Usyk ha deciso: sta organizzando l'incontro di fine carriera contro Deontay Wilder (e c'è di mezzo Dana White)
- Postato il 20 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Oleksandr Usyk sta pianificando il suo ultimo combattimento prima del ritiro dalla boxe professionistica. Il campione ucraino ha individuato in Deontay Wilder l'avversario ideale per concludere la sua straordinaria carriera, rappresentando l'unico grande rivale rimasto che non ha ancora affrontato sul ring. L'operazione coinvolge anche Dana White, suggerendo possibili intrecci tra il mondo della boxe e dell'MMA nel configurare questo storico scontro.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Comincia a delinearsi in modo piuttosto chiaro l’ultimo ballo di Oleksandr Usyk. Che dopo aver rinunciato a tutte le cinture di cui era in possesso, di fatto riconsegnando le principali sigle dei pesi massimi alle federazioni di appartenenza (e nei prossimi mesi in tanti proveranno a spartirsele in base ai ranking di ognuna di esse), ha fatto capire di essere ormai pronto a organizzare un incontro col quale metterà il punto esclamativo su una carriera sin qui semplicemente inimitabile, fatta di 25 vittorie su altrettanti incontri disputati da professionista (15 prima del limite). Un match che potrà allestire senza che nessuno gli dirà cosa deve fare: punterà a una borsa stratosferica, punterà a monetizzare quanto di più gli sarà consentito. Cosa che se avesse detenuto ancora tutti i vari titoli conquistati negli anni passati non avrebbe potuto fare, costretto a “piegarsi” alle esigenze delle varie federazioni.
- Wilder è l'ultimo "scalpo eccellente" rimasto
- La suggestione di un match con Jake Paul (per soldi...)
Wilder è l’ultimo “scalpo eccellente” rimasto
Usyk ha già individuato avversario e periodo di combattimento: l’ultima sfida sul ring sarà contro Deontay Wilder, pugile statunitense che ha due anni in più sulle spalle (è classe 1985) e che ha all’attivo 50 incontri da professionista, con 45 vittorie (43 prima del limite), 4 ko. e un pareggio contro Tyson Fury, che poi l’ha battuto due volte nelle due rivincite mandate a referto a cavallo della pandemia.
Proprio in virtù di quelle due sconfitte, Wilder non ha mai avuto l’opportunità di affrontare Usyk in un match titolato, ma la volontà del “Gatto di Sinferopoli” è quella di chiudere la sua straordinaria parabola pugilistica andando a sfidare a casa sua e in un evento epocale il “Bronze Bomber”, come è stato ribattezzato nei primi anni di carriera Wilder. E il periodo indicato sarebbe tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, probabilmente a Las Vegas, con l’organizzazione affidata alla Zuffa Boxing di cui è socio anche il CEO UFC Dana White.
“Il mio team sta lavorando su questo ultimo combattimento”, ha affermato il pugile ucraino a Mail Sport. “Di sicuro lo faremo negli Stati Uniti a cavallo tra la fine e l’inizio del nuovo anno. Se ho avuto contatti con Dana White? Al momento posso solo dire che chi lavora per me è al lavoro per mettere tutto nero su bianco per il match di fine carriera”.
La suggestione di un match con Jake Paul (per soldi…)
Tra le ipotesi circolate nei mesi scorsi ce n’era una che riguardava anche la possibilità che Usyk accetti di diventare un personaggio della UFC di White, con tanto di sfida con le regole MMA contro Jake Paul, noto youtuber ormai “prestato” a tempo pieno alla boxe (ma ridotto decisamente male dai pugni di Anthony Joshua nel match disputato a Miami lo scorso dicembre).
Sarebbe però più un modo per monetizzare (anche più lautamente di quanto avverrà con Wilder) che altro. Sfidare Wilder nell’ultimo match ha un significato particolare per Usyk, che dopo aver battuto Joshua e Fury sentiva di dover battere anche l’altro big del decennio passato per sentirsi davvero il più grande della sua epoca (e non solo).
Il mancino terribile di Wilder diventa così l’ultimo ostacolo di una carriera alla quale il pugile ucraino non ha più nulla da chiedere, come dimostra la decisione di rilasciare tutte assieme le cinture che deteneva per concentrarsi sull’organizzazione dell’ultimo incontro. Una “last dance” con le regole dello showbiz americano, proprio come si conviene ai grandi campioni che sanno di non dover più dimostrare nulla, ma di avere tanto da dare e (soprattutto) da ricevere.