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Ranucci, Lavitola: "Mi chiamò alle 3.30 del mattino", la telefonata dopo la perquisizione

  • Postato il 20 luglio 2026
  • Personaggi
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

Valter Lavitola, il faccendiere al centro dell'inchiesta sull'attentato al conduttore Sigfrido Ranucci, rompe il silenzio in un'intervista esclusiva. L'uomo nega le accuse e sottolinea l'impossibilità di comunicare con il giornalista per ragioni legali. Lavitola evidenzia le contraddizioni dell'ipotesi accusatoria, affermando che se avesse commesso l'atto, Ranucci avrebbe necessariamente dovuto esserne consapevole, scendendo nel dettaglio delle dinamiche relazionali che legano i due.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Ranucci, Lavitola: "Mi chiamò alle 3.30 del mattino", la telefonata dopo la perquisizione
Ranucci, Lavitola: "Mi chiamò alle 3.30 del mattino", la telefonata dopo la perquisizione

"Non lo sento dalla sera dell'interrogatorio, purtroppo. Sai, quando sei abituato per anni a sentire una persona almeno una volta al giorno, o due... dopo una cosa del genere noi normalmente ci saremmo sentiti almeno 10 volte tutti i giorni. Io lo vorrei sentire, ma l'avvocato continua a dire che sarebbe inquinamento delle prove...". Valter Lavitola, il faccendiere accusato di essere l'unico mandante dell'attentato al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, lo ha detto in un colloquio con il Giornale parlando proprio dell'amicizia che lo lega al giornalista. 

Riferendosi all'attentato, poi, Lavitola ha sottolineato: "Io in teoria ho tutto l’interesse a non tutelare Ranucci, tanto per essere chiaro. Ma se l’avessi fatto io l’ipotesi è che lui lo sapesse: l’idea degli inquirenti è che io l’ho fatto per il bene, così mi hanno detto... per cui l’ipotesi è che se io faccio qualcosa per aiutare te, tu lo sai, punto. Ma siccome supera la fantasia...". 

 

 

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Un contatto tra i due risalirebbe agli istanti successivi alla perquisizione dei carabinieri: "Lui mi risponde dicendomi 'Valter ma è tutto allucinante, non ci credo, non posso crederci e non voglio crederci, ma aiutarmi in cosa?' - ha raccontato Lavitola - poi mi chiama alle 3 e 30 del mattino e siamo stati al telefono circa due ore. Era notte e ha fatto giorno. DI cosa abbiamo parlato? Delle varie possibili e fantasiose ipotesi".

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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