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Price cap Eni, esposto all’Antitrust della “Schiavello Carburanti” di Serra San Bruno

  • Postato il 1 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Price cap Eni, esposto all’Antitrust della “Schiavello Carburanti” di Serra San Bruno

Il Quotidiano del Sud
Price cap Eni, esposto all’Antitrust della “Schiavello Carburanti” di Serra San Bruno

La società “Schiavello Carburanti” scrive all’Antitrust chiedendo verifiche sugli effetti del tetto di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio avviata dall’Eni. Nel mirino i margini degli operatori indipendenti e le condizioni lungo la filiera


SERRA SAN BRUNO – Il prezzo massimo introdotto da Eni finisce nel mirino dell’Antitrust a seguito dell’esposto della “Schiavello Carburanti Sas” di Serra San Bruno per chiedere verifiche sugli effetti della nuova politica di price cap adottata da Eni/Enilive dal 28 settembre 2026 e sulle possibili ripercussioni per gli operatori indipendenti.

L’istanza all’Autorità garante della concorrenza e del mercato è stata depositata il 30 settembre dal legale rappresentante della società, Maurizio Schiavello. Nel documento si evidenzia che Eni ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, inizialmente per un periodo di 30 giorni, con la possibilità di prorogare la misura fino alla fine dell’anno.

SOTTO ACCUSA I VALORI E COSTI DI APPROVVIGIONAMENTO

La società di Serra San Bruno mette a confronto questi valori con i costi di approvvigionamento indicati per una consegna prevista il 30 settembre: circa 2,040 euro al litro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Secondo Schiavello Carburanti, il differenziale potrebbe incidere sui margini degli operatori indipendenti, chiamati a sostenere anche i costi legati a personale, energia, manutenzione, logistica, assicurazioni e gestione degli impianti.

Da qui la richiesta all’AGCM di verificare i costi effettivamente sostenuti da Eni, i margini della rete Enilive e le condizioni economiche applicate lungo la filiera. L’obiettivo dell’esposto è accertare se la politica di prezzo possa determinare effetti sulla capacità degli operatori indipendenti di competere sul mercato.

CONDOTTE ESCLUDENTI E PREZZI PREDATORI

Tra gli aspetti sottoposti all’attenzione dell’Autorità figura anche l’eventuale configurabilità di condotte escludenti o di prezzo predatorio, oltre alle modalità con cui Eni e gli altri principali operatori avrebbero definito le rispettive politiche commerciali.

Nell’esposto si richiama anche il procedimento AGCM I864, concluso nel settembre 2025 con sanzioni complessive pari a 936,6 milioni di euro nei confronti di sei operatori del settore. La Schiavello Carburanti precisa, tuttavia, di non sostenere l’esistenza di un collegamento tra quel procedimento e l’attuale politica di price cap.

La società chiede infine all’Antitrust di acquisire, qualora lo ritenga necessario, dati relativi ai costi di approvvigionamento, ai prezzi all’ingrosso, ai margini, ai premi, ai contributi commerciali e alle condizioni infragruppo. L’obiettivo è consentire all’Autorità di valutare la sostenibilità economica della misura e i suoi eventuali effetti sulla permanenza degli operatori indipendenti nel mercato dei carburanti.

Il Quotidiano del Sud.
Price cap Eni, esposto all’Antitrust della “Schiavello Carburanti” di Serra San Bruno

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