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Vibo, parla il colonnello dei carabinieri, Antonio Parillo: «Nessun alibi per chi viola le regole»

  • Postato il 29 settembre 2026
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Vibo, parla il colonnello dei carabinieri, Antonio Parillo: «Nessun alibi per chi viola le regole»

Il Quotidiano del Sud
Vibo, parla il colonnello dei carabinieri, Antonio Parillo: «Nessun alibi per chi viola le regole»

Un’analisi a tutto campo sulla sicurezza, sulle concessioni balneari, sull’operato dei Comuni, sui vizi della burocrazia locale e sulle sfide culturali nel contrasto alla ‘ndrangheta, quella del colonnello Antonio Parillo, comandante provinciale dei carabinieri di Vibo, Antonio Parillo. E sull’omicidio di Maria Chindamo dice…


VIBO VALENTIA – È un quadro nitido e senza sconti quello tracciato dal Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Vibo Valentia, Colonnello Antonio Parillo, nel corso di una “chiacchierata” col Quotidiano del Sud che traccia il consuntivo delle attività operative svolte sul territorio vibonese. Un’analisi a tutto campo sulla sicurezza, sulla gestione del demanio marittimo, sui vizi della burocrazia locale e sulle sfide culturali nel contrasto alla ‘ndrangheta.

I BLITZ SULLE CONCESSIONI BALNEARI: «AFFARI A COSTO ZERO PER LA CRIMINALITÀ»

L’azione dell’Arma si è concentrata in modo incisivo sul litorale vibonese a seguito di una pianificazione strategica avviata fin dalla primavera. Un’operazione mirata a fare luce su un settore ritenuto altamente sensibile: «L’ambito delle concessioni balneari è quello in cui la criminalità organizzata mira a fare soldi a ‘costo zero’. I canoni demaniali sono estremamente esigui, i costi di gestione contenuti e il rischio d’impresa è ridotto. È evidente che in questo contesto il malaffare trova terreno fertile con costi minimi».

Fronteggiando le domande su eventuali omissioni del passato, Parillo ha richiamato lo scrittore Gianrico Carofiglio citando il titolo «Il passato è una terra straniera», declinando ogni paragone con le precedenti gestioni e rivendicando la propria linea operativa.

Il Comandante ha inoltre chiarito i ruoli istituzionali, ricordando che Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono forze a competenza generale h24 guidate dalle emergenze del territorio, laddove la vigilanza ordinaria sulle concessioni e sul demanio spetterebbe in primis agli enti locali e alle relative polizie municipali.

COMUNI E “LINEA DI NON RITORNO”

L’intervento dei Carabinieri ha finito per costituire un vero e proprio spartiacque per le amministrazioni comunali del comprensorio: «La nostra azione ha costituito in alcuni casi la linea di non ritorno, per cui gli enti locali sono stati costretti a fare ciò che era inevitabile. Ho avuto la sensazione che alcuni provvedimenti di stretta competenza comunale non siano stati adottati con la dovuta tempestività, quasi vi fosse l’interesse a far terminare la stagione a tutti».

A riprova di questo cortocircuito procedurale, Parillo ha svelato un dato emblematico: «In ben 21 casi i provvedimenti concessori da parte dei Comuni sono giunti soltanto dopo l’avvio delle verifiche e delle ispezioni dell’Arma. Senza i controlli dei Carabinieri – ha sottolineato l’ufficiale – molti operatori avrebbero continuato a lavorare senza regolarizzazione o risparmiando sui dovuti canoni concessori».

ABUSIVISMO E DISASTRO AMBIENTALE

Ampio spazio è stato dedicato all’abusivismo edilizio lungo la costa, fenomeno che i Carabinieri hanno perseguito per le gravi implicazioni ambientali e penali che nasconde dietro la tolleranza amministrativa: «Quando ci accorgiamo di un chiosco abusivo realizzato sull’arenile dove non si può costruire, è evidente che nessuno poteva rilasciare autorizzazioni. Ma un chiosco bar o delle docce producono scarti e reflui ordinari. La domanda è: dove vanno a finire questi scarichi se la struttura è abusiva? Il terreno sottostante fa da filtro e determina un inquinamento indiretto ma devastante del nostro mare».

LA DIFESA DEL LAVORO: «NESSUN ALIBI PER CHI VIOLA LE REGOLE»

Rispondendo alle critiche emerse sui social circa il tempismo dei controlli effettuati in pieno luglio e agosto, il Comandante provinciale ha respinto con fermezza l’idea che l’azione delle forze dell’ordine danneggi l’economia o i lavoratori: «La colpa non è del controllore, ma del controllato che si è messo nelle condizioni di subire contestazioni. Lavoro nero, alimenti non tracciati e violazioni ambientali non creano un volano di sviluppo per il territorio. Servono solo all’imprenditore disonesto per contrarre al massimo i costi e fare ancora più soldi a scapito delle regole e della collettività». Parillo ha inoltre evidenziato un netto incremento delle segnalazioni spontanee giunte dai cittadini in caserma e sui canali dell’Arma, a testimonianza di una crescente fiducia delle comunità locali verso la presenza dello Stato.

LA BUROCRAZIA DEI COMUNI E LA DICOTOMIA POLITICA-TECNICI

Analizzando il rapporto con gli amministratori locali, il massimo vertice provinciale dell’Arma ha distinto l’atteggiamento collaborativo di diversi sindaci dalle criticità che si annidano negli uffici tecnici degli enti locali: «Esiste una netta separazione per legge tra l’azione politica e l’azione amministrativa in senso tecnico. Negli enti locali rileviamo spesso una scarsa padronanza degli strumenti normativi e tecnici, soprattutto sul fronte della tutela antimafia e della protezione dell’economia legale. Molto spesso il problema risiede negli apparati tecnici sottostanti».

LA ‘NDRANGHETA COME FATTO CULTURALE E IL MONITO ALLA SOCIETà CIVILE

Sollecitato sul tema della criminalità organizzata e sulle recenti scarcerazioni di soggetti condannati ma in attesa di giudizio definitivo, il Comandante ha offerto una riflessione profonda sul rispetto dello Stato di diritto e sulle responsabilità della comunità: «La ‘ndrangheta è prima di tutto un fenomeno culturale. Se non cambia la cultura, queste manifestazioni non scompariranno. Quanto alle scarcerazioni, il processo penale ha regole ben precise che valgono per tutti: i soggetti non definitivi attendono il giudizio in stato di libertà. La vera domanda è un’altra: la società civile cosa fa mentre le forze dell’ordine bonificano il territorio? Sfrutta quel tempo per riorganizzarsi e isolare le mele marce, oppure attende passivamente?».

OMICIDIO MARIDA CHINDAMO: «GIUSTIZIA NEI TEMPI GIUSTI»

Poi, un passaggio è stato dedicato alle indagini sul drammatico omicidio di Maria Chindamo, che vedono attualmente otto persone iscritte nel registro degli indagati sotto la direzione della DDA: «Come disse il procuratore Curcio, il frutto va colto quando è maturo. Stiamo operando sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia per chiudere definitivamente il cerchio. Purtroppo i ritardi e il tempo trascorso nelle prime fasi d’indagine creano gap e difficoltà nell’acquisizione di elementi irripetibili come i tabulati».

LA PRESENZA DELL’ARMA SUL TERRITORIO VIBONESE

Infine, sotto il profilo della presenza sul territorio, Parillo ha rassicurato la cittadinanza confermando che l’organico del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia si è recentemente arricchito di nuovi marescialli e carabinieri, attestandosi perfettamente in linea con la media nazionale.

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Vibo, parla il colonnello dei carabinieri, Antonio Parillo: «Nessun alibi per chi viola le regole»

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