Sottosegretari Regione Calabria, marcia indietro (per ora)
- Postato il 3 ottobre 2026
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Il Quotidiano del Sud
Sottosegretari Regione Calabria, marcia indietro (per ora)
Depositata la proposta di abrogazione dei sottosegretari della Regione Calabria per evitare il referendum, in attesa del Consiglio di Stato. La proposta andrà in Consiglio regionale già lunedì 5 ottobre. i soldi del referendum, 7 milioni, finanzieranno le misure contro il caro gasolio
MARCIA indietro sui sottosegretari, per bloccare il referendum. La coalizione di centrodestra ha depositato ieri sera due proposte di legge a firma dei capigruppo Pierluigi Caputo, Giuseppe Mattiani, Angelo Brutto e Vito Pitaro.
La prima è una proposta di revisione dello Statuto, che prevede l’abrogazione della legge regionale 9 del 3 marzo scorso, con la quale sono stati introdotti nella governance due sottosegretari alla presidenza ed è stato ampliato il limite, da 7 a 9, degli assessori nominabili in Giunta. La seconda è una proposta di legge che sospende l’esecutività del decreto con cui il presidente della Giunta regionale ha indetto per il 29 novembre il referendum sui sottosegretari.
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La vicenda è nota – va avanti da mesi – ma la riepiloghiamo brevemente. Quando il centrodestra ha introdotto i sottosegretari, ha approvato anche una nuova legge per disciplinare il referendum confermativo sullo Statuto. Nella legge, si prevede che non tutte le modifiche di Statuto possano essere sottoposte a referendum: se si tratta di interventi parziali e meramente organizzativi, il voto popolare non si può chiedere.
Scoppia il caso, nel giro di poche settimane arrivano due richieste di referendum: la prima da un comitato civico, la seconda dai consiglieri di opposizione. Il segretario generale di Palazzo Campanella lascia correre, applicando la legge regionale, i consiglieri di centrosinistra si rivolgono alla Corte d’Appello. Si costituisce l’ufficio centrale per il referendum, che esamina il ricorso e stabilisce che il voto si può chiedere. Ciò perché l’introduzione dei sottosegretari non è una mera modifica organizzativa. La Regione, quindi, avvia l’iter – e il referendum viene indetto per fine novembre – e va al Tar. Non ottiene però né la sospensiva della pronuncia della Corte d’Appello, né una sentenza favorevole. Il Tar dice che non è di propria competenza, semmai del giudice ordinario. La Regione fa ricorso e va in Consiglio di Stato.
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«Il contenzioso – scrivono ora i consiglieri di centrodestra nella proposta di revisione statutaria – rischia di non concludersi prima del 29 novembre, data del referendum». Andare al voto «in questa situazione di incertezza», argomentano, comporta un rischio: spendere ingenti risorse che, qualora il Consiglio di Stato decidesse a favore della Regione, sarebbero state sprecate. Meglio abrogare («fatti salvi gli effetti fin qui prodotto dalla legge», ovvero la nomina dell’unico sottosegretario fin qui in carica) e sospendere il referendum. I 7 milioni previsti per il voto saranno destinati, prevede la proposta, alle misure contro il caro gasolio, annunciate da Occhiuto in queste ore.
Le due proposte arriveranno in aula a stretto giro: saranno inserite nell’ordine del giorno del Consiglio di lunedì 5 ottobre. Per la revisione di Statuto si tratterà del voto in prima lettura. La norma diventerà definitiva solo con la seconda approvazione, che potrà avvenire non prima di due mesi. E l’impressione è che il centrodestra non avrà fretta di metter in calendario questa seconda lettura. Se dal Consiglio di Stato dovesse arrivare una decisione favorevole alla Regione, la seconda lettura potrebbe non aver luogo. E i sottosegretari tornerebbero in vigore.
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