Una F1 “per tutti”, ma al ribasso: la critica di Mazzola al nuovo ciclo tecnico
- Postato il 31 agosto 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Il nuovo regolamento tecnico premia la gestione e svilisce l’aggressività: la critica dell’Ingegner Mazzola alla “F1 di Netflix”
La nuova F1 svilisce il vero ruolo del pilota: ne abbiamo parlato con l’Ingegner Luigi Mazzola, intervistato ai microfoni di F1inGenerale.com. Un regolamento tecnico che richiede gestione più che aggressività ha creato un appiattimento al ribasso delle abilità di guida richieste a chi sta al volante. Una massima serie divenuta più facile, per certi aspetti, ma che continua ad attrarre migliaia di appassionati della “generazione Netflix“.

Poche volte, nel corso della storia del Circus, un nuovo ciclo tecnico ha spaccato in modo così netto diverse generazioni di appassionati. Una divisione tra chi si è avvicinato alla F1 soltanto da poco, un pubblico nato dalla spinta di Netflix e dei social network, e chi, al contrario, ha ormai “i capelli grigi“. Se Stefano Domenicali continua a citare gli (ottimi) numeri fatti registrare dai Gran Premi, è anche vero che il Circus non può essere esente da critiche.
“Siamo la F1 di Netflix, lo dico e lo sottolineo“, ci dice Luigi Mazzola, storico volto della Ferrari. “È sorprendente come nessuno avesse considerato le difficoltà che poi avrebbero avuto piloti e team in pista nella gestione della Power Unit, nell’approvazione di questi regolamenti“.
Una F1 che si adatta al ribasso
La necessità di gestire la carica della batteria svilisce l’abilità del pilota, secondo l’ingegnere ex-Maranello: “Cosa differenzia un pilota ottimo da uno buono? La capacità di fare le curve a medio-bassa velocità rapidamente, perché il tempo lo fai lì: approccio in frenata, gestione della macchina a metà curva, uscita, trazione. Oggi abbiamo accettato che le curve diventino una ‘stazione di ricarica’, come le definisce Alonso“.
“Abbiamo creato una F1 più facile per tutti. Vai in Ungheria, dove non ci sono tanti rettilinei, e te la puoi ancora giocare nelle curve. Ma vai a Spa: alla Pouhon, una curva doppia a sinistra bestiale, freni con l’elettrico e l’hai fatta diventare una stazione di ricarica“.
I numeri della nuova F1 non sono tutto
I dati dai circuiti parlano di un’affluenza che tocca spessissimo nuovi record di presenze. Se l’utente medio non nota la sostanziale differenza nello stile di guida richiesto ai piloti, non vuol dire che non si faccia sentire: “Uno può dire ‘ma sì, chi se ne frega’. L’utente medio guarda lo spettacolo e non queste cose qua, magari. Ma io ho i capelli grigi, no? Non posso essere così accomodante con un cambiamento del genere. I miei anni erano l’opposto di tutto questo“.
“Poi vai nei circuiti e fanno il record di presenze, ma ci sono altri fattori: c’è Kimi Antonelli, c’è il duello Ferrari, c’è Hamilton che torna a vincere. La F1 di Netflix sfrutta tutto questo, ed è giusto così. Mi inchino ai numeri, ma non venitemi a dire che questa sia la massima espressione del motorsport“.
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Foto Copertina: Antonio Spina per F1inGenerale.com
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