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Matteo Renzi affonda Conte e Pd: "In un mondo di Francesca Albanese..."

  • Postato il 4 ottobre 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Matteo Renzi affonda Conte e Pd: "In un mondo di Francesca Albanese..."
Matteo Renzi affonda Conte e Pd: "In un mondo di Francesca Albanese..."

"O lei va il Quirinale o va a casa. La partita delle prossime elezioni è secca. Di fronte a questo scenario qui o ci diamo una mossa o lei vince. Se Pd, centrosinistra e Cinque stelle stanno insieme la partita è chiusa. Vinciamo". Perlomeno Matteo Renzi ha il pregio di parlar chiaro: il campo largo ha un solo senso, sbarrare la strada a Giorgia Meloni.

Chiudendo la 14esima edizione della Leopolda, nella sua Firenze, l'ex premier evidenzia però anche le molte contraddizioni e distanze all'interno del mondo progressista, dalle tasse alla politica estera.

"In un mondo di Francesca Albanese io sono fiero di essere sempre dalla parte di Liliana Segre che significa essere dalla parte di me stesso", sottolinea. "Noi non abbiamo paura di nessuno su questi temi", "ho letto da qualche parte imbarazzo della Leopolda per le parole di Fedez" sul Ddl antisemitismo, "noi non abbiamo imbarazzo nel dire che dietro Hamas, Hezbollah ci sono i soldi degli iraniani che vogliono far fallire le leadership arabe riformiste".

Ai leader dice: "La partita delle prossime elezioni non riguarda gli ego dei candidati del centrosinistra, la partita è o Meloni va al Quirinale o va a casa ed io lavoro per questo, non me ne frega nulla del resto, di chi fa il premier, il ministro...". "Il calcio di rigore non ce l'ha Meloni ce l'abbiamo noi, da giorni stiamo discutendo sul niente quando il rischio è che si cambi la Costituzione", "con la Meloni andremo a un presidenzialismo de facto".

Quindi, rivolto idealmente a Giuseppe Conte: "Dobbiamo spiegare ai campioni dei tweet che la politica estera è una cosa seria". "L'Ucraina non si svende, l'Ucraina si difende. E' evidente che la Russia è l'aggressore, nessuno può pensare il contrario. Noi che siamo dalla parte degli aggrediti, firmando per l'invio delle armi. Queste servono perché senza armi non c'è più Ucraina. L'iniziativa diplomatica serve perché senza non si va da nessuna parte. Spiegare a questi campioni della politica estera è una cosa seria. Su questi temi non abbiamo paura di nessuno". "E' evidente che la Russia è l'aggressore - ha aggiunto - Ma noi dobbiamo fare lo sforzo diplomatico. Le armi servono perché senza non c'è più l'Ucraina, ma l'iniziativa diplomatica serve ore e sempre". 

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Autore
Libero Quotidiano

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