Stellantis, Melfi è in crescita ma la crisi non è passata
- Postato il 7 ottobre 2026
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Stellantis, Melfi è in crescita ma la crisi non è passata
Dai dati del terzo trimestre di Stellantis emerge la crescita dello stabilimento di Melfi ma la crisi non è passata e i numeri sono lontani da quelli del 2019
Melfi recupera, anzi cresce in maniera marcata ma i numeri sono sempre molto lontani da quelli del 2019. È quanto emerge dai dati del terzo trimestre dell’anno sulla produzione Stellantis illustrati ieri dal segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano. In una situazione generale positiva per il gruppo (fatta eccezione per Cassino), lo stabilimento lucano fa segnare una delle migliori performance in Italia.
Stando al report della Fim Cisl, nei primi nove mesi del 2026 lo stabilimento Stellantis di Melfi ha registrato una crescita significativa della produzione rispetto allo stesso periodo del 2025. “I volumi hanno raggiunto complessivamente 47.580 unità, con un incremento del 77,2 per cento. Questo risultato – spiega l’organizzazione sindacale – è legato principalmente ai nuovi modelli introdotti nel 2025 e, in particolare, al forte contributo della Jeep Compass”.
Ma, malgrado la crescita, “i livelli produttivi restano ancora molto distanti da quelli raggiunti nel 2019, quando nei primi nove mesi dell’anno si superavano le 201.460 vetture”, evidenzia la Fim Cisl, sottolineando: “L’esperienza della Jeep Compass, proposta sia nella versione full-electric sia in quella ibrida, conferma quanto abbiamo sostenuto: l’assegnazione di modelli multi-energy è in grado di incidere positivamente sui volumi produttivi dello stabilimento”.
DATI POSITIVI E FIDUCIA NEL FUTURO PIU’ PROSSIMO
C’è comunque fiducia nel futuro più prossimo, perché “nel corso del secondo semestre 2026, con l’avvio della produzione della DS7 e, successivamente, con il lancio della Lancia Gamma, entrambe disponibili con tecnologie multi-energy, è previsto un ulteriore incremento dei volumi. La richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di destinare a Melfi un ulteriore modello, con una maggiore capacità di generare volumi rispetto agli attuali modelli DS, ha trovato una risposta nel piano Stellantis con l’annuncio di un nuovo modello Alfa Romeo entro il 2028. Ci aspettiamo che questa nuova assegnazione possa tradursi in effetti positivi anche sul piano occupazionale – prosegue il sindacato -, contribuendo a ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali e, soprattutto, producendo benefici per l’intera filiera della componentistica e per l’indotto”.
I dati positivi, d’altra parte, non devono far perdere di vista i numeri negativi. “La situazione produttiva rimane comunque caratterizzata da un significativo ricorso agli strumenti di sostegno al reddito – ricorda la Fim Cisl -. Nei primi nove mesi dell’anno sono state registrate 87 giornate di fermo collettivo, gestite attraverso il Contratto di solidarietà, per un totale di 123 turni persi. Nelle restanti giornate lavorative, il ricorso medio al Cds si è attestato al 40%, coinvolgendo circa 1.640 lavoratori ogni giorno. La contrazione dei volumi che ha interessato lo stabilimento negli ultimi anni ha avuto conseguenze importanti anche sull’occupazione. Dal 2021 circa 2.850 lavoratori hanno lasciato volontariamente l’azienda attraverso percorsi incentivati, portando l’organico complessivo a 4.390 dipendenti. A questi si aggiungono circa 330 lavoratori che attualmente risultano in prestito presso altri stabilimenti del Gruppo”.
UNA FASE DELICATA DI SALITA PRODUTTIVA
Ecco perché «la crescita registrata è ancora insufficiente rispetto agli obiettivi produttivi e occupazionali che devono essere raggiunti a Melfi e lo stabilimento resta dentro una fase delicata di salita produttiva – dichiara Gerardo Evangelista, segretario generale della Fim Cisl Basilicata -. Adesso occorre consolidare la crescita della Jeep Compass, accompagnare la salita produttiva della DS N°7 e della Lancia Gamma e creare le condizioni affinché il futuro C-Suv Alfa Romeo possa rappresentare un ulteriore salto in avanti per Melfi. La crescita registrata rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. La vera sfida è trasformare i nuovi modelli e gli investimenti in maggiori volumi produttivi, riduzione progressiva del ricorso agli ammortizzatori sociali e prospettive occupazionali concrete. L’obiettivo – conclude Evangelista – deve rimanere quello di consolidare la ripresa, aumentare i volumi e mettere in sicurezza lo stabilimento e l’intero comparto automotive del territorio, salvaguardando occupazione e prospettive industriali».
Già perché quello vissuto dalle tante aziende collegate alla galassia Stellantis presenti nella zona industriale di Melfi è un vero e proprio dramma. Non a caso, su questo l’organizzazione sindacale insiste: “Servono garanzie rispetto alla possibilità di continuare a utilizzare gli ammortizzatori sociali e occorre riconoscere alle aziende del territorio una priorità nell’assegnazione delle forniture. L’impegno del Gruppo sul futuro modello Alfa Romeo rappresenta un elemento positivo e va consolidato proseguendo con decisione lungo questa direzione. Parallelamente, è fondamentale che tutte le istituzioni, sia a livello nazionale sia regionale, lavorino in maniera coordinata per difendere i livelli occupazionali, accompagnare le imprese nel percorso di transizione e utilizzare pienamente gli strumenti messi a disposizione dagli accordi di programma e dalle aree di crisi complessa. L’obiettivo deve essere quello di favorire l’arrivo di nuovi investimenti e creare condizioni concrete per lo sviluppo dell’intero territorio melfitano”.
Il Quotidiano del Sud.
Stellantis, Melfi è in crescita ma la crisi non è passata