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Sinner a Montreal, l’ammonimento di Mouratoglou: “Potrebbe ritorcerglisi contro”. Jannik rischia un nuovo crollo allo US Open?

  • Postato il 24 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Sinner a Montreal, l’ammonimento di Mouratoglou: “Potrebbe ritorcerglisi contro”. Jannik rischia un nuovo crollo allo US Open?

A circa 10 dall’inizio del Masters 1000 di Montreal Jannik Sinner non ha ancora sciolto le riserve sulla sua partecipazione, un indizio che porta a pensare che l’azzurro prenderà parte all’Open del Canada per cercare di completare uno storico traguardo conquistando tutti e nove i Masters 1000 presenti in calendario durante la stagione. Un’impresa che avrebbe un che di storico non essendo mai riuscita a nessun altro prima, ma che potrebbe ritorcersi contro al numero 1 al mondo in occasione dello US Open secondo Patrick Mouratoglou.

Il programma di Sinner

La fine delle meritate vacanze dopo il successo a Wimbledon si avvicina sempre più per Sinner, che il 25 luglio dovrebbe fare ritorno a Montecarlo, da cui però non si sa ancora se partirà in direzione Montreal o meno. L’azzurro infatti risulta iscritto al torneo del Canada, ma come aveva detto lui stesso dopo i Championships avrebbe valutato strada facendo se prendervi effettivamente parte o sfruttare questi giorni per fare il pieno di energie e allenarsi al meglio in vista dello US Open.

Il fatto però che al momento non sia emersa nessuna novità e il suo nome sia ancora presente in entry list porta a pensare che Jannik potrebbe effettivamente prendere parte al torneo di Montreal. Un’eventualità che gli permetterebbe di tenere vivo il sogno di conquistare tutti e nove i Masters 1000 in stagione, ma che lo obbligherebbe a un nuovo tour de force, dovendo disputare i tornei del Canada e di Cincinnati e lo US Open (per un totale di 19 incontri se dovesse raggiungere sempre la finale) nel giro di 40 giorni.

L’ammonimento di Mouratoglou

Un match ogni due giorni circa, una media altissima da mantenere per un lasso di tempo così lungo, tanto che secondo Mouratoglou infatti questa scelta potrebbe anche ritorcersi contro Jannik in vista dello US Open, che è ovviamente l’obiettivo principale di Jannik per la stagione sul cemento nordamericano: “Sinner dovrebbe prendere parte a tutti i Masters 1000? A cosa darà priorità nel suo calendario? Più partite e più vittorie o freschezza fisica e mentale? Durante la stagione su terra ho detto più volte che non sapevo come facesse, come fosse possibile vincere consecutivamente Indian Wells e Miami e poi subito dopo giocare Montecarlo, Madrid, Roma e il Roland Garros, mi chiedevo chi potesse fare un qualcosa del genere, è folle.

Ok, forse Sinner è diverso da tutti gli altri giocatori, ma potrebbe ritorcerglisi contro e danneggiarlo. Quello fisico è un aspetto, ma anche quello emotivo è molto importante, bisogna essere freschi emotivamente e questo è un bilanciamento che è sempre difficile da trovare: se tu vuoi ottenere la massima confidenza puoi perdere in freschezza fisica o mentale. Per il momento uno dei suoi coach ha detto che prenderà parte al torneo del Canada, ma Sinner ha detto che dovranno parlarne. Vedremo se quanto accaduto al Roland Garros lo porterà a prendere una strategia differente prima dello US Open”.

Allo US Open Sinner rischia un crollo come al Roland Garros?

Ma davvero in caso di presenza a Montreal e Cincinnati Sinner rischierebbe allo US Open di incappare in un crollo come quello che ha subito al Roland Garros? 19 partite in circa 40 giorni richiedono certamente uno sforzo fisico non indifferente, ma comunque ben inferiore a quello a cui Jannik si era sottoposto prima di Parigi, ovvero 29 match in meno di 70 giorni, la maggior parte dei quali sulla terra rossa, la superficie più esigente da punto fisico (e a lui meno congeniale).

Inoltre i tornei prima dello US Open sarebbero solo due, cosa che porterebbe a pensare che difficilmente avrebbero lo stesso impatto dal punto di vista mentale dei cinque (o tre volendo prendere in considerazione solo quelli sul rosso) disputati prima del Roland Garros. La vera incognita e il vero problema in cui potrebbe incappare Sinner saranno le alte temperature insieme all’alta umidità che potrà incontrare soprattutto a Cincinnati e New York, solitamente ostili all’azzurro.

Resta comunque la certezza che per non correre rischi in vista dello US Open non prendere parte al torneo di Montreal resti l’idea più saggia, ma chi saprà giudicare al meglio cosa fare saranno senza dubbio Sinner e il suo team.

Autore
Virgilio.it

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