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Premio Gina Lollobrigida a Donatella Nicolini, Borgonzoni attacca: "Nessun Leone a Gina, u...

  • Postato il 5 settembre 2026
  • Cultura
  • Di Agi.it
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  • 4 min di lettura
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Premio Gina Lollobrigida a Donatella Nicolini, Borgonzoni attacca: "Nessun Leone a Gina, u...
Premio Gina Lollobrigida a Donatella Nicolini, Borgonzoni attacca: "Nessun Leone a Gina, u...

AGI - Assegnato all'Italian Pavilion della Mostra del Cinema il Premio intitolato a Gina Lollobrigida. A ricevere il riconoscimento è stata la fotografa Donatella Nicolini, premiata dalla sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni.

L'istituzione del premio mira a celebrare la natura poliedrica della diva, omaggiando i giovani talenti e colmando un vuoto istituzionale verso un'icona amata nel mondo.

Le critiche di Borgonzoni: "Mancato il Leone alla carriera, una vergogna"

Nel consegnare il premio, Borgonzoni non ha risparmiato critiche per i mancati riconoscimenti in vita alla Lollobrigida: "Il Leone alla carriera non le e' stato dato da Venezia e credo questa sia la vergogna più totale. È stato assegnato a tante persone che lo meritavano, ma Gina e' stata il fiore all'occhiello dell'Italia. Per lei questo è stato uno dei grandi dispiaceri della vita", ha dichiarato la sottosegretaria.

Da qui l'idea di un riconoscimento per i creativi, evitando un mero tributo postumo che, ha sottolineato Borgonzoni, "poteva essere un modo per pulirci la coscienza. Gina era molto di più di un'attrice: scultrice, fotografa, un'artista a tutto tondo capace di reinventare persino gli abiti dei grandi stilisti".

L'eredità artistica e il messaggio di Donatella Nicolini

A raccogliere idealmente questa eredità è Donatella Nicolini, che nel ricevere il premio, ringraziando le istituzioni e Cinecittà, ha evidenziato il "filo rosso" che la unisce alla diva: "Gina era una donna libera e coraggiosa, che non ha accettato passivamente il ruolo che la società le aveva dato. È andata oltre la mera bellezza, decidendo con autorità di ridefinirsi e lasciare il suo sguardo attraverso l'arte", ha affermato la fotografa.

Un'emancipazione visiva che Nicolini rivendica anche nei suoi ritratti: "Con le mie foto cerco di fare lo stesso con la maternità. Non voglio accontentarmi del ruolo che le donne in gravidanza hanno nella società. Voglio ridefinirlo un'immagine alla volta, mostrando donne forti, belle, che si autodefiniscono e non hanno paura di mostrare il proprio corpo".

Un fil rouge di indipendenza celebrato in chiusura anche da Borgonzoni: "Gina ha conquistato l'America per poi scegliere liberamente di tornare in Italia, conquistandosela da sola. È un grande esempio per le donne. Mi spiace che ancora oggi ci sia una parte forse un po' snob del nostro Paese che continua a ricordarla troppo poco".

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Autore
Agi.it

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