UNICAL VOICE – Accessibilità nel campus, la testimonianza di Silverio Miraglia
- Postato il 23 aprile 2026
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Il Quotidiano del Sud
UNICAL VOICE – Accessibilità nel campus, la testimonianza di Silverio Miraglia

Nel corso di questi ultimi anni le criticità legate all’accessibilità nell’università sono state molteplici eppure, grazie all’impegno e alla testimonianza di Silverio Miraglia, molte di esse sono state risolte e superate.
IL ponte Bucci rappresenta il cuore della vita accademica. Ogni giorno, migliaia di studenti lo percorrono per spostarsi tra aule, biblioteche, mense, residenze e spazi ricreativi. Un’infrastruttura che costituisce uno dei principali punti di forza del campus e che, allo stesso tempo, diventa il punto di partenza per una riflessione su un tema sempre più centrale; quello dell’accessibilità per gli studenti con disabilità. Garantire pari opportunità e piena partecipazione alla vita universitaria è, infatti, una sfida ricca di possibilità di miglioramento.
Dal 2021, questo tema ha assunto un volto concreto: quello di Silverio Miraglia, studente dell’Unical da circa otto anni, che proprio in quel periodo, aveva portato all’attenzione diverse criticità legate all’accessibilità del campus. Da allora è passato molto tempo e ‹‹tanto è stato concretamente fatto››. Infatti, afferma Silverio: ‹‹l’Unical sta stanziando diversi milioni per quanto riguarda ascensori e soprattutto sta intervenendo sui percorsi Loges – tattili – per le persone non vedenti››.
ACCESSIBILITA’, RISOLTA LA CRITICITA’ SUGLI ASCENSORI
Risultati importanti, che rappresentano per lui motivo di orgoglio. Tra i temi più discussi in quel periodo, vi era l’accessibilità degli ascensori: su un totale di 88, solo 9 risultavano pienamente fruibili. Una situazione che oggi appare migliorata, grazie anche al dialogo con gli uffici tecnici. Tuttavia, il percorso non è ancora concluso: ‹‹Il lavoro c’è stato – sostiene Silverio – ma ci sono ancora problemi da risolvere. Ad esempio, cercare una soluzione per rendere tutti gli ascensori fruibili e senza chiavi››.
Un tassello fondamentale per garantire piena accessibilità alle aule, sulle quali incide molto il fattore ubicazione, in quanto ‹‹sappiamo benissimo che è un’università che ha diversi anni ed è progettata su più livelli e, purtroppo, questo è un grave problema, perché poi, se in quel determinato cubo non funziona l’ascensore, che si fa?››, si chiede. L’accessibilità, però, non riguarda solo le aule. In una realtà complessa come quella del campus di Arcavacata, è essenziale poter usufruire liberamente anche di altri spazi e servizi.
SILVERIO MIRAGLIA: ‹‹CON LA NAVETTA UN GRANDE BALZO IN AVANTI››
A riguardo, emerge che: ‹‹le biblioteche, come percorso per le persone con sedia a rotelle, hanno una strada in salita molto ripida. Per quanto riguarda invece le mense, devo dire che mi trovo abbastanza bene, tranne che per la mensa di piazza Vermicelli che ha un ascensore all’ingresso che funziona solo con chiave; quindi, se devo entrare devo essere accompagnato da qualcuno o essere aiutato, perché per avere le chiavi bisogna salire al piano e richiederle››. Non manca però l’impegno da parte dell’università nel garantire supporto agli studenti con disabilità, grazie al servizio di accompagnamento e trasporto, attivo su tutte le strutture di ateneo, che aiuta a superare le difficoltà negli spostamenti.
Un servizio valido e in crescita che, secondo Silverio, rappresenta un passo importante: ‹‹mi sono sempre trovato bene. Poi con la nuova navetta del Consorzio Autolinee Tpl accessibile, credo che abbiamo fatto un grande balzo in avanti nel permettere di vivere realmente il campus a tutti. Manca ancora qualcosa per quanto riguarda le ore serali, in particolare dopo le 20.
LA TESTIMONIANZA DI SILVERIO MIRAGLIA COME MONITO PER IL FUTURO
Credo che sia importante garantire la possibilità a tutti di poter spostarsi ad ogni ora, in ogni quartiere e in ogni luogo, così come avviene da qualche tempo anche per le persone “normodotate” con l’app della navetta che, purtroppo, al momento di sera gira con un mezzo non adibito››.
Riconoscere le barriere è il primo passo per abbatterle e tra progressi concreti e margini di miglioramento, il messaggio resta uno: ‹‹non dimenticatevi mai che queste problematiche esistono e bisogna che tutti siano coinvolti nei processi di cambiamento. Bisogna che ci si compatti affinché non si discrimini, affinché tutto il campus sia realmente fruibile per tutti. È una lotta mia, nostra e di tutti. Il tempo dell’esclusione sociale è finito, siamo tutti parte di questa società e dobbiamo essere volano di una nuova coscienza, le università – conclude Silverio – penso che servano proprio a questo››.
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