Viaggi di gruppo in Islanda: reportage dentro un tour organizzato in un Paese straordinario
- Postato il 14 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Otto giorni, una strada che compie quasi un giro completo dell’isola e un paesaggio che cambia continuamente. Il nostro reportage segue uno dei viaggi organizzati in Islanda di Boscolo Viaggi, un tour che parte da Reykjavík e attraversa il Circolo d’Oro, la costa meridionale, i Fiordi Orientali e il Nord prima di tornare nella capitale.
Giorno dopo giorno, alle grandi attrazioni si affiancano dettagli meno evidenti: una sosta in un villaggio, un piatto locale, le spiegazioni della guida, qualche ora sulla strada e un meteo capace di cambiare il ritmo della giornata.
Giorno 1 – Reykjavík, il primo incontro è con la vita islandese
Prima che comincino cascate, geyser e campi di lava, molti viaggi in Islanda passano da Reykjavík. L’arrivo lascia spazio a qualche ora libera e alla cena in autonomia: un primo momento per camminare tra le vie della capitale e avvicinarsi anche alla cucina locale.
Pesce e salmone sono presenze ricorrenti, mentre chi vuole spingersi verso sapori più insoliti può provare lo hákarl, lo squalo fermentato, oppure chiudere con una fetta di Randalín, dolce stratificato con marmellata.
Giorno 2 – Thingvellir, Gullfoss e Geysir: comincia il vero viaggio in Islanda
Dal secondo giorno entra in scena anche la guida italiana prevista da Boscolo Viaggi, che resterà con il gruppo fino al settimo. La prima direttrice è il Circolo d’Oro: Thingvellir, dove si incontrano storia islandese e dorsale medio-atlantica, poi la cascata Gullfoss e l’area geotermica di Geysir.
È qui che un tour guidato dell’Islanda comincia a mostrare il proprio ritmo: si scende, si esplora, la guida aggiunge contesto a ciò che si sta osservando e poi si torna in strada. La sera Reykjavík è già alle spalle.
Giorno 3 – Vík e la Costa Sud: viaggiare in Islanda con un meteo imprevedibile
Le cascate di Seljalandsfoss e Skógafoss aprono una giornata che prosegue verso Dyrhólaey, Vík e la sua spiaggia nera, prima di attraversare l’immenso campo lavico di Eldhraun.
La costa meridionale è una delle zone climaticamente più instabili dell’isola, esposta al mare aperto e priva di rilievi che facciano da riparo dal vento. Chi costruisce un itinerario in quest’area lo sa, e infatti le giornate lasciano volutamente più margine tra una tappa e l’altra. Il programma resta il riferimento della giornata, ma qui più che altrove va inteso come una traccia, non come un orario da rispettare al minuto.
Giorno 4 – Jökulsárlón e Djúpivogur: i viaggi in Islanda oltre le cartoline
La laguna glaciale di Jökulsárlón è una delle tappe più spettacolari: il percorso comprende anche un’uscita in mezzo anfibio tra gli iceberg. Poi la strada segue la costa verso i Fiordi Orientali e raggiunge Djúpivogur, piccolo centro legato ai commerci e all’industria della pesca.
Quest’ultima tappa sposta per qualche ora l’attenzione sulla dimensione più quotidiana del Paese: lungo il percorso compaiono villaggi, porti e comunità che raccontano come si vive nei territori lontani dalla capitale.
Giorno 5 – Dal paesaggio desertico alle acque della Forest Lagoon
La cascata di Dettifoss, le solfatare di Námaskarð, le formazioni laviche di Dimmuborgir, il lago Mývatn e infine le cascate di Goðafoss: in poche ore il terreno cambia più volte aspetto. La giornata termina ad Akureyri dopo una sosta alla Forest Lagoon, dove il programma prevede un bagno nelle acque termali.
Giorno 6 – Skagafjörður: sulla strada del viaggio in Islanda compaiono i cavalli
Verso ovest il paesaggio accompagna il gruppo nella regione di Skagafjörður, storicamente legata all’allevamento dei cavalli islandesi. Poi si attraversano Blönduós e l’altopiano di Holtavörðuheiði, fino a Borgarfjörður.
Dopo giorni dominati da ghiacciai, lava e cascate, comincia a emergere con maggiore evidenza anche il rapporto tra gli islandesi e il territorio che abitano.
Giorno 7 – Una fattoria, poi di nuovo Reykjavík
Prima di chiudere il cerchio restano le cascate di Hraunfossar e Barnafoss e Deildartunguhver, la sorgente calda più potente d’Europa. Ma la sosta forse più interessante prevista nell’itinerario di Boscolo Viaggi è quella in una fattoria, dove il gruppo viene introdotto alla storia del cavallo islandese.
Poi la strada riporta a Reykjavík. È di nuovo tempo libero: la stessa città del primo giorno, questa volta osservata dopo aver attraversato buona parte dell’isola.
Giorno 8 – Reykjavík, ultima pagina del tour guidato dell’Islanda
Qualche ora libera, quando gli orari del volo lo permettono, e poi il trasferimento verso l’aeroporto. L’itinerario seguito con Boscolo Viaggi torna così al punto di partenza dopo otto giorni tra geyser, spiagge nere, villaggi, cavalli e acque termali.
A restare dei viaggi di gruppo in Islanda, alla fine, è soprattutto la sensazione di aver attraversato un Paese che cambia continuamente lungo la strada. Perché qui, anche i chilometri percorsi tra una tappa e l’altra finiscono per diventare parte dell’esperienza.