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Tragedia delle Maldive, le ipotesi sulle cause. Missione ad alto rischio per il recupero dei corpi

  • Postato il 15 maggio 2026
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  • Di Genova24
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Tragedia delle Maldive, le ipotesi sulle cause. Missione ad alto rischio per il recupero dei corpi

Genova. Sono proseguite in queste ore le operazioni di recuperi dei corpi dei cinque subaquei italiani morti ieri presso l’atollo di Vaavu alle Maldive durante una immersione all’interno di una grotta sottomarina situata a 60 metri di profondità. Tra le vittime dell’incidente anche la docente e ricercatrice dell’Università di Genova, Monica Montefalcone, 52 anni, e la figlia 22enne, Giorgia Sommacal. Confermata anche la morte della collega di Montefalcone, Muriel Oddenino, torinese, di Gianluca Benedetti, residente a Padova, e di Federico Gualtieri, di Borgomanero. Oddenino e Gualtieri erano a loro volta ricercatori del Distav di Unige.

Secondo quanto riportata dalla stampa locale e internazionale, le operazioni sarebbero in corso, nonostante qualche difficoltà legata al meteo e soprattutto alla ubicazione della grotta sottomarina, per raggiungere la quale occorre personale altamente specializzato. Finora è stato possibile recuperare un solo corpo. Gli altri quattro membri del gruppo si ritiene siano ancora bloccati all’interno della grotta sottomarina della lunghezza di circa 260 metri. Il sito web delle forze armate delle Maldive ha definito l’operazione “ad alto rischio”, motivo per cui la Guardia Costiera locale ha inviato sul posto ulteriore personale specializzato e attrezzature avanzate per le immersioni profonde.

Gli scenari della strage delle Maldive

Il recupero dei corpi sarà dirimente per capire che cosa possa essere successo ieri durante l’immersione rivelatasi poi fatale. Tra le vittime della tragedia, infatti, c’erano subacquei esperti, con anni di immersioni – anche complesse – alle spalle, e dotati di brevetti speciali per le alte profondità. Secondo quanto emerge dalle prime informazioni, sarebbero tre gli scenari principali che potrebbero aver portata alla strage delle Maldive.

duke of york maldive morti
La Duke of York, l'imbarcazione da cui è partita la spedizione

Tra le piste più accreditate dalle autorità locali vi è un problema legato alla miscela respiratoria. L’equipaggio dello yacht aveva a disposizione il Nitrox, una miscela di azoto e ossigeno comunemente usata per aumentare i tempi di fondo. Tuttavia, a profondità importanti come i cinquanta metri raggiunti dal gruppo, se la percentuale di ossigeno non viene opportunamente ridotta aumentando la quota di elio (creando una miscela adatta alle alte profondità), l’ossigeno stesso diventa iperbarico e altamente tossico. Una simile tossicità può provocare convulsioni improvvise e mandare in sofferenza i muscoli e il cuore, fulminando i sub prima che possano rendersi conto del pericolo. In questo caso, sorgerebbero ulteriori ipotesi sulle responsabilità di questo errore, se eventualmente commesso in fase di preparazione dell’immersione o durante la discesa negli abissi. Uno scenario simile a quanto si pensa possa essere successo lo scorso ottobre al sub 29enne tedesco disperso durante una immersione nei pressi del relitto della Haven, ad Arenzano.

Un altro scenario potrebbe essere legato al disorientamento nella grotta. Il fatto che nessuno sia riuscito a risalire fa temere che il gruppo si sia smarrito all’interno del canyon sottomarino. A cinquanta metri di profondità la luce solare è quasi inesistente. È sufficiente che le correnti o i movimenti dei sub abbiano sollevato la sabbia o dalle cavità della grotta per azzerare completamente la visibilità. In un ambiente chiuso lungo 260 metri, l’impossibilità di ritrovare l’uscita può aver scatenato il panico collettivo, portando i sub a consumare rapidamente tutta l’aria a disposizione nelle bombole.

Non si esclude poi l’eventualità che uno solo dei cinque sub sia rimasto incastrato tra le rocce della grotta o colto da un malore improvviso. In un simile contesto, gli altri quattro potrebbero aver speso ogni energia e tutto l’ossigeno residuo nel disperato tentativo di liberarlo o soccorrerlo. A quella profondità, lo sforzo fisico prolungato e l’accumulo di anidride carbonica amplificano gli effetti della narcosi da azoto (la cosiddetta “ebbrezza dei fondali”), alterando i riflessi e le capacità decisionali. A complicare questo scenario si aggiungono le forti correnti tipiche dell’Oceano Indiano che, unite a condizioni meteo avverse, potrebbero aver impedito qualsiasi tentativo di risalita in sicurezza.

morti maldive
Le vittime genovesi

Chi era Monica Montefalcone

Montefalcone era una ricercatrice e una docente molto nota in ambito internazionale. Docente di ecologia marina presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita (DiSTAV) dell’Università di Genova, si è specializzata nello studio delle fanerogame marine fin dal 1999 e ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2007 con una tesi sull’ecologia della Posidonia oceanica.

Il suo lavoro si concentrava sull’ecologia degli ecosistemi marini costieri. Responsabile dei corsi di Ecologia, Ecologia del Paesaggio Marino, Ecologia Marina Tropicale e Scienza Subacquea, era la responsabile del progetto “Mare caldo”, che mira a monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sui mari italiani attraverso una rete costiera di stazioni di monitoraggio delle temperature marine.

Chi era Federico Gualtieri

Aveva dedicato la sua tesi di laurea alla ‘Diversità ed ecologia dei Corallimorphari e degli Zoanthari negli atolli centrali delle Maldive’ il 31enne Federico Gualtieri. Originario di Omegna in Piemonte, si era laureato a marzo scorso all’università di Genova in Biologia ed Ecologia Marina. Diverse le foto sui suoi profili social dedicate agli atolli delle Maldive. “Ringrazio in primis la professoressa Montefalcone – scriveva nei ringraziamenti della tesi – per avermi offerto il suo aiuto, la sua esperienza e per aver riposto sempre grande fiducia in me ed in questo lavoro. Da quando l’ho conosciuta è sempre stata la mia guida, incentivandomi a seguire i miei sogni e le mie passioni, anche se la strada da percorrere sarebbe stata lunga o difficile”Prima di arrivare a Genova, Gualtieri aveva preso la laurea triennale in Scienze biologiche all’università del Piemonte orientale, nella sede di Vercelli. Il 31enne, inoltre, lavorava come istruttore subacqueo certificato Padi, la Professional Association of Diving Instructors.

Chi era Muriel Oddenino

Muriel Oddenino, di 31 anni, di Poirino, in provincia di Torino si era laureata con laurea triennale nella città della Mole in Scienze naturali. Amante delle immersioni e del mare, era autrice di varie pubblicazioni scientifiche. Poi ha proseguito gli studi all’università di Genova, dal 2019 al 2022 e ha lavorato come ricercatrice all’università di Bari per undici mesi dal 2023 al 2024. Nel capoluogo ligure era assegnista di ricerca del dipartimento delle Scienza della terra, dell’ambiente e della vita.

Chi era Giorgia Sommacal

Era la figlia di Monica Monfalcone. Avrebbe compiuto 23 anni a giugno. La ragazza studiava Ingegneria Biomedica all’Università di Genova e condivideva con la madre una passione profonda per il mare e per le immersioni.

Il cordoglio dell’Università di Genova

L’Università di Genova esprime in una nota “profondo cordoglio per l’improvvisa e tragica scomparsa di Monica Montefalcone, professoressa associata di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – DISTAV, della figlia Giorgia Sommacal, studentessa UniGe di Ingegneria biomedica, di Muriel Oddenino, assegnista di ricerca presso il DISTAV, e di Federico Gualtieri, neolaureato magistrale in Biologia ed Ecologia marina”.

“Alle famiglie, alle colleghe e ai colleghi, alle studentesse e agli studenti che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale, va la vicinanza dell’intera comunità universitaria”.

La sindaca Salis: “Tragedia che colpisce profondamente Genova”

“La tragedia avvenuta oggi alle Maldive colpisce profondamente Genova e, in modo particolare, la sua Università. In queste ore il pensiero della città va alle famiglie delle vittime, ai loro amici, ai colleghi, agli studenti e a tutte le persone che hanno condiviso con loro percorsi di studio e di vita”.
 Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, esprime il cordoglio dell’amministrazione comunale dopo l’incidente subacqueo avvenuto alle Maldive, nel quale hanno perso la vita cinque cittadini italiani.
 “È un dolore che colpisce una comunità che ogni giorno lavora per produrre conoscenza, trasmetterla alle nuove generazioni e metterla al servizio della tutela dell’ambiente e del mare – aggiunge la sindaca – Genova si raccoglie nel cordoglio e nella vicinanza, e si stringe alle famiglie di tutte le vittime coinvolte in questa tragedia”.

Il presidente della Regione Bucci: “Sgomenti”

Apprendiamo con sgomento la notizia della scomparsa di Monica Montefalcone, professoressa associata di Ecologia al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – DISTAV, della figlia Giorgia Sommacal, studentessa UniGe di Ingegneria biomedica, di Muriel Oddenino, assegnista di ricerca presso il DISTAV, e di Federico Gualtieri, neolaureato magistrale in Biologia ed Ecologia marina – è stato il commento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e dlla vicepresidente Simona Ferro – La Regione Liguria esprime cordoglio e si stringe intorno alle famiglie delle vittime e alla comunità accademica genovese”.

 

 

Autore
Genova24

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