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PD: “No della Regione alla riconversione di Italiana Coke, vuole le aree per il termovalorizzatore”

  • Postato il 28 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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In sintesi

Il Partito Democratico denuncia il rifiuto della Regione di autorizzare la riconversione industriale dello stabilimento Italiana Coke. Secondo i dem, l'amministrazione regionale intende destinare le aree interessate alla costruzione di un impianto di termovalorizzazione, bloccando così il progetto di trasformazione economica del sito. La questione accende il dibattito sulla gestione territoriale e sulle priorità strategiche per il rilancio dell'industria locale.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

PD: “No della Regione alla riconversione di Italiana Coke, vuole le aree per il termovalorizzatore”

Cairo M. “La bocciatura della richiesta di attivare un tavolo istituzionale per la riconversione delle aree industriali di Italiana Coke è un segnale chiaro di come questa Giunta vuole utilizzare quegli spazi. Avevamo chiesto un confronto che coinvolgesse il mondo associativo, le organizzazioni sindacali e datoriali, i Ministeri dell’Industria e dell’Ambiente e la Regione, con l’obiettivo di costruire un percorso credibile capace di coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e salute dei cittadini”.

Così i consiglieri regionali del Partito Democratico Roberto Arboscello e Davide Natale, a seguito della bocciatura dell’ordine del giorno presentato nella seduta odierna del Consiglio regionale, con 7 voti a favore (minoranza) e 14 contrari.

L’ordine del giorno, in particolare, impegnava la Giunta ad attivare un tavolo istituzionale con gli enti locali, il mondo associativo, le organizzazioni sindacali e datoriali, la stessa Giunta regionale, il Ministero dell’Industria e il Ministero dell’Ambiente per verificare quali progetti mettere in campo per la riconversione delle aree industriali oggi utilizzate da Italiana Coke, attraverso programmi capaci di coniugare sviluppo e ambiente.

L’assessore regionale alle vertenze aziendali Paolo Ripamonti ha rilevato che l’azienda è assolutamente ancora produttiva, quindi cominciare a pensare ad una realtà aziendale che non sia più produttiva non sarebbe opportuno, ma per Arboscello e Natale: “È ormai noto – e lo certifica anche una sentenza del Consiglio di Stato – che nella Valbormida l’incidenza della mortalità è superiore alla media nazionale e regionale. Così come è noto che i livelli di agenti inquinanti superano frequentemente i limiti di legge, come registrato dalle centraline Arpal. Di fronte a questo quadro, continuare a rinviare una vera riconversione non è più accettabile. Se si vogliono davvero superare le attività più impattanti, è necessario aprire un confronto serio con tutti gli attori coinvolti, garantendo al tempo stesso i livelli occupazionali e costruendo un modello economico sostenibile”.

“Il rifiuto della giunta dimostra invece una scelta precisa: non avviare alcun percorso di riconversione, ma tenere quelle aree disponibili per la realizzazione del termovalorizzatore”.

“Una scelta che, se confermata, avrebbe responsabilità politiche chiare, con nomi e cognomi. Il No al tavolo istituzionale dimostra che l’obiettivo di questa destra non è la decarbonizzazione, ma destinare quelle aree a un nuovo impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti che impatterà ancora una volta sulla qualità di vita dei cittadini della Valbormida” concludono gli esponenti Dem.

Autore
Il Vostro Giornale

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