Sanità, la Puglia non cura più i lucani
- Postato il 8 ottobre 2026
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Il Quotidiano del Sud
Sanità, la Puglia non cura più i lucani
Sanità, la Puglia non cura più i lucani. Dito puntato contro l’Accordo siglato nel 2025. Vizziello (Bacc): «Bloccati i ricoveri per i nostri pazienti, Latronico rimedi».
«L’Assessore Latronico ne aveva parlato come di uno strumento di programmazione avanzata con il quale si compie un passo significativo nel governo della mobilità sanitaria e si garantiscono ai cittadini cure appropriate e di qualità, ma, l’Accordo sulla mobilità sanitaria siglato lo scorso anno tra Puglia e Basilicata non ha retto alla prova dei fatti ed oggi siamo punto e a capo, perché ad esempio l’ospedale Miulli, a seguito di una circolare della Regione Puglia, ha bloccato tutti i ricoveri per interventi chirurgici programmati dei pazienti lucani. L’ennesimo esempio di pressappochismo da parte di chi, come l’Assessore Latronico, garantisce solo a parole le esigenze di cure dei lucani». È quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello.
IL BLOCCO DEI RICOVERI DEI LUCANI IN PUGLIA AL MIULLI E LE CRITICHE SULL’ACCORDO SIGLATO NEL 2025 SULLA SANITÀ
«La genialata dell’Assessore Latronico, prontamente censurata dal Ministero della Salute, è stata quella di escludere dal tetto di spesa previsto gli interventi ad alta complessità – spiega Vizziello -. Interventi che, secondo il Ministero, non possono essere considerati in deroga al tetto di spesa previsto e che, essendo conteggiati, hanno determinato l’esaurimento anticipato del budget di spesa previsto per i pazienti lucani in mobilità sanitaria verso gli ospedali pugliesi”.
«Chiediamo all’Assessore Latronico di riparare all’errore marchiano commesso provvedendo innanzitutto ad un nuovo stanziamento che consenta di rimpinguare il budget di spesa intanto esaurito per consentire ai cittadini, in particolare quelli della provincia di Matera, di effettuare le prestazioni già programmate presso l’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti -conclude Vizziello – e soprattutto di programmare investimenti in grado di rendere attrattivo il Madonna delle Grazie di Matera, impedendo così che i lucani siano costretti ad essere assistiti fuori dai confini regionali e contenendo realmente la mobilità sanitaria passiva, costata alla Regione Basilicata più di 500 milioni di euro nel decennio 2024-2024».
Il Quotidiano del Sud.
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