Putin apre alla fine del conflitto: una circostanza che può essere figlia del timore, mai così concreto, di perdere il potere.
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