Superenalotto, vince 220 milioni e muore: perché gode l'ex moglie
- Postato il 1 agosto 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Superenalotto, vince 220 milioni e muore: perché gode l'ex moglie
Vince 220 milioni di euro al Superenalotto, poi muore, e ora la vedova è costretta a mantenere l'ex dell'uomo. Questa è la storia di un camionista padovano, 56 anni, che aveva centrato l'enorme vincita nel 2019. Ora la seconda moglie, una 37enne originaria di Chieti e residente a Padova, diventata erede universale dopo la morte improvvisa dell'uomo, dovrà versare all'ex coniuge, una 53enne di Varese, un assegno che con ogni probabilità si aggirerà intorno ai 5mila euro al mese.
Il camionista era stato baciato dalla fortuna durante una trasferta di lavoro a Lodi, riuscendo a portarsi a casa 220 milioni di euro, circa 180 milioni netti una volta detratte le tasse. Una cifra importante che lo aveva spinto a cambiare vita: aveva lasciato il lavoro, avviato diversi investimenti, cambiato auto e casa. Inoltre, aveva divorziato dalla moglie, dalla quale di fatto era già separato al momento della vincita, anche se non legalmente. I due avevano concordato un assegno divorzile da 6.300 euro al mese: la donna, addetta alle pulizie, aveva bisogno di un sostegno economico. Poco dopo l'uomo aveva conosciuto la seconda compagna, e i due si erano sposati il 24 luglio 2025 per poi stabilirsi a Padova.
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Lo scorso 28 giugno l'uomo è venuto a mancare. E la sua seconda moglie, in assenza di figli o altri eredi, è diventata erede universale. Per questo, secondo la giurisprudenza, si è trovata a dover garantire il mantenimento dell'ex moglie. Il meccanismo è quello dell'assegno successorio, che grava sull'erede o sugli eredi. "Se ricorrono le condizioni previste dalla legge, ovvero se la persona versa in condizioni di bisogno, se già percepisce un assegno divorzile e se non ha contratto un nuovo matrimonio, si ha diritto a chiedere l'assegno successorio", ha spiegato all'Agi Francesco Marino, legale rappresentante dell'Associazione Italia. Associazione a cui l'ex moglie si è rivolta dopo la morte dell'uomo, quando è cessato il versamento dell'assegno divorzile. L'importo richiesto è stato quantificato in circa 5mila euro al mese.
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