Pechino accumula lingotti, Mosca li vende. La nuova geografia dell’oro globale
- Postato il 21 luglio 2026
- Economia
- Di Formiche
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Quando si compra tanto oro c’è, essenzialmente, quasi sempre un motivo specifico. Ovvero, si teme una crisi interna o globale e ci si prepara a scambiare il metallo giallo qualora non si abbia la necessaria liquidità per sopravvivere. Questo giornale lo ha raccontato più volte, specialmente per quanto riguarda il caso della Russia, costretta a vendere lingotti per per tenere a bada il deficit federale, letteralmente esploso dopo quattro anni e mezzo di guerra. Ora però non si parla dell’ex Urss, bensì della Cina. La quale sta piano piano facendo incetta di oro. Ma c’è un tranello.
Secondo le stime di Goldman Sachs, infatti, la domanda di oro da parte della Banca centrale cinese, la Pboc, è ben superiore a quanto riportato dalle cifre ufficiali sulle riserve, con acquisti effettivi da parte del Dragone, diverse volte superiori a quelli dichiarati. Stando ai calcoli della Banca d’affari americana, a maggio la Cina ha acquistato oltre 48 tonnellate d’oro, registrando il suo maggiore acquisto mensile in oltre un anno. Ora, secondo Goldman Sachs tale cifra è 4,8 volte superiore alle 10 tonnellate ufficiali riportate dalla Banca centrale cinese per il mese di maggio. Goldman Sachs, insomma, non ha dubbi. Il reale ritmo di accumulo di oro in Cina è di gran lunga superiore a quanto indicato dalle cifre ufficiali della Pboc.
Non è chiaro perché la Cina stia acquistando tutto questo oro. E non è chiaro perché lo stia facendo fornendo al mercato cifre discordanti. Di sicuro, se Pechino compra, Mosca vende. Dall’inizio del 2026, la Bank of Russia, ha venduto circa 22 tonnellate d’oro proprio per contribuire a finanziare il proprio deficit di bilancio. Alla fine di marzo, tale disavanzo aveva raggiunto i 4.600 miliardi di rubli (61,3 miliardi di dollari) a causa del calo delle entrate derivanti da petrolio e gas all’inizio dell’anno, poi parzialmente mitigato nelle scorse settimane. Non è tutto. La Borsa di Mosca ha recentemente comunicato che il volume degli scambi di oro nel marzo 2026 è stato più di 3,5 volte superiore a quello dell’anno precedente, raggiungendo le 42,6 tonnellate. In termini monetari, il volume è quintuplicato, arrivando a 534,4 miliardi di rubli (7,1 miliardi di dollari). Tradotto, la Banca centrale russa ha venduto più oro del previsto.