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Poliziotto ed ex presidente di una società sportiva del ponente genovese a processo per truffa ai danni dello Stato

  • Postato il 30 aprile 2026
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  • Di Genova24
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Poliziotto ed ex presidente di una società sportiva del ponente genovese a processo per truffa ai danni dello Stato

Genova. Poliziotto, ma anche presidente di una società sportiva dilettantistica del ponente genovese con annesso stabilimento balneare in gestione con tanto di bar e ristorante. E anche sindacalista. Probabilmente un po’ troppi incarichi per far quadrare le ore di una giornata. Così, sostiene la Procura, l’assistente capo M.D., 54 anni, in servizio alla scientifica, al lavoro ci andava molto meno di quanto previsto dai turni.

Per l’esattezza l’agente avrebbe attestato falsamente di andare al lavoro per un totale di 135 ore in due anni tra il 2021 e il 2023. Non solo, quando una sera si è infortunato a una caviglia, avrebbe invece sostenuto di essersi fatto male la mattina dopo mentre andava al lavoro, per avere il congedo per malattia e nel frattempo non essere obbligato ai controlli .E così in quel mese è mezzo si sarebbe recato presso l’associazione dilettantistica o a servire al bar dello stabilimento.

Per questo M.D. è ora a processo per truffa ai danni dello Stato. Questa mattina per lui la pm Eugenia Menichetti ha chiesto 3 anni di reclusione.

Secondo quanto ricostruito dalla sezione di polizia giudiziaria della procura il poliziotto, spesso non si presentava al lavoro oppure arrivava diverse ore dopo l’orario di servizio o, ancora, andava via con largo anticipo e addirittura chiedeva di svolgere lavoro straordinario per poi recarsi a fare tutt’altro, visto che era presidente di una società dilettantistica del ponente e di uno stabilimento balneare collegato alla stessa.

Gli accertamenti sarebbero nati in seguito a screzi interni proprio alla società sportiva da lui presieduta e da cui si è dimesso nel 2022. Un anno dopo lo stabilimento balneare collegato era stato sequestrato dalla guardia costiera e il poliziotto è attualmente indagato per una serie di violazioni paesaggistiche e ambientali.

L’avvocato Riccardo Passeggi ha chiesto invece l’assoluzione del suo assistito sostenendo infondate le accuse. In particolare rispetto all’infortunio, il difensore ha sostenuto in aula che ben difficilmente una caviglia rotta consente a una persona di procrastinare l’accesso  in ospedale. mentre rispetto alle assenze sul lavoro, che sarebbero provate secondo l’accusa anche dalle celle telefoniche del cellulare di servizio dell’assistente capo, gli altri telefoni a lui intestati proverebbero il contrario.

La sentenza sarà pronunciata l’11 giugno.

Autore
Genova24

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