Tragedia al luna park di Spotorno, parlano i gestori: “Non chiediamo privilegi, ma di poter tornare a lavorare”
- Postato il 2 settembre 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Spotorno. Un tragico incidente arrivato in una serata d’estate che doveva essere solo di spensieratezza e divertimento. La morte del quindicenne Alessio Colletti, folgorato a luglio nel luna park di località Serra a Spotorno mentre provava la giostra del Calciometro, ha segnato profondamente la comunità locale e portato all’immediato sequestro dell’area e alla chiusura della struttura.
Oggi, mentre le indagini della magistratura e le perizie tecniche cercano di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, sono passati 46 giorni da quel 17 luglio 2026. I gestori del Luna Park, assistiti dall’avvocato Giuseppe Amedeo Caratti, spiegano: “Siamo ancora in attesa di una comunicazione ufficiale sui tempi e sulla possibilità di riprendere l’attività e trasferire le attrazioni nelle altre località di lavoro”.
Si legge ancora in una nota: “Le attrazioni erano state collaudate dalla competente Commissione Provinciale. Dopo il tragico evento sono stati effettuati numerosi controlli e sopralluoghi, con periti, vigili del fuoco, polizia locale e altri soggetti incaricati dalle autorità competenti. Sono state inoltre effettuate verifiche dai periti dei titolari e da un tecnico incaricato dal gestore del Luna Park. La documentazione tecnica è stata depositata alla polizia locale il 24 agosto 2026 e successivamente trasmessa ai periti della Procura”.
I gestori precisano: “Abbiamo collaborato e continueremo a farlo. Dopo tutti gli accertamenti effettuati, chiediamo semplicemente di sapere cosa manca ancora e quando potremo tornare a lavorare”.
Prosegue la nota: “In questi 46 giorni di fermo, le famiglie degli operatori hanno subito gravi conseguenze economiche. Si aggiungono le difficoltà legate alla scadenza degli allacciamenti elettrici e alla possibilità di trasferire le abitazioni mobili non sottoposte a sequestro. I gestori, assistiti dall’avvocato Giuseppe Amedeo Caratti di Savona, chiedono che la situazione venga definita con urgenza, nel rispetto della sicurezza e delle decisioni dell’Autorità giudiziaria, ma anche del diritto al lavoro sancito dalla Costituzione”.
“Non chiediamo privilegi. Chiediamo di poter tornare a lavorare“, concludono i gestori.