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Schlein avvisa gli alleati: “Nel programma uno non vale uno, il Pd ha il doppio dei voti”. A Meloni: “Avete fallito, prima si vota meglio è”

  • Postato il 2 ottobre 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Schlein avvisa gli alleati: “Nel programma uno non vale uno, il Pd ha il doppio dei voti”. A Meloni: “Avete fallito, prima si vota meglio è”

Uniti, più che uniti, e perfino sulla politica estera si troverà una “sintesi alta”. Ma al momento della scrittura del programma non tutti i partiti della coalizione avranno lo stesso peso. E’ una sorta di avvertimento che la segretaria del Pd Elly Schlein manda agli alleati del centrosinistra, parlando alla direzione del partito. Un modo per parlare alla minoranza interna, l’ala destra dei democratici, ma insieme anche un messaggio agli altri segmenti del campo largo che cominciano a far emergere le proprie proposte, anche in modo radicale, come lo stop all’invio di armi in Ucraina da parte del M5s o le idee economiche di Verdi-Sinistra, tra le quali la patrimoniale. “Il programma si scrive con tutta l’alleanza – sottolinea dunque Schlein -, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno, a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee alle regionali e alle comunali. Generosi sì, ingenui no“. Per il resto Schlein ribadisce che il programma deve essere chiuso prima di pensare a chi sarà l’eventuale leader: “Dobbiamo affinare il programma comune, affinché sia un patto vincolante con tutti e con tutte. Un patto con gli italiani. Prima il programma comune, poi la guida, perché chi guida deve guidare tutta l’alleanza, non solo un partito”. E comunque sulla scelta della futura leadership dell’alleanza le opzioni sono due: “Che guidi (la coalizione, ndr) il partito che prende un voto in più non è egemonia è democrazia. Se c’è chi non riconosce questo principio democratico faremo le primarie, le faremo e le vinceremo insieme, avendo poi cura di rappresentare tutti. Non abbiamo paura del voto e della democrazia. Sia l’accordo a chi prende un voto in più sia le primarie passano da una legittimazione popolare“. Insomma Schlein è pronta a correre alle primarie e, anzi, è determinata a vincerle.

Resta il nodo della politica estera, in particolare la questione Ucraina. La segretaria ne esce così per il momento: “Sulla politica estera c’è molto dibattito, anche su quella è molto più quello che ci ha visto uniti di quello che ancora ci divide, che affronteremo, che discuteremo e sono fiduciosa che troveremo una sintesi alta. Ci sono sensibilità diverse anche su punti dirimenti, ma se così non fosse saremmo lo stesso partito”. Il capitolo Kiev, quindi: “Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino dall’aggressione criminale della Russia e sappiamo che l’Ue debba rendere più chiaro il proprio impegno ed esercitare una iniziativa che finora è mancata. Per costruire la pace non possiamo aspettare che cada l’ultimo fucile. L’unione deve nominare un negoziatore europeo. Sono fiduciosa che troveremo un punto di sintesi all’altezza”.

Naturalmente una gran parte del discorso è stata dedicata al governo. “Voglio dire a Giorgia Meloni prendete atto che avete fallito e andate a casa prima si vota meglio è per l’Italia” ha detto Schlein.

Con Meloni però Schlein sembra d’accordo su un punto: “C’è qualcuno che tifa il pareggio e che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese e allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Mi dispiace deluderli, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri lettori è chiaro: noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista che vi piaccia o no”.

Notizia in aggiornamento

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Il Fatto Quotidiano

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