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Roghudi, massi nelle gole del Furria, sedicenne gravemente ferita

  • Postato il 19 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Roghudi, massi nelle gole del Furria, sedicenne gravemente ferita

Il Quotidiano del Sud
Roghudi, massi nelle gole del Furria, sedicenne gravemente ferita

Paura durante un’escursione nelle gole del Furria nel territorio di Roghudi, quattro ragazzi colpiti dai detriti, i soccorritori: «La montagna va affrontata con preparazione»


ROGHUDI – Un gruppo di ragazze e ragazzi, per lo più minorenni, provenienti da diverse regioni italiane, domenica scorsa, avevano deciso di organizzare una escursione alle gole del Furria, immerse nel cuore dell’area grecanica, nell’Aspromonte jonico. Alla guida del gruppo una donna adulta. Ma ben presto, la giornata, si è volta in tragedia, che avrebbe potuto avere conseguenze maggiori, ma che per fortuna è stato salvato il salvabile.

Tre i ragazzi rimasti feriti per una caduta di massi dal costone che stavano risalendo. Una ragazza di 16 anni, proveniente da Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, ha subito la peggio. Dopo il soccorso, ha subito un delicato intervento chirurgico per l’asportazione della milza. L’organo della ragazza era rimasto seriamente compromesso per il trauma subito in seguito alla caduta delle grosse pietre dal costone di roccia che spalleggia il torrente Furria. Mentre gli altri due escursionisti provetti, feriti più lievemente, sono stati medicati e dimessi dall’Ospedale metropolitano di Reggio Calabria, la 16enne è rimasta in terapia intensiva dopo l’intervento chirurgico e in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Una tragedia che comunque avrebbe potuto avere conseguenze peggiori per il gruppo di ragazzi. Questi erano arrivati nella mattinata di domenica nel borgo fantasma di Roghudi vecchio, arroccato su uno sperone di roccia tra la fiumara Amendolea e il torrente Forria, nell’Aspromonte jonico. Una zona spettacolare, un paesaggio selvaggio e quasi inaccessibile.

SEDICENNE FERITA A ROGHUDI, INCIDENTE AVVENUTO IN UNA AREA IMPERVIA

Ma non per i dilettanti escursionisti pronti a calarsi in quelle gole e nelle acque del Furria, per rinfrescarsi del gra caldo della giornata. E per fare ciò, non hanno pensato ad equipaggiarsi adeguatamente prima di avventurarsi in quel percorso, per niente facile. Non c’era con loro una guida esperta, non avevano attrezzature specifiche per l’escursione. Qualcuno ieri diceva che erano quasi in tenuta da mare e molti persino con gl’infradito invece di appositi scarponcini. Il percorso di andata era stato per i ragazzi del gruppo quasi normale. Avevano raggiunto un laghetto naturale lungo il corso del torrente, decidendo di fermarsi per una breve sosta.

È stato proprio in quel tratto del canyon che, improvvisamente, si è verificato il distacco di sassi e detriti dal versante sovrastante. Crollo innescato dal passaggio accidentale di animali selvatici. La frana di detriti e grossi sassi, ha investito alcuni degli escursionisti, provocando quattro feriti. Le urla e le richieste di aiuto sono state udite da un secondo gruppo di escursionisti che si trovava nelle vicinanze. Tra loro vi erano un poliziotto in servizio presso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, due guide ambientali escursionistiche di cui una infermiera in servizio presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, anch’essa impegnata nell’escursione.

L’INTERVENTO DI SOCCORSO DI UN SECONDO GRUPPO DI ESCURSIONISTI

I tre, attrezzati di tutto punto, hanno raggiunto immediatamente il luogo dell’incidente, prestando i primi soccorsi ai feriti e provvedendo alla loro messa in sicurezza. Le condizioni di alcuni degli escursionisti sono apparse da subito tali da rendere necessario il ricorso a cure mediche. A rendere particolarmente complessa la situazione era l’assenza di copertura telefonica all’interno del canyon. Impossibilitati a lanciare immediatamente l’allarme, i soccorritori hanno quindi deciso di procedere con il trasporto della sedicenne Stella, apparsa in condizioni più gravi, utilizzando una barella di fortuna.

Con il supporto degli altri componenti della comitiva, la ragazza è stata trasportata lungo il sentiero fino alla piazza principale di Roghudi Vecchio antistante la chiesa di San Nicola. Area individuata come il primo punto utile per poter agganciare un debole segnale telefonico e chiedere l’intervento dei soccorsi. Da lì sono partite le chiamate al 112 alla Guardia medica di Roccaforte del Greco, la cui postazione dista circa otto chilometri. Durante le operazioni, la centrale di emergenza è rimasta in costante contatto con il poliziotto, fornendo indicazioni e monitorando ininterrottamente le condizioni della giovane in attesa dell’arrivo dei sanitari.

L’INTERVENTO DEL 118 A ROGHUDI VECCHIO

Una volta raggiunta Roghudi Vecchio, i soccorritori, viste le condizioni gravi dei minorenni, richiedevano l’intervento dei mezzi di soccorso, compreso l’elisoccorso del 118. La sedicenne è stata quindi, stabilizzata dal personale sanitario sul posto e trasferita d’urgenza in codice rosso con l’elisoccorso presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Qui i sanitari l’hanno sottoposta a un delicato intervento chirurgico. I sanitari, come dicevamo prima, hanno dovuto asportarle la milza, che era rimasta compromessa dai massi che hanno preso in pieno il corpo della ragazza. Il bilancio complessivo dell’incidente è di quattro feriti. Nonostante il delicato quadro clinico, la giovane ha voluto incontrare e ringraziare personalmente i tre soccorritori che hanno prestato i primi e fondamentali aiuti. Nel corso dell’incontro, Stella avrebbe detto loro: «Grazie. Mi hanno detto i medici che sono viva grazie al vostro tempestivo intervento».

Quello di domenica scorsa nella zona di Roghudi è stato sicuramente un momento particolarmente significativo per i tre escursionisti soccorritori, che in passato hanno maturato esperienza nell’ambito del Soccorso Alpino e Speleologico e che, trovandosi casualmente nelle vicinanze, non hanno esitato a intervenire. La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sulla particolare conformazione dell’Aspromonte. Territorio di straordinaria bellezza ma caratterizzato da aree impervie, gole, versanti instabili e zone prive di copertura telefonica. Proprio per questo, i soccorritori rivolgono un appello. «La montagna va affrontata con preparazione. Equipaggiamento adeguato e, soprattutto, affidandosi a persone esperte che conoscano il territorio e sappiano valutarne i rischi. L’auspicio – aggiungono i tre valorosi – è che la giovane Stella possa superare presto questa difficile prova e tornare quanto prima alla sua vita quotidiana».

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