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Piscina Zanelli, l’Amatori Nuoto tuona: “Esclusi per errore macroscopico”. E alla Rari: “Basta terrorismo mediatico”

  • Postato il 27 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Piscina Zanelli, l’Amatori Nuoto tuona: “Esclusi per errore macroscopico”. E alla Rari: “Basta terrorismo mediatico”

Durissimo comunicato dell’Amatori Nuoto Savona. La società era in vantaggio per la gestione della piscina Zanelli di Savona. Tuttavia, un’irregolarità rilevata in fase di controllo ha escluso il sodalizio del presidente Vulpetti facendo scalare la graduatoria e, di fatto, riconsegnando la piscina alla Rari Nantes Savona. L’Amatori afferma di essere stata esclusa per un errore di proporzioni macroscopiche e che, credendo nelle istituzioni, sta aspettando prima di ricorrere al TAR, inoltre arriva una stoccata al Comune di Savona, il club “confidava che fosse la procedura amministrativa, e non la pressione mediatica, a determinare l’esito di una gara pubblica”. In particolare, nel testo si legge che: “La tesi secondo cui la società non sarebbe stata in regola con il pagamento dei tributi al momento della presentazione dell’offerta è documentalmente sbagliata. Il comma 6 dell’articolo 94 del Codice degli Appalti è chiaro: nessuna causa di esclusione risulta applicabile al caso”.

Parole taglienti anche nei confronti della Rari Nantes Savona: “La Zanelli non può essere il Bancomat di una società né il giocattolo di alcuni signori: è un impianto sportivo di tutti”. E prima:Da settimane assistiamo a un «terrorismo mediatico» inaccettabile, con la narrativa secondo cui senza la gestione della Zanelli non si possa fare la serie A di pallanuoto e con la costante pressione sul Comune: “Se non ci date la piscina andiamo a Luceto”.

Il comunicato dell’Amatori Nuoto Savona

Sono mesi che Amatori Nuoto Savona – a differenza della Rari Nantes – mantiene un profilo prudente dal punto di vista mediatico, per rispetto delle istituzioni e perché confidava che fosse la procedura amministrativa, e non la pressione mediatica, a determinare l’esito di una gara pubblica. Oggi, però, quel silenzio non è più sufficiente.

Partiamo dall’aspetto procedurale e legale. Amatori è stata esclusa dalla procedura per un errore che riteniamo macroscopico. La tesi secondo cui la società non sarebbe stata in regola con il pagamento dei tributi al momento della presentazione dell’offerta è documentalmente sbagliata. Il comma 6 dell’articolo 94 del Codice degli Appalti è chiaro: nessuna causa di esclusione risulta applicabile al caso. Riteniamo pertanto che l’esclusione sia conseguenza di un grave errore tecnico-amministrativo. Abbiamo già presentato un’istanza in autotutela e interpellato l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Non abbiamo ancora depositato ricorso al Tar perché crediamo nelle istituzioni e siamo convinti che l’errore verrà riconosciuto dall’Amministrazione.

Sul piano politico e mediatico siamo ancora più basiti. Da settimane assistiamo a un «terrorismo mediatico» inaccettabile, con la narrativa secondo cui senza la gestione della Zanelli non si possa fare la serie A di pallanuoto e con la costante pressione sul Comune: “se non ci date la piscina andiamo a Luceto”. È una situazione avvilente e irrispettosa verso Amatori, ma soprattutto verso i cittadini.

Amatori è una società con quasi 80 anni di storia, che ogni anno si rimbocca le maniche senza ricevere contributi comunali, solida anche finanziariamente, avendo chiuso il 2025 con un bilancio in pareggio. Dall’altra parte, dai bilanci appena depositati, emerge per Rari Nantes una situazione debitoria vicina al milione di euro. È grottesco che il dibattito si concentri su due rate Imu, regolarmente pagate e rateizzate prima dell’offerta, mentre una società sventola i propri meriti sportivi e minaccia di lasciare Savona in caso di mancata aggiudicazione.

La Zanelli non può essere il Bancomat di una società né il giocattolo di alcuni signori: è un impianto sportivo di tutti. Amatori paga da 40 anni lo spazio acqua alla Rari Nantes per allenarsi in una vasca olimpica e non ha mai fatto questo caos mediatico.

La città merita un dibattito diverso: sul servizio offerto, sulla visione dell’impianto, sulla manutenzione e sulle condizioni contrattuali del personale. Bisognerebbe pensare alla temperatura dell’acqua, ai piccioni che entrano in piscina e a una manutenzione adeguata, verificando soprattutto la sostenibilità economica e la qualità del management delle società concorrenti. I problemi economici altrui non possono essere pagati dai cittadini.

Autore
Il Vostro Giornale

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