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Sinner e Djokovic fanno arrabbiare i canadesi: la promessa mancata. Perché Montreal e Toronto sono penalizzati

  • Postato il 27 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Sinner e Djokovic fanno arrabbiare i canadesi: la promessa mancata. Perché Montreal e Toronto sono penalizzati

Se qualcuno non ci vuole lo dicesse subito: in Canada più o meno la pensano così, perché l’ennesima edizione del Masters 1000 che precede gli appuntamenti di Cincinnati e soprattutto Flushing Meadows ha ribadito al mondo intero che da quelle parti sono finiti in un limbo. Tanto che anche quest’anno la conta degli assenti sarà piuttosto pronunciata: mancherà Carlos Alcaraz, poiché ancora infortunato (e a rischio anche in ottica US Open), e mancherà anche Jannik Sinner, che ha rinunciato all’ipotesi di lanciarsi all’assalto di tutti i 9 Masters 1000 stagionali per non ingolfare troppo il fisico in vista dei successivi appuntamenti. Ma mancherà anche Novak Djokovic, che seppur 39enne rimane un must per ogni appassionato, tale da richiamare un gran pubblico con la sua sola presenza.

La promessa “ricusata”: Jannik e Nole nel mirino

Insomma, il National Bank Open rischia seriamente di diventare un torneo “minore”, al netto della qualifica da 1000. E dire che un anno fa, quando per via dell’alternanza si era giocato a Toronto (negli anni pari ci si sposta invece a Montreal), la situazione che s’era venuta a creare era la medesima: tutti assenti i tre già citati, ma tutti pronti a “rassicurare” gli organizzatori che nel 2026 sarebbero tornati. Cosa che invece non accadrà, come dimostrato dai recenti forfait.

Chiaro che Alcaraz non poteva sapere che il polso destro lo avrebbe costretto a star fuori da aprile (e chissà quando tornerà: Cincinnati per ora è più una suggestione che un’ipotesi concreta, con NY dietro l’angolo…), mentre Sinner dopo lo spavento di Parigi, che peraltro gli è costato un titolo slam ampiamente alla portata, ha capito che non può giocare tutti i tornei come se nulla fosse, ma che è piuttosto meglio centellinare gli obiettivi e gli sforzi.

Stessa cosa vale per Djokovic, che all’età che si ritrova ha scelto di selezionare gli appuntamenti, di fatto concedendosi poche deroghe con la presenza certa soltanto negli slam, e poi valutare di volta in volta quando giocare in giro per il mondo (quest’anno, oltre ai tre slam già disputati, ha giocato solo Indian Wells).

Gli organizzatori attaccano anche l’ATP

Il comunicato col quale Valerie Tetreault, direttrice del torneo canadese, ha espresso tutto il suo disappunto per le tre assenze conclamate lascia intendere che qualcosa potrebbe accadere a breve per evitare che anche in futuro si possa assistere a simili scenari. “Siamo ovviamente molto delusi che Jannik e Novak non saranno presenti quest’anno, soprattutto pensando che avevano rinunciato anche all’edizione dell’anno passato a Toronto.

Rispettiamo le loro decisioni e comprendiamo che, a fronte di un calendario così impegnativo, la salute dei giocatori debba restare la priorità. Detto questo, la frequenza di questi forfait dell’ultimo minuto registrati negli ultimi anni rappresenta un problema più ampio per il nostro sport.

I Masters 1000 sono tra gli eventi di punta del circuito e i tifosi di aspettano giustamente di vedere in campo i migliori giocatori del mondo. Abbiamo già avviato un confronto con ATP affinché questa questione venga presa seriamente in considerazione, e siamo convinti che in futuro saranno necessari alcuni aggiustamenti per tutelare meglio l’integrità dei nostri tornei”.

Cosa fare per impedire le assenze “tattiche”

Il tasto dolente è rappresentato in parte dal calendario, sempre più compresso e stressante, e in parte anche dalla decisione di ATP di allungare la durata dei 1000 a 12 giorni, comprimendo di fatto lo spazio per recuperare le energie quando si assiste a tornei praticamente attaccati (vedi Indian Wells-Miami, Madrid-Roma e appunto Canada-Cincinnati).

L’appuntamento canadese è quello che risulta essere spesso il più penalizzato, un po’ come Montecarlo che apre la stagione sul rosso (e resta l’unico spalmato su una settimana, nonché l’unico “facoltativo): arriva dopo Wimbledon e la breve stagione europea sul rosso, ma in tanti preferiscono puntare dritti sulla combo Cincinnati-US Open, anche se Montreal garantisce comunque una redditività importante, essendo un torneo del circuito superiore rispetto al 500 di Washington che apre ufficialmente la stagione del cemento nordamericano (dove è atteso il ritorno di Musetti, che sfiderà al prima turno Arnaldi, unico altro italiano presente in tabellone).

I giocatori sono tutti “obbligati” a giocare i 9 tornei del Masters 1000, a meno che non soddisfino alcune caratteristiche (31 anni compiuti, 12 stagioni nel circuito e almeno 600 partite: Djokovic è dispensato dall’obbligo perché possiede tutti e tre i requisiti). Se non si è infortunati, come nel caso di Sinner, si riceve uno “zero pointer” nella Race, che per 52 settimane non potrà essere “sostituito” con un altro torneo. Ma con tutti i punti di vantaggio su Zverev e Alcaraz, al buon Jannik tutto questo può importare ben poco…

Autore
Virgilio.it

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