Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Santo Stefano d’Aveto ricorda Albino Badinelli, il giovane carabiniere ucciso dai nazifascisti

  • Postato il 2 settembre 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Santo Stefano d’Aveto ricorda Albino Badinelli, il giovane carabiniere ucciso dai nazifascisti

Santo Stefano d’Aveto. Sono trascorsi 82 anni da quel 2 settembre 1944, quando, in uno dei momenti più drammatici della storia della Val d’Aveto, il giovane carabiniere Albino Badinelli venne condotto davanti al plotone di esecuzione dei nazifascisti e scelse di donare la propria vita per salvare quella di altri.

Questa mattina, proprio davanti alla lapide che ricorda il luogo della sua fucilazione, Santo Stefano d’Aveto si è fermata per ricordare il servo di Dio Albino Badinelli, rinnovando una memoria che, a distanza di oltre ottant’anni, continua a parlare alla coscienza di una comunità e, attraverso di essa, anche alle nuove generazioni. Presenti anche i nipoti di Albino Badinelli.

Chi era Albino Badinelli

Albino Badinelli, nato ad Allegrezze il 6 marzo 1920, era un giovane carabiniere. Dopo l’8 settembre 1943 non aderì alla Repubblica Sociale Italiana e, nell’estate del 1944, si trovava nella sua terra d’origine. In quei giorni, a seguito dell’uccisione di alcuni militari tedeschi, le forze occupanti minacciarono una dura rappresaglia contro la popolazione, con la cattura di venti ostaggi e la prospettiva di ulteriori violenze contro il paese. Di fronte a quella minaccia, Badinelli scelse di consegnarsi spontaneamente, offrendo se stesso in cambio della vita degli ostaggi. Il 2 settembre 1944 venne fucilato. Prima dell’esecuzione ricevette la benedizione e un piccolo crocifisso. Nel momento estremo chiese a Dio di perdonare coloro che lo stavano uccidendo.

Ma allo stesso tempo si ricordano i tanti altri giovani che, negli stessi anni, furono chiamati a scegliere da che parte stare e pagarono spesso con la propria vita le loro scelte. Come sottolinea don Tommaso Mazza, presidente del Comitato Albino Badinelli: “Albino non fu un caso isolato. In quegli anni drammatici furono tanti, soprattutto giovani, a scegliere di spendersi per la libertà e per la dignità dell’uomo, arrivando in molti casi a sacrificare la propria vita. Fu una generazione segnata dalle ferite della guerra, dalle divisioni e dagli errori del proprio tempo, ma capace anche di esprimere pagine luminose di coraggio, responsabilità e speranza. Ricordare Albino significa allora ricordare anche tutti quei giovani che, pur dentro un tempo segnato da profonde ombre, seppero essere luce attraverso le loro scelte. Sono valori e ideali che non appartengono soltanto alla storia: libertà, responsabilità, dignità della persona, solidarietà e capacità di sacrificarsi per il bene degli altri continuano a interpellarci ancora oggi. Per questo abbiamo il dovere di custodirne la memoria e di trasmetterla alle generazioni che vengono dopo di noi”.

Per il valore del suo sacrificio, Albino Badinelli è stato insignito alla memoria della Medaglia d’oro al merito civile dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con decreto del 3 agosto 2017. Il riconoscimento ha sancito anche sul piano civile il valore di quella scelta estrema compiuta per salvare la vita di altri.

La sua testimonianza ha inoltre oltrepassato i confini della memoria locale, raggiungendo anche la Chiesa cattolica. Nel 2015 la storia di Albino arrivò in Vaticano e, pochi anni dopo, nel 2018, la sua figura venne inserita tra le testimonianze proposte al sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, convocato da Papa Francesco. Una scelta particolarmente significativa perché la vicenda di un giovane vissuto e morto in un piccolo paese dell’Appennino ligure veniva così proposta come testimonianza capace di parlare alle nuove generazioni.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti