Nuovo assetto 118, le minoranze in Regione critiche sulla composizione del gruppo di lavoro: “Sistema costruito senza coinvolgere medici”
- Postato il 5 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Sono state tre le interrogazioni discusse oggi in consiglio regionale riguardo la composizione del gruppo di lavoro tecnico regionale per il riordino del sistema di emergenza urgenza 118.
Enrico Ioculano (Pd) ha chiesto alla giunta se sono noti i motivi per cui nella composizione del gruppo di lavoro tecnico regionale non sia stata prevista la presenza di una figura medica, rilevando come l’assenza di medici in un organismo tecnico deputato alla riorganizzazione del sistema 118 solleva dubbi circa la completezza dell’approccio clinico e organizzativo adottato.
Giovanni Battista Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha chiesto alla giunta di integrare la composizione del gruppo di lavoro tecnico regionale con la presenza strutturata di medici del sistema di emergenza territoriale 118, individuati secondo criteri di competenza ed esperienza. Secondo Pastorino è strategico che nel coordinamento tecnico, finalizzato all’accorpamento delle centrali operative e alla futura realizzazione della centrale unica regionale, siano presenti medici.
Anche Stefano Giordano (Mv5Stelle) ha chiesto alla giunta di rivedere la composizione del gruppo di lavoro tecnico regionale per il riordino del sistema 118, prevedendo l’inserimento strutturato della componente medica, in coerenza con il quadro normativo vigente e con le funzioni attribuite al medesimo gruppo.
L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha risposto che dal 21 aprile scorso anche il medico rientra a pieno titolo nel gruppo di lavoro. La figura era stata esclusa per un errore formale.
Enrico Ioculano, ha commentato: “Sul progetto di accentramento del 118 ligure da Imperia a Genova stanno emergendo, una dopo l’altra, tutte le criticità che avevamo denunciato con chiarezza nei mesi scorsi. Non si tratta più di perplessità: oggi siamo di fronte alla conferma puntuale di problemi prevedibili. Il 20 aprile viene istituito il gruppo di lavoro tecnico regionale per accompagnare questo percorso delicatissimo. Eppure, nella sua prima composizione, mancava una figura medica. Un errore grave e incomprensibile per una riorganizzazione che incide direttamente sulla gestione sanitaria delle emergenze. Solo in un secondo momento si è corso ai ripari, ma resta evidente una domanda: com’è stato possibile non prevederlo fin dall’inizio?”.
“A questo si aggiunge la necessità, emersa successivamente, di reperire ulteriore personale sanitario e tecnico dalle altre centrali del 118 ligure per supportare Genova. È la dimostrazione plastica di un’organizzazione che non era pronta e che oggi è costretta a rincorrere soluzioni già ampiamente prevedibili. Avevamo avvertito che non si può comprimere in tempi strettissimi un accorpamento così complesso senza una pianificazione solida. Oggi i fatti ci danno ragione. E, come spesso accade in questi casi, il rischio è che il peso delle inefficienze ricada sui lavoratori, chiamati ad adattarsi senza un percorso chiaro e condiviso. Anche sul fronte del confronto sindacale emergono criticità: un processo di questa portata non può prescindere dal rispetto delle regole e dal coinvolgimento reale delle rappresentanze dei lavoratori. La Giunta regionale smetta di inseguire le emergenze che essa stessa ha contribuito a creare e apra finalmente un confronto serio con operatori, professionisti e territori. Sulla gestione dell’emergenza-urgenza non sono ammissibili improvvisazioni”.
“Prendo atto positivamente dell’integrazione della componente medica nel gruppo di lavoro tecnico regionale sul 118. È una correzione necessaria. Ma fermarsi a questo sarebbe un errore – ha commentato Gianni Pastorino – Non è normale che, dentro una riforma sanitaria così delicata, ci si ‘dimentichi’ di una figura fondamentale come il medico. Non per una questione corporativa, ma perché questo segnala che il processo decisionale ha delle falle evidenti. L’ho detto chiaramente anche in aula: non ho mai sostenuto una visione medico-centrica della sanità. Il sistema funziona se tutte le professionalità lavorano insieme: medici, infermieri, tecnici, soccorritori. Ma proprio per questo l’assenza iniziale della componente medica è un fatto rilevante, che mette in discussione l’equilibrio complessivo della riorganizzazione”.
“La domanda vera è se questa riorganizzazione del 118 stia davvero rafforzando il sistema oppure lo stia mettendo sotto stress. Dai fatti emersi emergono criticità: scarso coinvolgimento delle professionalità, un modello ancora in assestamento, dubbi sui tempi di risposta e la necessità di correre ai ripari in corso d’opera. Nel sistema dell’emergenza non esiste il ‘poi aggiustiamo’. Ogni minuto conta. Ogni scelta organizzativa deve essere solida fin dall’inizio. Per questo – conclude Pastorino – non basta correggere un errore formale. Serve un cambio di passo: un coinvolgimento reale degli operatori e una verifica concreta, dati alla mano, degli effetti della riorganizzazione”.
Sul tema è intervenuto anche Armando Sanna, capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, che dopo la risposta in aula alla sua interrogazione su valorizzazione e impiego di medici convenzionati del sistema 118 in Liguria ha commentato: “Sul sistema di emergenza-urgenza la Giunta continua a non vedere quello che è sotto gli occhi di tutti: da un lato medici convenzionati del 118 pronti a garantire più turni e più funzioni, dall’altro il ricorso crescente e costoso ai cosiddetti ‘gettonisti’. È una scelta miope, che indebolisce la continuità del servizio e pesa sulle casse pubbliche”, dichiara
“La giunta solo ora, dopo la mia interrogazione, ha deciso di attivare un tavolo per valorizzare i medici convenzionati del 118, anche attraverso accordi dedicati già previsti dal quadro contrattuale e già adottati in altre Regioni. Un primo passo su cui vigileremo. Parliamo di professionisti che oggi garantiscono una quota rilevante dei turni, spesso in condizioni difficili e con carenze di personale, e che hanno manifestato formalmente la disponibilità ad ampliare il proprio impegno sia in ambito intraospedaliero sia extraospedaliero. È importante che questa disponibilità venga tradotta in atti concreti. Continuare a spendere di più per soluzioni temporanee, invece di investire su chi assicura esperienza, integrazione nel sistema e sostenibilità economica, non è accettabile. Il rischio è quello di un servizio sempre più fragile”, conclude Sanna.