Primo Maggio, corteo a Savona: “Nuove tutele e diritti nell’era dell’intelligenza artificiale”
- Postato il 30 aprile 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Liguria. “Contrattazione, nuove tutele, nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” è il tema che Cgil, Cisl e Uil hanno dato a questo Primo Maggio.
A Savona si terrà, a partire dalle ore 10:00, il comizio unitario in piazza Sisto IV a cura di Santo Biondo, segretario nazionale UIL. A seguire si terrà il tradizionale corteo che si snoderà per le vie cittadine fino ad arrivare in Piazza Mameli dove, al rintocco della campana, verrà deposta una corona d’alloro in memoria dei martiri del lavoro.
“In una fase in cui il lavoro povero rischia di radicarsi nel tessuto sociale, in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e l’intelligenza artificiale è ancora un’incognita da inserire nella contrattazione, Cgil, Cisl e Uil sentono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione” il messaggio lanciato dai sindacati.
E la Uil “punta il dito sulle condizioni salariali in Liguria, in particolare sulla situazione delle lavoratrici“.
“Il Paese cambia ma per le donne le condizioni salariali non cambiano mai – dichiara Riccardo Serri, segretario generale Uil Liguria -. Abbiamo visto che in Liguria aumentano le lavoratrici occupate ma con importanti contraddizioni che sono tradizionalmente legate al differenziale retributivo influenzato dall’elevata percentuale del part time involontario nel lavoro femminile e dalla discontinuità dei percorsi occupazionali. Tutto questo relega le donne ai gradini più bassi del mercato del lavoro, in particolare nel terziario”.
“La Uil – prosegue Serri – ha intrapreso da tempo una battaglia culturale contro le disuguaglianze e per la legalità, che è il presupposto per qualunque azione a contrasto del cattivo lavoro: dal dumping retributivo ai diritti disapplicati. Anche per le nuove generazioni le condizioni salariali non sono buone: donne e giovani rimangono al palo. Per un cambio di passo occorre un’interlocuzione con la politica che spesso abdica al ruolo di controllo e governance”.
I dati sulle retribuzioni del lavoro dipendente elaborati dall’Inps raccontano di un reddito medio annuo pari a 27.366 euro per gli uomini, mentre per le donne il reddito medio è pari a 17.996 euro, con una differenza di 9.370 euro in termini di divario retributivo di genere, il 12% in meno all’ora rispetto agli uomini.
“Occorre ripensare ai modelli organizzativi e alla contrattazione di primo e di secondo livello per valorizzare la crescita del personale. Occorre continuare a contrastare i contratti pirata insieme alle associazioni datoriali e alle istituzioni, così come avviare percorsi formativi finalizzati all’acquisizione e al consolidamento delle competenze per giovani e donne”, conclude Serri.