Sottosegretari, in Calabria primo sì all’abrogazione. Ma il centrosinistra non si fida
- Postato il 5 ottobre 2026
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Sottosegretari, in Calabria primo sì all’abrogazione. Ma il centrosinistra non si fida
Il Consiglio regionale ha licenziato all’unanimità, in prima lettura, la proposta di legge che abroga l’introduzione dei sottosegretari in Calabria approvata solo lo scorso marzo. Anche il centrosinistra vota a favore («è una nostra battaglia») e prova a blindare l’iter: «Provate solo a prender tempo e a evitare il referendum». Il centrodestra: «Vogliamo solo evitare lo spreco di risorse, con un contenzioso in corso». Occhiuto: «Non avrei mai buttato 7 milioni per questo referendum»
Il Consiglio regionale ha approvato in prima lettura la proposta di legge di modifica dello Statuto che abroga i sottosegretari e l’aumento della Giunta da 7 a 9, introdotti solo lo scorso marzo. Un dietrofront arrivato alla vigilia della seduta di oggi – lunedì 5 ottobre 2026 – e che nei fatti serve a sospendere il referendum sui sottosegretari fissato per il 29 novembre e ottenuto dal centrosinistra solo dopo l’intervento della Corte d’Appello.
Per il centrodestra, la marcia indietro è «un atto di prudenza e responsabilità istituzionale», per citare le parole del capogruppo di “Occhiuto presidente” Pierluigi Caputo, tra i firmatari della proposta di legge. Non si vuole evitare il confronto con gli elettori, assicura la coalizione, ma la spesa che comporterebbe il referendum – la somma stanziata e prevista è 7 milioni di euro – mentre è ancora in corso il contenzioso che dovrà stabilire se la consultazione è legittima o meno. Le risorse che verranno liberate, sospendendo il referendum, saranno destinate a misure contro il carocarburante per i produttori.
Per il centrosinistra, invece, la coalizione Occhiuto vuole solo scongiurare la «Caporetto referendaria» (copyright Giuseppe Falcomatà) e prender tempo mentre si aspetta la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso della Regione. La strategia sarebbe questa: se la Cittadella dovesse perdere la battaglia giudiziaria, il Consiglio tornerà in aula per la seconda lettura (necessaria quando si mette mano allo statuto) e abrogherà definitivamente i sottosegretari, ma se i giudici dovessero dar ragione all’avvocatura regionale, l’iter si fermerà, decadrà l’abrogazione e i sottosegretari resteranno nello statuto.
IL CENTROSINISTRA PROVA A BLINDARE L’ITER DI ABROGAZIONE
E siccome a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina, l’opposizione di centrosinistra deposita degli emendamenti per «imbullonare» l’abrogazione. In aula li presenta il capogruppo del Pd Ernesto Alecci. Il primo emendamento, alla nuova legge di modifica statutaria, prevedeva, insieme all’abrogazione della norma sui sottosegretari anche la cancellazione della legge 12 dello scorso aprile, che conteneva la disciplina attuativa. Il secondo emendamento, invece, la cessazione immediata dall’incarico del sottosegretario Ettore Figliolia. «Votateli, altrimenti anche stavolta i calabresi sapranno che li state prendendo in giro» avverte Filomena Greco (Italia Viva).
L’invito a “blindare” il provvedimento è stato però declinato dal centrodestra. Respinti entrambi gli emendamenti, mentre la proposta di abrogazione dei sottosegretari è passata all’unanimità.
Il dibattito in aula, in ogni caso, non è stato quello che il voto condiviso potrebbe far immaginare. Il centrosinistra ha votato la proposta della maggioranza perché «è una nostra battaglia» scandisce Enzo Bruno (Tridico presidente). «Se non fosse stato per il nostro ricorso non saremmo qui. Se eravate preoccupati dello sperpero di risorse, potevate evitarvi questa farsa» commenta Elisa Scutellà (M5s), protagonista anche di un battibecco con il governatore. «Presidente, io la reputo una persona intelligente e penso che anche lei mi reputi tale. Ah, ne dubita? Non importa, ho altre attestazioni» dice la consigliera.
SCONTRO ASPRO IN AULA
I toni, nel corso del dibattito, si sono fatti piuttosto accesi. L’azzurro Piercarlo Chiappetta è andato a muso duro su Falcomatà. «In questi anni ho sempre ascoltato con scetticismo chi mi diceva che era il peggior sindaco di Reggio. Vederlo ora salire in cattedra, impettito, dopo essersi pettinato i capelli, a darci lezioni a ogni seduta, non posso che dar ragione a quei giudizi. Noi andiamo avanti per la nostra strada, confortati dai risultati. Voi tenetevi il vostro pessimismo» l’intervento di Chiappetta. «Non credevo di meritare tante attenzioni dal collega Chiappetta. Io però, piuttosto che discutere di aspetti estetici, avevo sfidato la maggioranza a parlare nel merito. Nessuno, ad esempio, ha risposto alla mia richiesta di chiarimenti sulle parole della sottosegretaria Ferro, che ha parlato di rischio infiltrazioni nelle proteste contro il carocarburante. Quindi o state per erogare 15 milioni a soggetti a rischio o la sottosegretaria dovrebbe chiedere scusa» replica Falcomatà.
PAURA DEL VOTO O DELLO “SPRECO” DI RISORSE
La tenzone coinvolge poi anche Riccardo Rosa, Francesco De Cicco e Angelo Brutto. «Noi paura del voto? Vogliamo solo evitare che si sperperino soldi per un referendum stupido che avete chiesto voi, per parlare alla pancia dei calabresi e soffiare sul vento dell’antipolitica. Voi che le elezioni siete abituati a perderle» attacca Riccardo Rosa (Noi Moderati). «E venitemi a vincere a Cosenza. Non vi sfido con partiti, non ho nessuno alle spalle» gli replica Francesco De Cicco (Democratici progressisti). «Io parlo di questioni politiche, non vado mai sul personale. Vi porto istanze dei cittadini, come quelle dei cittadini chiusi in casa negli alloggi Aterp perché hanno disabilità e gli ascensori non vengono riparati. I provvedimenti sono fermi da cinque mesi sulla scrivania della commissaria. Io non lo accetto. Intervenite voi, perché io sono stato preso in giro» dice.
Brutto ne ha un po’ per tutti. Sui costi del referendum: «In un giorno fareste spendere ai calabresi quello che si impiegherebbe in oltre dieci anni per sostenere i costi di due sottosegretari». Sulle proteste degli agricoltori contro il carocarburante, citate più volte nel dibattito dal centrosinistra: «Le cavalcate perché siete politicamente morti. Usate il popolo come siete abituati a fare. Ma attenzione, potrebbe rivoltarsi contro di voi: qualcuno potrebbe ricordare che eravate voi al governo quando si firmavano accordi con l’Albania per importare frutta». Ribatte anche a De Cicco: «Si interverrà, ma non venga a darci lezioni sull’inefficienza dell’Aterp. La gestione della manutenzione richiede programmazione anche quando si governa i Comuni, perché se si interviene “a chiamata” il diritto viene percepito come favore».
VIA LIBERA ANCHE ALLA SOSPENSIONE DEL REFERENDUM
Licenziata, in prima lettura, l’abrogazione dei sottosegretari, il Consiglio regionale ha preso in esame la proposta di legge che viaggiava in coppia: la sospensione del decreto con cui il presidente Occhiuto ha indetto il referendum. Anche in questo caso il centrosinistra propone un emendamento per “blindare” l’iter di abrogazione: tempi certi per portare la proposta di abrogazione in aula per la seconda lettura (entro il 31 dicembre) e, in assenza dell’approvazione definitiva, il riavvio dell’iter referendario con voto fissato il 28 febbraio, oltre alla rinuncia al contenzioso. Respinto anche questo emendamento, la proposta passa sempre all’unanimità. «Votiamo per senso di responsabilità, ma abbiamo molti dubbi sul provvedimento» commenta Alecci.
OCCHIUTO: NON AVREI MAI BUTTATO 7 MILIONI IN QUESTO MODO
Il presidente Occhiuto non interviene sul punto, ma ci ritorna più avanti, nel dibattito sull’assestamento di bilancio e sull’emendamento che stanzia 15 milioni a favore dei produttori contro il carocarburante. «Ma davvero potevate pensare che io avrei fatto celebrare questo referendum? Era ovvio – dice – che non avrei buttato 7 milioni ma che li avrei spesi per altro».
Il Quotidiano del Sud.
Sottosegretari, in Calabria primo sì all’abrogazione. Ma il centrosinistra non si fida